ASSOCIAZIONE CASELLO TREDICISUI BINARI DELLA CULTURAcon il Patrocinio del Comune di Copertino“Arte in Convento”19 giugno 23 settembre 2006Chiesa di santa Chiara(ex Convento delle Clarisse)Via Margherita di SavoiaCopertino di Lecce8- 10 settembreContinua l’iniziativa “Arte in Convento” dell’associazione Casello Tredici, con il patrocinio del Comune di Copertino, nella magnifica scenografia della Chiesa di Santa Chiara ( ex Convento delle Clarisse), iniziata il 19 luglio e che si concluderà 24 settembre 2006, con nuovi appuntamenti8 settembre- ore 20,30- parliamo di teatro: “Esplorazioni sulle religioni”- performance di poesia e preghiera di Ivan Raganato- accompagnamento musicale di Antonio Franco10 settembre 2006 – ore 20,00- Performance: “Levitas Volat”- voci Ambra Biscuso, Rosanna GesualdoOre 21.00 -mostra- Franco Contini “La leggerezza dentro” presenta Giacinto LeoneA disposizione il libro “Vita e miracoli di San Giuseppe di Copertino descritti da Giuseppe Ignazio Montanari. Ristampa anastatica dell’edizione originale del 1851”A cura di Luca Nolasco. Prefazione di Alessandro Laporta.- Lupo editore Franco Contini nasce a Supersano (Le), nel 1954. Attualmente è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Il suo itinerario artistico inizia nel 1978 a Lecce nella galleria Maccagnani, per poi spostarsi nel resto d’Italia, Svizzera, Germania, Francia, Stati Uniti.Citeremo solo alcune delle innumerevoli mostre cui ha partecipato:1980 personale presso l’Unione Banche Svizzere Aarau; Opere di permanenza, “Gallerie 6”, a cura di Dorly Zinniker, Aarau (Svizzera); Opere in Permanenza, “Galleria alten Zuchermuele”, a cura di J.P. Spielman, (Svizzera); l’82 a Urbino nella casa di Raffaello; 1987 “Aggettanza 3”, Galleria Nove Colonne”, a cura di D’Ars, Bologna; “Kunst und politiche”, a cura di Jochen Mueller, Dornberg-Kassel (Germania); “Modern Italiesk Konst”, Stoccolma (Svezia); 1992 “Il colore del silenzio”, a cura di D’Ars, Milano; “Intendendo far segni”, caffè Letterario Portnoy, a cura di Carole Boucher Milano; “Si prega di fare silenzio”, con testo critico di Gisela Sthal, Kassel (Germania); “Era la notte.Tutto stava solo cominciando”, Galleria Spaziolimite, a cura di Emeric Jakab (Ancona); 1992 “ I Crocevia”, Arte presente e/o in transito nel Salento, Palazzo D’Elia, a cura di Anna Cirignola, con la collaborazione di Antonella Marino, Ilderosa Laudisa e Toti Carpentieri, Casarano (Le); “Bagaglio Culturale”, Studio D’Ars, a cura di Michele Caldarelli, Milano”Contini, Rege, Seccia”, Citifin a cura di Mario Martinelli, Treviso; “Bandiere, bandierine, stendardi, Stuo D’Ars, a cura di Michele Caldarelli, Milano; “Banners, Flags, Standards”, New York (U.S.A.); 1993 Biennale Mediterranea Graficamultipla”, villa Gemmato; a cura di Vittorio del Piano, Coordinamento internazionale di Pierre Restany, Grottaglie (Taranto); 1993 “Che rosso e il vino”, Coquetel, a cura di Carole Boucher, Milano; 1994 “Segni di-segni”, Citifin, testo di Flavio Orlando, Treviso; “Segni d’anima”, Roberts & Nicholson, Assago, Milano; “Segni di-segni, Citifin, testo di Ariel Bionda, Padova; 1995 “6 Italian Artist Compared”, Galleria Spagnolo San Diego (U.S.A) ); “Sinenomine”, Associazione culturale “Hyphos”, testo di Titti Pece, Lecce; “Chan-delle Verte”, La Patafisica a Milano, nel gruppo de I Ventilati, Studio d’Ars, Milano; “Arte Fiera”, d’Ars Agency, Bologna; “153° Esposizione Arti Figurative” Promotrice delle Belle Arti al Valentino, Torino; “Le Ali del Leone”, testo di M. Caldarelli, Venezia, “Germinalia”, Galleria Solo Arte, testo di Elio Santarella, Milano; “Nel Segno dell’Angelo Galleria