ass. casello13

cappelle votive di strada


Le cappelle votive sono la scoperta di un itinerario religioso di 20 km che unisce il Castello di Copertino, simbolo del potere temporale, al Santuario della Grottella, simbolo della presenza religiosa nonché della presenza di San Giuseppe Desa, attraverso il Convento di Casole, antico centro di cultura e civiltà monastica. Lungo il percorso sono dislocate dieci cappelle votive di strada, cappelle agricole o rurali, espressione della religiosità popolare e, fino a qualche decennio fa, ricovero e sosta di preghiera per i contadini. Le cappelle sono situate in prossimità di bivi, di crocicchi di campagna, o ancora all’inizio di una grossa proprietà agricola, la loro costruzione è databile in un periodo che va dalla fine del ‘600 ai nostri giorni. Si tratta di manufatti semplici costituiti quasi sempre da un solo vano quadrato, con volta  “a botte” o “ a stella”, con affreschi, di cui si intravede con difficoltà qualche frammento.Ora quasi tutte le cappelle si presentano in uno stato di degrado per l’usura del tempo e l’incuria degli uomini, qualcuna è stata, di recente, messa in sicurezza(Cappella della Crocefissione) altre sono state sottoposte a lavori che ne hanno alterato non poco l’assetto originario..Noi di casello Tredici crediamo che il progetto che presenteremo si possa inserire nella più ampia pianificazione dell’Amministrazione Provinciale, riguardante la rivalutazione dei percorsi dei pellegrini quando in epoche passate legavano tutti i santuari salentini.Si è svolta oggi, presso la sala stampa della Provincia di Lecce, Palazzo Adorno, la presentazione del progetto “Itinerario cappelle votive di strada”. Ha visto presenti il sindaco di Copertino Gianni Marcucci, l’assessore alle politiche locali Massimo Muci, il capo di gabinetto alla provincia di Lecce Gianni Turrisi, il consigliere provinciale Venanzio Dell’Anna, il consigliere provinciale Maria Rosaria Ruberti e il presidente dell’Associazione Casello Tredici.Il sindaco di Copertino ricordando che il  Salento è un territorio dotato di piccoli e grandi scrigni ricchi di significati architettonici, storici e culturali, ha evidenziato il lavoro che l’Associazione Casello Tredici ha svolto in questi ultimi due anni e di come abbia saputo andare alla scoperta di questi tesori, come le cappelle votive di strada, che stavano scomparendo. Ri-scoprire è stato seguito dall’atto del ri-valutare, attraverso la ricerca storica e la documentazione. Recuperata, dunque, un pezzo di storia patria utilizzando anche la testimonianza orale dei vecchi contadini. Il percorso viene chiamato “La strada del Santo” e per Santo si intende San Giuseppe di Copertino, famoso in tutto il mondo, che comprende un percorso urbano ed extraurbano, valorizzare il lavoro di Casello Tredici, dice il Sindaco, è valorizzare le risorse storico architettoniche di Copertino nonché quelle turistiche.L’assessore Muci aggiunge che l’esperimento dell’”Itinerario Cappelle votive di strada” fatto lo scorso mese con un gruppo di turisti, dove di è percorsa “Strada del Santo”,  se da una parte ha portato l’entusiasmo dall’altra c’è stato il rammarico che per anni questo patrimonio sia dimenticato. Il consigliere Dell’Anna, da subito accanto a Casello Tredici nel progetto, ha elogiato l’Associazione e la disponibilità del Comune di Copertino per la realizzazione del progetto e la Consigliera Ruberti si è impegnata, come Provincia, ad essere accanto, fattivamente, al Comune e all’Associazione per la realizzazione completa del progetto. Pino Sansò, socio fondatore di Casello Tredici, ha ricordato che l’inizio di questa avventura  è coincisa con la nuova amministrazione di Copertino, con la ricerca di un sito per la collocazione del presepe di Gix, quindi con la nascita di Casello Tredici. Ha concluso Nino Grassi, presidente di Casello Tredici, che ha evidenziato come l’idea di questo progetto sia “l’uovo di Colombo”:  partendo dai piccoli tesori che la nostra terra ci offre  si incentiva la conoscenza del nostro territorio e rendendolo anche  fruibile ai turisti e come da tutto questo si possano trarne vantaggi sia culturali che di immagine.