Visione
Fu in quel esatto momento che qualcosa di miracoloso accade. Il suo urlo di dolore e l'eco da esso prodotto scomparvero all'improvviso, liberando la mia mente da quella specie di soggiogata prigionia in cui versava. Cosicché ebbi di lei una visione nitida, come lei di me, credo. Quando parlo di un'immagine nitida, non intendo corporea, all'opposto incorporea, tuttavia ben definita, almeno a quella che era ed è ora la mia vista. Perché, adesso che ero per così dire "trapassato", ciò che era incorporeo appariva ai miei occhi come chiaro e distinto.