"È qui,in braccio all'Inferno,che il pensiero disegna la luce del tuo volto,il profilo del tuo corpo,le tue mani che mi scorrono addosso,come pioggia sottile,lieve,sibilante ma non guardarmi dall'alto di ogni cosa,se io non posso scorgerti,tra i rovi sconnessi dell'erebo questo mio cuore morto,assuefatto all'obbrobrio,non concepisce bellezza o armonia,o dolce musica che consola,né potrò mai amarti da quest'oltretomba,o sfiorare le tue labbra con le dita sapendoti accanto a me ti sfuggirò,pur non potendoti avere,se i mostri mi rapiscono sul ciglio di ogni bivio,per condurmi tra le fauci della prigionia ,la stessa da sempre.. eppure soffro la sete del campo che più non germoglia,e arido,si lascia stuprare dal sole più impietoso e crudele e brucia.. e geme ma nel più duro silenzio,senza essere visto,come lingua di sabbia tra le colline,senza essere ascoltato o coltivato mai ti vorrei,ma non ti conosco,e sa rai sempre spettro,trasparenza,irrealtà.. e farò l'amore con i fantasmi tra le candide lenzuola della perdizione mentre questa vita che mi conduce,comincerà a divorarmi come un'avida serpe,senza ritegno dove sei,mia unica stella che brilla di illusioni,quando ti invoco?perchè non ascolti le preghiere di unanima dannata che va morendo?dimmi che esisti,che non sei parto del mio mondo onirico e allucinato che potrò perdermi tra le tue dita come sabbia,e scivolarti sulle membra come seta dimmi che un giorno ascolterai quello che mai avrò il coraggio di dire,e leggerai i versi che non avrò mai scritto solo essendomi accanto,solo guardandomi non è forse follia questa?desiderare quello che non ho mai avuto,né saputo di cercare così febbrilmente la notte è lunga,ma breve il sonno,tarda ad avvolgermi.Come se ripugnassi anche ai sogni la fatica della veglia coatta,e dell'incubo che mi consum a una volta spento l'ultimo lume,mi porterà allo sfacelo ed ogni cosa ha il sapore della devastazione,quando la consapevolezza di una solitudine strisciante e deleteria, si fa sempre più vivida,sempre più insopportabile l'attesa diviene lacerante il languore di una donna che prega, si perde,mentre esprime un desiderio,sempre lo stesso,ma non cadono stelle per lei e la notte resta buia,irriverente"NONEMI
REGALATAMI DA UNA PERSONA SPECIALE..
"È qui,in braccio all'Inferno,che il pensiero disegna la luce del tuo volto,il profilo del tuo corpo,le tue mani che mi scorrono addosso,come pioggia sottile,lieve,sibilante ma non guardarmi dall'alto di ogni cosa,se io non posso scorgerti,tra i rovi sconnessi dell'erebo questo mio cuore morto,assuefatto all'obbrobrio,non concepisce bellezza o armonia,o dolce musica che consola,né potrò mai amarti da quest'oltretomba,o sfiorare le tue labbra con le dita sapendoti accanto a me ti sfuggirò,pur non potendoti avere,se i mostri mi rapiscono sul ciglio di ogni bivio,per condurmi tra le fauci della prigionia ,la stessa da sempre.. eppure soffro la sete del campo che più non germoglia,e arido,si lascia stuprare dal sole più impietoso e crudele e brucia.. e geme ma nel più duro silenzio,senza essere visto,come lingua di sabbia tra le colline,senza essere ascoltato o coltivato mai ti vorrei,ma non ti conosco,e sa rai sempre spettro,trasparenza,irrealtà.. e farò l'amore con i fantasmi tra le candide lenzuola della perdizione mentre questa vita che mi conduce,comincerà a divorarmi come un'avida serpe,senza ritegno dove sei,mia unica stella che brilla di illusioni,quando ti invoco?perchè non ascolti le preghiere di unanima dannata che va morendo?dimmi che esisti,che non sei parto del mio mondo onirico e allucinato che potrò perdermi tra le tue dita come sabbia,e scivolarti sulle membra come seta dimmi che un giorno ascolterai quello che mai avrò il coraggio di dire,e leggerai i versi che non avrò mai scritto solo essendomi accanto,solo guardandomi non è forse follia questa?desiderare quello che non ho mai avuto,né saputo di cercare così febbrilmente la notte è lunga,ma breve il sonno,tarda ad avvolgermi.Come se ripugnassi anche ai sogni la fatica della veglia coatta,e dell'incubo che mi consum a una volta spento l'ultimo lume,mi porterà allo sfacelo ed ogni cosa ha il sapore della devastazione,quando la consapevolezza di una solitudine strisciante e deleteria, si fa sempre più vivida,sempre più insopportabile l'attesa diviene lacerante il languore di una donna che prega, si perde,mentre esprime un desiderio,sempre lo stesso,ma non cadono stelle per lei e la notte resta buia,irriverente"NONEMI