Sarebbe bello ritrovarsi seduti sui gradini del palco, in un angolo di un locale e ridere ancora insieme.Sarebbe magico ritrovare i vostri sorrisi respirare l’aria rilassata e innocente di una volta,passare il tempo che precede lo spettacolo nella spensieratezza dei racconti, negli sfottò ,delle pacche sulle spalle, dei brindisi fatti con le bottiglie di birra mezze vuote.La freschezza di quei giorni ,di quando si caricavano le auto come dei camioncini, le si imbottiva di strumenti, li si incastrava e si partiva ,ci si perdeva per strada e non si vedeva l’ora di rifarlo.Le cene insieme, le pizze mangiate fuori le rosticcerie alle 2.00 di notte dopo le prove coi cartoni appoggiati sui cofani, gli strumenti in spalla e il leggero freddo della notte che pizzicava appena la pelle, risvegliarsi poi al mattino col gusto delle risate ancora fermo in gola e collezionare aneddoti che ci avrebbero fatto sentire uniti nel tempo, negli anni.Qualcosa invece si è inceppato, non siamo più quelli li,rivedo le foto, rivedo le scalette, gli scarabocchi, gli appunti con i numeri dei locali,le vignette che disegnavi tu per prenderci in giro e mi accorgo che noi non esistiamo più.La volontà e la fiducia, il gruppo unito si è tramutato in un appuntamento fuori al localeLe attese prima dello spettacolo sono solo chiacchiere come quelle che si fanno in sala d’attesa in aeroporto, dal dottore, e quando lo spettacolo finisce ognuno a casa suo felice solo di aver guadagnato una carta in più da mettere nel portafogli.Il telefono squilla solo per aggiornamenti sulle date, ed è sempre polemica, sempre provocazioni che si lasciano cadere,sempre parole pungenti e critiche su tutto, è sempre snobismo, sempre superbia. Sono solo discorsi fatti con calma apparente di chi ha dentro tanto da ridire ,ma sorride per circostanza.Così ora sul bordo del palco ci sono seduta solo io e aspetto che si faccia l’ora per iniziare.Tu sei fuori con la tua ragazza, tu invece sei a telefono, tu guardi la partita sullo schermo gigante.Ogni tanto uno scambio di parole mentre gioco col cellulare e le immagini di un video mi passano alle spalle e si butta l’occhio all’orologio E così si continua sulla stessa scia con cui ci eravamo salutati, continuate a farmi sentire inutile, piccola ,quasi inopportuna,mentre la realtà è solo che io sono più matura e pratica,più sognatrice di voi e mi emoziono ancora quando canto. Ma per te è importante solo che io ricordi le parole, e che stia attenta ai passaggi,non ti accorgi che i miei occhi sono chiusi mentre canto perché in quei momenti viaggio con la mente, sei troppo preso a suonare a ripetermi che se non ci pensi tu a certe cose la baracca non va avanti…e così lui sgomma con l’auto dopo aver discusso con il tuo batterista, e il tuo batterista ha sempre da ridire su tutto, tu chiedi il mio parere,io ti do la soluzione e tu mi dici che non capisco un cazzo. Così me ne torno in cucina a lavare i piatti e a caricare la lavatrice con l’imbarazzo del silenzio, rotto solo dalla tv accesa ,e l’ennesima conversazione senza aver fatto passi avanti è finita li.Ognuno sta seguendo solo le sue idee e io..continuo ad emozionarmi, a volerlo fare ancora…però mi giro e sul palco spesso non ci siete voi, ci sono già altri volti ,altre canzoni,magari tu mi segui ancora, ma non per ammirazione,né per l’orgoglio di lavorare con me , forse solo per paura che io abbandoni i tuoi sogni, quelli che per anni abbiamo portato avanti insieme. Peccato però che anche tu al momento opportuno mi faccia sentire inutile, piccola come fanno loro.La tossica che fuma troppo e che non capisce un cazzo,la tossica che per una volta nella vita sta solo provando a guardare avanti senza di voi. La tossica che “Però.. complimenti bella voce mi hai fatto emozionare. .quando ritorni qui a cantare?”VIDEO
