la mia terra

s'archittu 2


Le dispute secolari Nel 1840, lo storico Giuseppe Manno, nella Storia di Sardegna (Tomo I, libro III), afferma che il Coracodes Portus è da situarsi «Nella spiaggia di Pitinuri, secondo il Fara», respingendo di seguito l’ipotesi del cartografo Cluverius che lo situa ad Alghero. Manno non nomina espressamente S’Archittu, e sembrerebbe localizzare il nostro porto a Santa Caterina di Pittinuri; tuttavia, il fatto che citi espressamente il Fara lascia intendere che, per lui, il sito di «Pitinuri» sia da intendersi in senso lato, e comprenda anche la Baia dell’Arco.Nel 1881, lo studioso Ettore Pais, in Sardegna prima del dominio romano, sembra contrariare la teoria del Fara, per situare il Coracodes Portus a capo mannu:cornus era posta a breve distanza dal mare, ove si riconoscono chiare tracce dell'uomo in alcuni piccolo bacini:mentre forse alquanto piu a sud era il Coracodes portus, nome che ricorda del pari dell'africa settentrionale.Il Pais, quindi si dimostra solo possibilista («forse alquanto più a sud») sull’ipotesi che il Coracodes Portus fosse piuttosto a meridione di Cornus, a Capo Mannu, e comunque rimanda al Lamarmora, di cui ci occuperemo qui di seguito.Alberto Lamarmora (1789-1863), nella sua celebre opera Viaggio in Sardegna del 1826, tratta in maniera molto dettagliata la localizzazione del porto di Cornus, prendendo in considerazione due possibilità. La prima, è quella di Capo MannuSe tuttavia si preferisce riferirsi ad una specie di tradizione e ad una rassomiglianza tra il nome antico di Coracodes e quello moderno di Corchinas, col quale si designa la regione marittima dell’antica Cornus, (...) questi dati si accorderebbero abbastanza bene colle misure reali (...). Il Cluverius s’inganna facendo del Coracodes Portus il porto di Alghero».Ricordiamo che il colle di Corchinas è quello situato tra S’Archittu e Santa Caterina. Quanto all’ipotesi «algherese», è seccamente esclusa anche da questo autore.Il Lamarmora, in questa circostanza, non nomina S’Archittu, ma è comunque abbastanza esplicito affermando che il Coracodes Portus si potrebbe trovare nella «regione marittima dell’antica Cornus», e S’Archittu è, in linea d’area, l’approdo più vicino alla città punica. È inoltre da escludersi che lo scrittore situi il porto a Santa Caterina di Pittinuri, località di cui parla ampiamente, e che avrebbe in questo caso nominato espressamente.Lo stesso Lamarmora in un’opera successiva, l’Itinerario dell’isola di Sardegna, del 1868, appare decisamente più sicuro nel situare il porto di Cornus nelle immediate vicinanze dell’antica città punica. Si noti a tale proposito che questo scritto è successivo al 1835, anno della pubblicazione dell’opera del Fara:Anche qui, come si vede, si parla di un approdo che è nei pressi di Cornus, ma non a Santa Caterina di Pittinuri, località di cui l’autore tratta poco più avanti facendo presenti proprio le difficoltà di attracco.«La spiaggia di questo piccol golfo è coperta di ciottoli, e perciò i piccoli bastimenti possono tirarsi a terra: quelli però di maggiori dimensioni non vi restano troppo sicuri, perché il vento di ponente che domina questio paraggio, e quando il mare è in moto, impedisce il carico e discarico delle mercanzie». l’unica posizione a cui Lamarmora poteva alludere, quindi, è proprio all’ArcoNell’Itinerario, peraltro, il Lamarmora nomina espressamente S’Archittu, solo di sfuggita, con un’osservazione che pare tuttavia interessante: «Dopo aver lasciato le rovine di quest’antica città [Cornus, n.d.c.], si trova presso una vecchia torre detta Su Puttu gli avanzi di un’antica Tonnara. Alla parte del mare si vede un piccol promontorio sopra il quale richiamo l’attenzione del geologo che passerà in questi luoghi. La roccia che forma la principal massa di questo promontorio è formato di differenti strati di calcareo grossolano (...).Io non parlerò di certi piccoli seni di questo stesso promontorio, e del lato vicino: qualcheduno di essi sembra scavato dalla mano dell’uomo: uno di questi è appellato s’Archittu, e l’altro Su Fossigheddu».È evidente che il «piccol promontorio» è l’attuale «Balena», mentre è probabile che «Su fossigheddu» fosse l’attuale «Scoglio del Genovese». Con riguardo alla tonnara, se ne ha testimonianza anche in altri libri di geografia dell’800. È comunque singolare che il Lamarmora avanzi l’ipotesi di un’origine artificiale dell’Arco.