come le nuvole

Favole e...


“Per non ingannare i vostri bambini utile è terminare le favole con un “…e vissero a lungo infelici e scontenti!” (Ennio Flaiano) Avevo dimenticato lo spirito “tragediatore” di Hans Christian Andersen.  (di cui tuttavia ho capito la genesi allorquando, in quel di Copenaghen, mi hanno disperso le valigie ritrovate a distanza di una settimana per intercessione della Fata Madrina di più rosea e disneyana creazione).                                                                
D'altronde chi, se non il nostro danese, ha raccontato la vicenda tristissima di una infanzia violata, di una ragazzina che nella gelida notte della vigilia del Natale, con occhi bramosi, spia da dietro i vetri delle finestre altrui, la serena, affettuosa e calda atmosfera dei camini accesi, delle  tavole riccamente imbandite, dei colorati pacchi dono ai piedi di alberi addobbati, e osserva la gioia familiare che altri vivono mentre lei trema dal freddo e non trova il coraggio di tornare alla sua catapecchia per paura delle botte che prenderà per non aver venduto sufficienti scatole di fiammiferi?  Altro che vissero felici e contenti…                                 
Lei muore congelata quella stessa magica notte, riversa ai margini di una strada in cui, indifferenti e frettolosi, i  passanti  corrono a casa. Muore la bimba, ma non prima di aver tentato di scaldarsi accendendo piccole fiammelle dentro la cui luce appare, ultima e pietosa illusione, il sorriso della madre morta. Una cosa da strappare il cuore.  Bè, ho avuto modo di rispolverare dalla viva ed autoctona voce della guida,  la storia di usura e ricatto, amore disperato ed impossibile della Sirenetta (prezzo della microbica statuina 12 euro).                               
Or dunque si ha che la figlia del Re del Mare in occasione del raggiungimento della maggiore età ottiene il permesso di far capolino dagli abissi per conoscere il mondo (una specie di Erasmus dei Mari). Fato vuole che riemerga proprio nei pressi di una nave e destino impone che in quel fatidico momento,  affacciato a prua, vi sia un bellissimo ragazzo. E volete che non si scateni una tempesta? E che il ragazzo non stia per annegare? Quando il volere degli Dei  incombe nessuno può sottrarsi e allora lei lo salva e lo trascina a riva e gli resta vicino parlandogli dolcemente mentre rinviene. Poi, obbediente al divieto di farsi vedere da occhi umani, ritorna in mare e lì si strugge d’amore. Chiede allora aiuto alla Strega degli Abissi che, cattivissima ed avida com’è, gli chiede in cambio di due lunghe gambe, la sua melodiosa voce ( di cui Ulisse sapeva qualcosa).Il ragazzo però, senza sentirla parlare non la riconosce e allora lei torna dalla Strega malefica che, da perfetta stronza, alza il tiro e per ridarle la sinuosa coda di sirena vuole in cambio il cuore dell’amato bene. Che fare? La sirenetta armata di coltello riemerge giusto il giorno che lui stà per sposarsi con un'altra e, non riuscendo a far del male a colui che ama, si uccide trasformandosi in schiuma di mare.
Adesso, se nuotando a lunghe bracciate, vedete formarsi accanto a voi della candida schiuma, non maledite l’inquinamento marino, ma porgete un affettuoso saluto alla Sirenetta e al suo amore disperato. (se però vedete galleggiare anche bottiglie di plastica e sacchetti stracciati, date libero sfogo alla vostra indignazione ed inveite liberamente contro quei disgraziati che non hanno ancora compreso che abbiamo solo questo pianeta dove vivere!)                           
P.S.: Solo in una favola riuscirei a postare delle foto…Ed è certo che, se a scriverla fosse il danese Hans, nel guardarle diventereste ciechi…Brrrrrr…...