essenze di vita

Riflessioni a scoppio ritardato


 Rilfettevo su un’ esperienza vissuta tempo fa,mi trovavo in un’ altra città dove l’unica persona che conoscevo era un mio carissimo amico che conosoco da anni.Durante la mia permanenza li mi sono imbatutta in una serie di difficoltà, oserei dire disavventure alla  Bridget, una di queste è stata ritrovarmi sola alle undici e mezza di sera da sola per la città, con taxi irreperibili per ore, autobus notturni praticamente inesistenti e metropolitane chiuse per la troppa affluenza di persone…. Bene... il mio albergo si trovava dall’altro capo della città.Ora non sto qui a raccontarvi i dettagli dell’avventura (tentativi di corruzione da parte mia verso la polizia municipale per farmi portare in albergo)perché mi dilungherei peggio del solito,vi dirò che la prima cosa più ovvia e necessaria da fare sarebbe stata quella di chiamare il mio amico e farmi venire a prendere perché vi assicuro che camminare a mezzanotte in una strada isolata per  3 km circa senza vedere mai una piazza ,indicatami dai vigili in precedenza, spuntare all’orizzonte, non era per niente confortante se pensiamo a tutti i crimini che stanno succedendo in giro.Dicevo, la cosa più ovvia da fare era chiamarlo,del resto siamo amici da secoli, ma invece…non potevo farlo. E il punto è proprio questo.Sin da bambina mi sono ritrovata sempre ad avere più amici maschi che femmine, e da ragazzina ho imparato che spesso quando il tuo migliore amico si fidanza finisci col stare sulle scatole  alla sua ragazza anche se tra voi due non c’è praticamente nulla,e alla fine poi l'amicizia cambia e spesso ci si perde. Ma si sa noi donne come siamo prevenute su queste cose, quindi crescendo ho iniziato a capire certe esigenze maschili  a sorridere di circostanza e a rispettare i miei amici e le loro compagne evitando fraintendiementi e atteggiamenti che lasciano spazio a spiacevoli equivoci. Così anche in quell’occasione mi sono messa le gambe in spalla e ho camminato a dita incrociate, fino a beccare un taxi finalmente e ritornare alle 2.00 stanca morta e spaventata in albergo.Non tentai nemmeno di chiamare il mio amico perché lo consoco fin troppo bene e un suo rifiuto mi avrebbe  fatto davvero male, la sua compagna è molto possessiva e insicura a causa di brutte esperienze avute in passato, quindi io per evitare di farli litigare e essere marchiata come la rovina famiglie in questione ,come al solito me la sono dovuta cavare da sola. La cosa che però mi intristisce è che io al posto del mio amico avrei fatto l’opposto, cioè avrei litigato pure con mio marito(uomo comunque comprensivo e aperto di mentalità) pur di prestare aiuto,perché io agli amici ci tengo più di ogni altra cosa.Ciò che mi demoralizza è che l’unica persona che potevo chiamare non poteva darmi aiuto,l'avrei messo in difficoltà perché la compagna è gelosa.La mia discrezione ,il mio modo di essere comprensiva a cosa mi portano poi? .Mi domando ma si può essere così coglioni peggio di me?
 E vabè meglio ballarci su....DANCE ALONG WITH BRIDGET