Creato da unnickqualsiasi79 il 17/11/2008

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Il G 20, il summit che convocò un altro summit

Post n°2 pubblicato il 18 Novembre 2008 da unnickqualsiasi79

Che hanno deciso i venti capi di stato e di governo riuniti a Washington lo scorso week end? Niente. Anzi no. La riunione ha deciso di convocare una altra riunione, alla fine di Marzo 2009. Di fronte alla peggiore crisi finanziaria ed economica mai vista, il G 20 ha dimostrato di avere le carte in regola: chiacchiere, distintivi e arrivederci a Pasqua. Delusi? Ma no. A parte Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia in Italia, ma che a Washington rappresentava una importante organismo internazionale, a nome del quale ha detto, papale papale, che non è che l’inizio, perché la crisi sarà ancora peggio delle previsioni, tutti i rappresentanti dei paesi detentori dell’80 per cento della ricchezza mondiale sono usciti dal G 20 abbastanza rinfrancati: nella dichiarazione finale si legge un franco e leale “mal comune, mezzo gaudio”.

La qual cosa è comprensibile. Fatte le debite differenze, tutti i venti del G 20 sono rappresentanti di paesi che li hanno mandati al governo nell’era matura del  neoliberismo economico, hanno vinto elezioni con lo slogan “meno stato, più mercato”. Non è che adesso, così,  di punto in bianco possono cambiare idea. Ognuno aspetta che siano gli altri a fare la prima mossa: va avanti tu, che a me scappa da ridere. Il più sorridente di tutti era il padrone di casa: Bush sembrava Totò nella famosa gag, che finiva con la celebre frase: “Che me ne frega a me, che sono Pasquale, io?”.

La crisi può attendere: il 20 Gennaio si insedia Barack Obama. Ha voluto la bicicletta, che se la pedàli lui. Nel frattempo, consumatori di tutto il mondo, unitevi: stringete la cinghia e sperate in bene. Da noi, sono stati annunciati 80 miliardi di euro di misure anticrisi. Annunciati, mica stanziati. In queste ore si sta facendo il processo alle intenzioni dello stanziamento annunciato. Siamo alle solite: io annuncio, tu discuti sull’annuncio e alla fine io faccio quello che mi pare, con la “gagliardia di un ventenne”. Una cosa, fin qui è chiara: il governo italiano aveva promesso misure entro Natale. Per il momento le ha annunciate, ha mantenuto la promessa dell’annuncio annunciato. Che è la cifra stilistica che va per la maggiore, non solo in Italia, stando a quanto pare sia successo anche al G 20. E allora, suvvia, bando alle ansie, basta analisi catastrofiche, finiamola con le fosche tinte. Temi per il tuo posto di lavoro? Non ce la fai a pagare i mutui? Stai riducendo ai minimi storici la tua capacità di consumare? Hai la sensazione che ti stiano rubando il futuro? Fa come hanno fatto al G 20: rimanda tutto a fine marzo 2009. Siate ottimisti, per dio: quest’anno, invece che i regali di Natale, scambiatevi direttamente gli auguri di Buona Pasqua. Beh, buona giornata.

Dopo l'homo sapiens ecco l'homo videns:
www.zeitgeistmovie.com 

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Commenti al Post:
piccola_angie75
piccola_angie75 il 21/11/08 alle 15:02 via WEB
marzo 2009 ? chissà se riusciremo a pagare la priossima rata del mutuo, tra cassa integrazione e contratti di solidarietà qui siamo messi male...lo psiconanomalefico continua a raccomandarsi di essere positivi ed ottimisti... come si può pensare a costruire un futuro, una famiglia con questi presupposti?dalle tue parti si "vive" un po' meglio che da noi al sud?Angie
 
 
unnickqualsiasi79
unnickqualsiasi79 il 21/11/08 alle 16:31 via WEB
Qui nel "ricco" nord-est la situazione sta cambiando radicalmente. Ricordo che non più di 10 anni fa, il lavoro lo trovavi in ogni angolo di paese, dovevi solo scegliere l'ambito che più ti soddisfava e darti da fare per una carriera di successo quasi assicurata. Poi si è passati alla situazione in cui il lavoro lo trovavi, ti dovevi solo adattare a quello che ti capitava sotto mano. Successivamente ti dovevi adattare al tipo di lavoro ma anche ai giorni e agli orari richiesti: la "flessibilità". In seguito potevi sperare di diventare un lavoratore flessibilie se avevi un'amico all'interno di qualche azienda che ti faceva da sponsor per un'eventuale collaborazione. Allo stato attuale non serve più l'amico: le aziende si spostano all'estero, meno burocrazia e costi delle risorse minori (con condizioni lavorative igieniche e di sicurezza minori). E questo allo scopo di massimizzare il profitto. Quindi le aziende se ne vanno, lasciano la gente in cassaintegrazione (quando và bene) riducendo la "salute" dello Stato al fine di aumentare i guadagni. Ma è un cane che si morde la coda: io azienda veneta vado in Cina a produrre i miei capi di abbigliamento, lascio a casa i dipendenti veneti, porto in veneto i prodotti (fatti in Cina) e dico ai cittadini "Ehi, non acquistate i prodotti dai cinesi perchè la loro qualità è minore e viene fatta sfruttando le persone"?!?!? Mi hai tolto il lavoro (e su questo termine ci sarebbe un mondo da scrivere!), produci con meno costi e mi chiedi di pagare 10 volte tanto rispetto ad un'offerta cinese un prodotto che viene fatto dalle stesse persone, nello stesso luogo, alle stesse condizioni? non ci sto. Il punto è che stiamo vivendo oltre le nostre possibilità. Il nostro sistema economico (che ormai è quasi globale) è basato sul benessere di pochi a fronte di povertà di molti. Ed ora noi società occidentale "civilizzata" stiamo perdendo lentamente il benessere di quei pochi...siamo solo all'inizio.
 
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