Recentemente su la Repubblica è uscito un interessante articolo con titolo "Il prezzo della maternità" : in Inghilterra il dibattito sembra essersi aperto circa la possibilità di estendere il congedo parentale in forma uguale tra padri e madri. Per quanto riguarda il nostro paese, invece, esistono forti resistenze. In una cultura che esalta la maternità (dalla polemica contro la 194, ai parcheggi rosa degli autogrill riservati alle gestanti, alle fiction che ci propongono figure di madri lavoratrici in uno stato cronico di senso di colpa nei confronti dei figli...), ma nel concreto non la facilita, sempre più donne vengono discriminate sul posto di lavoro in quanto scelgono di essere madri. Tutto ciò accade nel paese con il tasso di natalità più basso del mondo... Inutile negarlo,al rientro dal congedo di maternita' esistono ancora casi in cui la discriminazione e' alta,a volte sono gli stessi colleghi che in condizioni di antagonismo sono pronti a voltare la faccia.I datori di lavoro a modo loro si tutelano facendo spesso firmare lettere di dimissioni in bianco nel caso la dipendente rimanga incinta.Nella scorsa legislatura un provvedimento le vietava,ma da giugno e' di nuovo tutto come prima.Altra furbizia dei datori di lavoro e' l'evitare quanto piu' possibile di assumere donne tra 30 e 40 anni,cioe' a rischio maternita'.Lo posso testimoniare...Ho 31 anni e sono due anni che faccio colloqui in ambiti diversi,ecco la frase "magica" :"ah,e' sposata da due anni...quindi ha figli?" -rispondo di no-"allora vorrebbe averne sicuramente?" e aggiunge senza farmi parlare -"beh,credo proprio di si',dopo due anni e alla sua eta' sembra il momento giusto!"...sorride con la faccia da beota,scrive non so che cosa su un foglio...e poi vengo a sapere che le persone assunte hanno meno di 30 anni o sono signore con gia' 2/3 figli che non hanno certo voglia di farne degli altri.Quindi se una ragazza oggi vuole avere un figlio,e sappiamo tutti che lavorare non solo e' un diritto,ma oggi piu' che mai e' una necessita',visto che con un solo stipendio non si campa in due ,figuriamoci con figli al seguito.. quindi scartata la possibilita' di sposare il figlio di berlusconi deve sperare di ottenere un impiego pubblico,difficile,ma necessario...si' perche' li' sei tutelata fino in fondo.Forse se venisse fatta una ricerca sull'età media alla prima gravidanza e sul numero di figli di infermiere, insegnanti e pubbliche dipendenti verrebbe fuori di sicuro che queste ultime possono concedersi almeno il lusso di fare un figlio senza troppi rimorsi, senza troppi pensieri. Come dovrebbe essere del resto.E come se non bastasse ci si mette anche il Ministro Brunetta con le assenze dai posti di lavoro pubblici. Che se poi si vanno a vedere le statistiche si vede come le donne siano le più assenteiste...chissà perchè. Qualcuno se lo domanda, chi sta a casa dal lavoro se il figlio si ammala? Mamma o Papà? E allora bisogna tutelare di piu' la maternita' e tornare a considerarla un bene e non solo un freddo calcolo o costo per la societa'...perche' limitarsi a lamentare il piu' basso tasso di natalita' rispetto a tutta l' Europa non e' sufficiente...bisogna cercare di capire "perche'" e come risolvere la cosa,AGIRE!