Post N° 445
Sarebbe bello ritrovarsi seduti sui gradini del palco, in un angolo di un locale e ridere ancora insieme.Sarebbe magico ritrovare i vostri sorrisi respirare l’aria rilassata e innocente di una volta,passare il tempo che precede lo spettacolo nella spensieratezza dei racconti, negli sfottò ,delle pacche sulle spalle, dei brindisi fatti con le bottiglie di birra mezze vuote.La freschezza di quei giorni ,di quando si caricavano le auto come dei camioncini, le si imbottiva di strumenti, li si incastrava e si partiva ,ci si perdeva per strada e non si vedeva l’ora di rifarlo.Le cene insieme, le pizze mangiate fuori le rosticcerie alle 2.00 di notte dopo le prove coi cartoni appoggiati sui cofani, gli strumenti in spalla e il leggero freddo della notte che pizzicava appena la pelle, risvegliarsi poi al mattino col gusto delle risate ancora fermo in gola e collezionare aneddoti che ci avrebbero fatto sentire uniti nel tempo, negli anni.Qualcosa invece si è inceppato, non siamo più quelli li,rivedo le foto, rivedo le scalette, gli scarabocchi, gli appunti con i numeri dei locali,le vignette che disegnavi tu per prenderci in giro e mi accorgo che noi non esistiamo più.La volontà e la fiducia, il gruppo unito si è tramutato in un appuntamento fuori al localeLe attese prima dello spettacolo sono solo chiacchiere come quelle che si fanno in sala d’attesa in aeroporto, dal dottore, e quando lo spettacolo finisce ognuno a casa suo felice solo di aver guadagnato una carta in più da mettere nel portafogli.Il telefono squilla solo per aggiornamenti sulle date, ed è sempre polemica, sempre provocazioni che si lasciano cadere,sempre parole pungenti e critiche su tutto, è sempre snobismo, sempre superbia. Sono solo discorsi fatti con calma apparente di chi ha dentro tanto da ridire ,ma sorride per circostanza.Così ora sul bordo del palco ci sono seduta solo io e aspetto che si faccia l’ora per iniziare.Tu sei fuori con la tua ragazza, tu invece sei a telefono, tu guardi la partita sullo schermo gigante.Ogni tanto uno scambio di parole mentre gioco col cellulare e le immagini di un video mi passano alle spalle e si butta l’occhio all’orologio E così si continua sulla stessa scia con cui ci eravamo salutati, continuate a farmi sentire inutile, piccola ,quasi inopportuna,mentre la realtà è solo che io sono più matura e pratica,più sognatrice di voi e mi emoziono ancora quando canto. Ma per te è importante solo che io ricordi le parole, e che stia attenta ai passaggi,non ti accorgi che i miei occhi sono chiusi mentre canto perché in quei momenti viaggio con la mente, sei troppo preso a suonare a ripetermi che se non ci pensi tu a certe cose la baracca non va avanti…e così lui sgomma con l’auto dopo aver discusso con il tuo batterista, e il tuo batterista ha sempre da ridire su tutto, tu chiedi il mio parere,io ti do la soluzione e tu mi dici che non capisco un cazzo. Così me ne torno in cucina a lavare i piatti e a caricare la lavatrice con l’imbarazzo del silenzio, rotto solo dalla tv accesa ,e l’ennesima conversazione senza aver fatto passi avanti è finita li.Ognuno sta seguendo solo le sue idee e io..continuo ad emozionarmi, a volerlo fare ancora…però mi giro e sul palco spesso non ci siete voi, ci sono già altri volti ,altre canzoni,magari tu mi segui ancora, ma non per ammirazione,né per l’orgoglio di lavorare con me , forse solo per paura che io abbandoni i tuoi sogni, quelli che per anni abbiamo portato avanti insieme. Peccato però che anche tu al momento opportuno mi faccia sentire inutile, piccola come fanno loro.La tossica che fuma troppo e che non capisce un cazzo,la tossica che per una volta nella vita sta solo provando a guardare avanti senza di voi. La tossica che “Però.. complimenti bella voce mi hai fatto emozionare. .quando ritorni qui a cantare?”VIDEO