Bianca Pilat Milano; “ I Colori della Danza“ Atelier Tersicore, Milano; Gallerie “Gallium”, Antibes (Francia). Levitas volatcucitura testi di san Giuseppe da Copertino, a cura di Ambra Biscuso, direttore artistico di Raggio Verde, Lecce-luce rosa su uno degli attori, luce rossa sull’altro così che stia a significare l’alba ( sempre un giorno nuovo per avvicinarsi a dio) rossa ( il tramonto di un giorno ma preludio di una nuova alba) il blu (rappresentazione del cielo).Gli uomini col battere e macerare gli stracci vecchi, e lordi cavano carne bianchissima, nella quale imprimono lettere, e caratteri bellissimi. Per egual forma Iddio di uomini poveri, e travagliati a forza di percosse, e di persecuzioni cava persone di bianchissima coscienza, a cui talvolta si raccomandano ancora i primi potentati del mondo, ecco perché gli uomini di gran fede sono simili ad un albero, il quale troncato, svelto, o reciso che sia sempre rimane qualche piccola radice atta a produrre nuovi virgulti: ma per contrario quelli di poca fede sono simili ad un albero piccolo, che troncato, svelto, o reciso che sia una volta non pullula più. Quindi chi ha carità è ricco, e non lo sa: e chi non ha carità, ha una grande infelicità.L’anima umile fa opere molto più meritorie, e molto più grate a Dio, che non fa anima non umile. E in ciò è simile ad un albero piccolo di aranci ricci, i quali danno frutti saporosi, che nò gli arbori di aranci grandi. Ammalati, dunque, tribolati, perseguitati, fatevi animo Iddio provvederà.accendete la vostra devozione…Per accendersi alla devozione convien fare quello che fa chi vuol accendere il fuoco. Prima si affatica a batter il focile, poi accatasta la legna, e fatto il fuoco, per conservarlo lo copre con al cenere. Così bisogna prima battere forte il focile della propria cognizione, e percuotere bene la prima pietra del cuore, acciò n’esca il fuoco della carità: poi sottoporre la legna di buone e sante operazioni, quindi accendere la fiamma. Per conservare poi il fuoco, conviene finalmente coprirlo con la cenere dell’umiltà, scordandosi affatto del passato, e riguardando solamente, e sempre il futuro. Siccome un legno verde non si accende al primo soffio, ma si conviene seguitare a soffiare, e per il fumo che ne esce, bisogna ancora lacrimare finchè finalmente non si appicca il fuoco; nella medesima maniera conviene aspettare la grazia di Dio: soffiare cioè sospirare e seguitare a soffiare, domandare, e ridomandare, e importunare, perseverare e piangerci sopra, perché alla fine Sua Divina Maestà concede ogni cosa insieme; e quando meno lo aspetti, vedi la fiamma accesa, ed esaudite le tue preghiere. Poi quando si pela un uccello, le penne maggiori si levano facilmente; ma per levare le minori, e le più minute ci vuole la fiamma ed il fuoco; e così avviene delle persone spirituali: queste si liberano facilmente dai peccati più gravi, per liberarle dai difetti, può solo la fiamma, e il fuoco dell’amor di Dio. Ad esempio guerre, liti, pretensioni, persecuzioni e somiglianti travagli, di che facciamo sì gran caso nel mondo, che cosa sono poi sono? Non altro che ciò che sono le risse dei bambini: e però gran torto è degli uomini prendersene tanto.i casi sono due o sei oro, o sei ferro: se sei oro sei la tribolazione ti raffina, se sei ferro, la tribolazione ti arrugginisce. L’anima pura è difatti simile ad un vaso di cristallo netto e pulito pieno di acqua fresca, e limpida, che a tutti piace in tempo di arsura, e non si può dare cosa più gradita né più cara; ma se la mescoli una sola goccia di olio tutto si guasta, e dispiace. Ecco perché l’anima senza macchia è più bella; ma