Creato da camilloiuy il 30/09/2008

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XXX

Post n°181 pubblicato il 26 Agosto 2009 da camilloiuy

Fatima è una donna del deserto, proseguì l'Alchimista. Sa bene che gli uomini devono partire, per
avere la possibilità di ritornare. Lei ha già trovato il suo tesoro: sei tu. Adesso attende che tu possa
trovare ciò che cerchi.
Adesso lasciaci soli, disse infine il ragazzo all'arabo, che se ne tornò alla propria tenda, orgoglioso
di avere avuto la possibilità di aiutare il Consigliere dell'Oasi: e felice di avere il denaro per
acquistare qualche pecora.
Fatima comparve sulla soglia della tenda. Si allontanarono insieme verso le palme. Il ragazzo
sapeva come tutto ciò fosse contrario alla Tradizione, ma in quel momento non aveva alcuna
importanza.
Parto, le disse. E voglio che tu sappia che tornerò. Io ti amo perché...
Non dire nulla, lo interruppe Fatima. Si ama perché si ama. Non c'è altra ragione per amare.
Ma il ragazzo proseguì: Io ti amo perché ho fatto un sogno, perché ho incontrato un re, perché ho
venduto cristalli, perché ho attraversato il deserto, perché i clan hanno dichiarato guerra e perché
sono andato presso un pozzo per scoprire dove abitava un Alchimista. Ti amo perché tutto
l'universo ha cospirato affinché io giungessi fino a te.
Si abbracciarono. Era la prima volta che i loro corpi si sfioravano.
Tornerò, ripeté il ragazzo.
Prima guardavo il deserto con desiderio, rispose Fatima. Adesso lo guarderò con speranza. Un
giorno mio padre è partito, ma è ritornato per mia madre. E ritorna sempre.
Non aggiunsero altro. Camminarono per un po' fra le palme e poi il ragazzo la lasciò sulla soglia
della tenda.
Tornerò come tuo padre è tornato per tua madre, disse.
Notò che gli occhi di Fatima era pieni di lacrime.
Stai piangendo?
Sono una donna del deserto, disse lei, nascondendo il viso. Ma, prima di tutto, sono una donna.
Fatima entrò nella tenda. Di lì a poco sarebbe spuntato il sole. Quando fosse stato giorno, sarebbe
uscita per ripetere ancora una volta ciò che aveva fatto per tanti anni. Ma, ora, tutto era cambiato. Il
ragazzo non si trovava più nell'Oasi, e questa non avrebbe più avuto per lei lo stesso significato che
aveva prima. Non sarebbe stato più un luogo con cinquantamila palme e trecento pozzi, dove i
viaggiatori approdavano felici dopo un lungo viaggio. L'Oasi, da quel giorno in poi, per lei sarebbe
stata un posto vuoto.
Da quel giorno in poi, il deserto avrebbe avuto più importanza. Lei lo avrebbe guardato sempre, nel
tentativo di scoprire quale stella il ragazzo stesse seguendo in cerca del proprio tesoro. Avrebbe
dovuto mandare i suoi baci con il vento, nella speranza che il vento, sfiorando il viso del suo
ragazzo, gli dicesse che lei era viva, che lo aspettava, come una donna aspetta un uomo coraggioso
che persiste nel ricercare sogni e tesori.
Da quel giorno in poi, il deserto sarebbe stato una sola cosa: la speranza del ritorno.
Non pensare a quanto è rimasto indietro, disse l'Alchimista quando cominciarono a cavalcare fra le
sabbie del deserto. E’ tutto annotato nell'Anima del Mondo, là dove rimarrà per sempre.
Gli uomini sognano più il ritorno che la partenza, disse il ragazzo, che stava già riabituandosi al
silenzio del deserto.
Se quanto hai già trovato è fatto di materia pura, non potrà mai marcire. E tu, un giorno, potrai
tornare. Se è stato soltanto un attimo di luce, comel'esplosione di una stella, allora non troverai più
nulla quando ritornerai. Ma avrai visto un'esplosione di luce. E anche solo per questo ne sarà valsa
la pena.
Era difficile non pensare a quanto si era lasciato alle spalle. Il deserto, con il suo paesaggio quasi
sempre uguale, si popolava solitamente di sogni. Il ragazzo vedeva ancora le palme, i pozzi e il viso
della donna amata. Vedeva l'inglese con il suo laboratorio e il cammelliere, che era un maestro e non
lo sapeva. Forse l'Alchimista non ha mai amato, pensò.
L'Alchimista gli cavalcava davanti, con il falco sulla spalla. L'animale ben conosceva il linguaggio
del deserto e, quando si fermavano, volava via dalla spalla dell'Alchimista in cerca di cibo. Il primo
giorno riportò una lepre. Il secondo, due uccelli. . .
L'uomo parlava il linguaggio dell'alchimia. Ma il ragazzo sapeva che stava riferendosi a Fatima.

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Commenti al Post:
voloconte6
voloconte6 il 26/08/09 alle 19:33 via WEB
ecco ti ho trovata finalmente il segiuto ma quanto dura baciotto è sempre un piacere leggerti
 
voloconte6
voloconte6 il 03/09/09 alle 08:42 via WEB
ho capito, sei come un arcobaleno, che si può osservare, si può guardare, si può anche disegnare, ma non si potrà mai catturare veramente per portarlo con sè...buona giornata baciotto mari
 
isry
isry il 08/09/09 alle 22:45 via WEB
al chimia ...un uomo di chimica applicata! magico per tanti!
 
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