IL CASELLANTE

GAS (parte prima)


Vegana. No global. Atea. Anticlericale. Avversa ad ogni forma di potere. Era a Genova durante il G8 e in piazza a Bologna per il V-day. Andrà presto in Sud America al Social Forum.  Legge molte riviste alternative. Soprattutto Veronica Giorgi detesta le multinazionali. Fame sete e malattie: le multinazionali finanziano lo sfruttamento dei poveri e degli oppressi. Se Dio ci fosse davvero, ripulirebbe il mondo dalla prevaricazione dei potenti. Prima di tutto dei papi e dei cardinali che si credono i padroni delle nostre anime. ‘L’utero è mio e lo gestisco io’. Per scopare non serve l’autorizzazione dei preti. Per pregare neppure. La coscienza dell’uomo è autarchica: soddisfa egregiamente i propri bisogni, senza necessitare di alcuna intrusione dall’esterno.  Dunque Veronica mi spiega che il problema non è nelle coscienze. Le coscienze possono essere buone o cattive  solo in riferimento a sé stesse. Ciascuno può dire, della propria coscienza, se è sporca o pulita, ma nessuno ha il potere di soggiogare la coscienza degli altri. Il problema è il potere. Potere economico, potere politico, potere sociale. Non c’è solo la Chiesa che impartisce il battesimo. -          Che stavo dicendo?-          Le multinazionali opprimono i poveri.-          Si. Ma il vero colpevole chi è?-          La Chiesa?-          Ntz.-          I politici?-          Ntz.-          Gli Americani?-          Noi siamo gli Americani: i nostri soldi, i nostri soldati, in nostri jeans.-          Io sono meridionale del Sud e non parlo neppure inglese. -         Tu sei il vero colpevole: l’hippy, lo yankee, il ricco occidentale. Le multinazionali affamano i poveri per nutrire te, la tua famiglia, i tuoi amici, gli affini e i collaterali. Me compresa. Sono colpevole anch’io, il mio stile di vita, la mia accondiscendenza alle regole, la mia buona educazione. Noi obbediamo passivamente al potere. Questa è la nostra colpa.Veronica obietta alla natura onnivora degli individui e boicotta il mercato globale. Non mangia animali in nessun modo, e mai farebbe la spesa al centro commerciale. Mi spiega che viviamo in un angolo di mondo dove, l’unica cosa essenziale, è fabbricare merce vendibile in quantità crescente e vendere la merce fabbricata a ritmi esponenziali. Non produciamo ormai più nulla che non si possa vendere. Nulla che non si debba vendere per forza. Nulla che non sia fabbricabile. Veronica obbietta alla dittatura dei consumi. Si astiene rigorosamente dallo shopping. Compra tutto ciò che le serve al mercatino rionale, alle botteghe del commercio equo, oppure tramite il Gas di quartiere. Cerca, come può, di ridurre i consumi e decrescere.