se in lei entra un po’ di peccato, la fa dispiacente e mal veduta da Dio. Dio si conforma alle nostre opere, se noi siamo fedeli a lui, egli sarà fedele a noi; se grati Egli sarà grato; se contrarii, Egli sarà contrario; ed è come uno specchio, che guarda col medesimo occhio con cui è guardato. Se chi lo guarda è un uomo nero, lo specchio rappresenta un uomo nero: se è bianco, un uomo bianco: se malinconico, malinconico: se ride, lo specchio ancora ride con lui, e gli rende le medesime fattezze, che riceve. Insomma Iddio dà a noi la regola, e la misura di quale dev’egli essere con noi. Tu a noi ti partecipi a misura che noi ci portiamo a te.Gli uomini si affaticano assai per arrivare ai loro disegni; e se non vi giungono, sentono una gran pena. Oh quanto meglio lor saria avere quella pena per i propri peccati, ai quali non pensan mai, oppure di rado o alla sfuggita! Sapete chi mangia voracemente, e preso, spesso avviene, che il cibo fa nodo alla gola sì che va in caso di affogare: però gli si picchia un colpo alla schiena e a quella percossa egli rende il mal ingoiato boccone, ed esce dal pericolo. Così è di chi vuol troppo gustare di questo mondo, e ingozzarne di colpo le delizie, che poi una volta gli fan nodo, e ne va un punto di affogare; cotalchè resterebbe strozzato, se la pietosa mano di Dio non accorresse a dargli di una buona percossa con qualche grave infermità, od afflizione, per la quale debba rendere il mal gustato cibo. Sempre sia presente che chi semina spine, non vada scalzo. Per questo modo a forza di percosse Iddio lo riduce a santità, e trae fuor di pericolo. Nell’avversità meglio è con amore, e con isperanza lamentarne con dio, che con gli uomini …amore con amore si paga. L’amore e un uccello grave, e vuol posarsi o in Dio, o in se stesso, o nelle creature.
10 settembre
ASSOCIAZIONE CASELLO TREDICISUI BINARI DELLA CULTURAcon il Patrocinio del Comune di Copertino“Arte in Convento”19 giugno 23 settembre 2006Chiesa di santa Chiara(ex Convento delle Clarisse)Via Margherita di SavoiaCopertino di Lecce8- 10 settembreContinua l’iniziativa “Arte in Convento” dell’associazione Casello Tredici, con il patrocinio del Comune di Copertino, nella magnifica scenografia della Chiesa di Santa Chiara ( ex Convento delle Clarisse), iniziata il 19 luglio e che si concluderà 24 settembre 2006, con nuovi appuntamenti8 settembre- ore 20,30- parliamo di teatro: “Esplorazioni sulle religioni”- performance di poesia e preghiera di Ivan Raganato- accompagnamento musicale di Antonio Franco10 settembre 2006 – ore 20,00- Performance: “Levitas Volat”- voci Ambra Biscuso, Rosanna GesualdoOre 21.00 -mostra- Franco Contini “La leggerezza dentro” presenta Giacinto LeoneA disposizione il libro “Vita e miracoli di San Giuseppe di Copertino descritti da Giuseppe Ignazio Montanari. Ristampa anastatica dell’edizione originale del 1851”A cura di Luca Nolasco. Prefazione di Alessandro Laporta.- Lupo editore Franco Contini nasce a Supersano (Le), nel 1954. Attualmente è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Il suo itinerario artistico inizia nel 1978 a Lecce nella galleria Maccagnani, per poi spostarsi nel resto d’Italia, Svizzera, Germania, Francia, Stati Uniti.Citeremo solo alcune delle innumerevoli mostre cui ha partecipato:1980 personale presso l’Unione Banche Svizzere Aarau; Opere di permanenza, “Gallerie 6”, a cura di Dorly Zinniker, Aarau (Svizzera); Opere in Permanenza, “Galleria alten Zuchermuele”, a cura di J.P. Spielman, (Svizzera); l’82 a Urbino nella casa di Raffaello; 1987 “Aggettanza 3”, Galleria Nove Colonne”, a cura di D’Ars, Bologna; “Kunst und politiche”, a cura di Jochen Mueller, Dornberg-Kassel (Germania); “Modern Italiesk Konst”, Stoccolma (Svezia); 1992 “Il colore del silenzio”, a cura di D’Ars, Milano; “Intendendo far segni”, caffè Letterario Portnoy, a cura di Carole Boucher Milano; “Si prega di fare silenzio”, con testo critico di Gisela Sthal, Kassel (Germania); “Era la notte.Tutto stava solo cominciando”, Galleria Spaziolimite, a cura di Emeric Jakab (Ancona); 1992 “ I Crocevia”, Arte presente e/o in transito nel Salento, Palazzo D’Elia, a cura di Anna Cirignola, con la collaborazione di Antonella Marino, Ilderosa Laudisa e Toti Carpentieri, Casarano (Le); “Bagaglio Culturale”, Studio D’Ars, a cura di Michele Caldarelli, Milano”Contini, Rege, Seccia”, Citifin a cura di Mario Martinelli, Treviso; “Bandiere, bandierine, stendardi, Stuo D’Ars, a cura di Michele Caldarelli, Milano; “Banners, Flags, Standards”, New York (U.S.A.); 1993 Biennale Mediterranea Graficamultipla”, villa Gemmato; a cura di Vittorio del Piano, Coordinamento internazionale di Pierre Restany, Grottaglie (Taranto); 1993 “Che rosso e il vino”, Coquetel, a cura di Carole Boucher, Milano; 1994 “Segni di-segni”, Citifin, testo di Flavio Orlando, Treviso; “Segni d’anima”, Roberts & Nicholson, Assago, Milano; “Segni di-segni, Citifin, testo di Ariel Bionda, Padova; 1995 “6 Italian Artist Compared”, Galleria Spagnolo San Diego (U.S.A) ); “Sinenomine”, Associazione culturale “Hyphos”, testo di Titti Pece, Lecce; “Chan-delle Verte”, La Patafisica a Milano, nel gruppo de I Ventilati, Studio d’Ars, Milano; “Arte Fiera”, d’Ars Agency, Bologna; “153° Esposizione Arti Figurative” Promotrice delle Belle Arti al Valentino, Torino; “Le Ali del Leone”, testo di M. Caldarelli, Venezia, “Germinalia”, Galleria Solo Arte, testo di Elio Santarella, Milano; “Nel Segno dell’Angelo Galleria Bianca Pilat Milano; “ I Colori della Danza“ Atelier Tersicore, Milano; Gallerie “Gallium”, Antibes (Francia). Levitas volatcucitura testi di san Giuseppe da Copertino, a cura di Ambra Biscuso, direttore artistico di Raggio Verde, Lecce-luce rosa su uno degli attori, luce rossa sull’altro così che stia a significare l’alba ( sempre un giorno nuovo per avvicinarsi a dio) rossa ( il tramonto di un giorno ma preludio di una nuova alba) il blu (rappresentazione del cielo).Gli uomini col battere e macerare gli stracci vecchi, e lordi cavano carne bianchissima, nella quale imprimono lettere, e caratteri bellissimi. Per egual forma Iddio di uomini poveri, e travagliati a forza di percosse, e di persecuzioni cava persone di bianchissima coscienza, a cui talvolta si raccomandano ancora i primi potentati del mondo, ecco perché gli uomini di gran fede sono simili ad un albero, il quale troncato, svelto, o reciso che sia sempre rimane qualche piccola radice atta a produrre nuovi virgulti: ma per contrario quelli di poca fede sono simili ad un albero piccolo, che troncato, svelto, o reciso che sia una volta non pullula più. Quindi chi ha carità è ricco, e non lo sa: e chi non ha carità, ha una grande infelicità.L’anima umile fa opere molto più meritorie, e molto più grate a Dio, che non fa anima non umile. E in ciò è simile ad un albero piccolo di aranci ricci, i quali danno frutti saporosi, che nò gli arbori di aranci grandi. Ammalati, dunque, tribolati, perseguitati, fatevi animo Iddio provvederà.accendete la vostra devozione…Per accendersi alla devozione convien fare quello che fa chi vuol accendere il fuoco. Prima si affatica a batter il focile, poi accatasta la legna, e fatto il fuoco, per conservarlo lo copre con al cenere. Così bisogna prima battere forte il focile della propria cognizione, e percuotere bene la prima pietra del cuore, acciò n’esca il fuoco della carità: poi sottoporre la legna di buone e sante operazioni, quindi accendere la fiamma. Per conservare poi il fuoco, conviene finalmente coprirlo con la cenere dell’umiltà, scordandosi affatto del passato, e riguardando solamente, e sempre il futuro. Siccome un legno verde non si accende al primo soffio, ma si conviene seguitare a soffiare, e per il fumo che ne esce, bisogna ancora lacrimare finchè finalmente non si appicca il fuoco; nella medesima maniera conviene aspettare la grazia di Dio: soffiare cioè sospirare e seguitare a soffiare, domandare, e ridomandare, e importunare, perseverare e piangerci sopra, perché alla fine Sua Divina Maestà concede ogni cosa insieme; e quando meno lo aspetti, vedi la fiamma accesa, ed esaudite le tue preghiere. Poi quando si pela un uccello, le penne maggiori si levano facilmente; ma per levare le minori, e le più minute ci vuole la fiamma ed il fuoco; e così avviene delle persone spirituali: queste si liberano facilmente dai peccati più gravi, per liberarle dai difetti, può solo la fiamma, e il fuoco dell’amor di Dio. Ad esempio guerre, liti, pretensioni, persecuzioni e somiglianti travagli, di che facciamo sì gran caso nel mondo, che cosa sono poi sono? Non altro che ciò che sono le risse dei bambini: e però gran torto è degli uomini prendersene tanto.i casi sono due o sei oro, o sei ferro: se sei oro sei la tribolazione ti raffina, se sei ferro, la tribolazione ti arrugginisce. L’anima pura è difatti simile ad un vaso di cristallo netto e pulito pieno di acqua fresca, e limpida, che a tutti piace in tempo di arsura, e non si può dare cosa più gradita né più cara; ma se la mescoli una sola goccia di olio tutto si guasta, e dispiace. Ecco perché l’anima senza macchia è più bella; ma se in lei entra un po’ di peccato, la fa dispiacente e mal veduta da Dio. Dio si conforma alle nostre opere, se noi siamo fedeli a lui, egli sarà fedele a noi; se grati Egli sarà grato; se contrarii, Egli sarà contrario; ed è come uno specchio, che guarda col medesimo occhio con cui è guardato. Se chi lo guarda è un uomo nero, lo specchio rappresenta un uomo nero: se è bianco, un uomo bianco: se malinconico, malinconico: se ride, lo specchio ancora ride con lui, e gli rende le medesime fattezze, che riceve. Insomma Iddio dà a noi la regola, e la misura di quale dev’egli essere con noi. Tu a noi ti partecipi a misura che noi ci portiamo a te.Gli uomini si affaticano assai per arrivare ai loro disegni; e se non vi giungono, sentono una gran pena. Oh quanto meglio lor saria avere quella pena per i propri peccati, ai quali non pensan mai, oppure di rado o alla sfuggita! Sapete chi mangia voracemente, e preso, spesso avviene, che il cibo fa nodo alla gola sì che va in caso di affogare: però gli si picchia un colpo alla schiena e a quella percossa egli rende il mal ingoiato boccone, ed esce dal pericolo. Così è di chi vuol troppo gustare di questo mondo, e ingozzarne di colpo le delizie, che poi una volta gli fan nodo, e ne va un punto di affogare; cotalchè resterebbe strozzato, se la pietosa mano di Dio non accorresse a dargli di una buona percossa con qualche grave infermità, od afflizione, per la quale debba rendere il mal gustato cibo. Sempre sia presente che chi semina spine, non vada scalzo. Per questo modo a forza di percosse Iddio lo riduce a santità, e trae fuor di pericolo. Nell’avversità meglio è con amore, e con isperanza lamentarne con dio, che con gli uomini …amore con amore si paga. L’amore e un uccello grave, e vuol posarsi o in Dio, o in se stesso, o nelle creature.