...sotto pelle..

Perché tu sappia


Accavalli le gambe e rimani sospesa, perché sia certo che il nero che vedo non è fatto di stoffa. L’emozione sale, come il mio respiro ed il tuo che ti gonfia il seno in gran parte scoperto. Come la mia voglia di uomo accecato dal bianco delle tue cosce che si staglia nella fioca luce di una candela. Neanche un metro di distanza e già non resisto. Ma devo. Hai detto che vuoi fare l’amore con i miei occhi stasera. Ed io già mi pento del “si” imprudente. Vuoi solo godere della mia attenzione che mi dici può penetrarti ancora più a fondo del mio sesso eccitato. La tua gonna si alza e dondoli il bacino come una donna di strada che aspetta si fermi quell’uomo distratto che passa. Mi guardi con gli occhi attenti di gatta per renderti conto che seguo la tua mano che scende e apre il tuo sesso come un frutto maturo. Mi guardi e ti tocchi, sorridi e muovendoti mi sfiori impregnandomi di odori di carne e di umori. Sono neanche due minuti ma per me sono mesi. Di voglia e di dolorosa erezione. Getti indietro la testa e la schiena e affondi un dito elegante e minuto. Lo lasci dentro e lo muovi. Sospiro. Sospiri. Lo togli e lo poni lucido davanti al mio viso. L’istinto mi getta in avanti ma tu lo ritiri e lo porti sui seni a bagnarne i capezzoli. Impazzisco. Tu continui a guardarmi, a toccarli e bagnarli. Li stringi per farmi capire che non sono io il vero loro padrone. E poi ancora scivoli piano, attraversi riccioli di peli bagnati per affondare stavolta due dita. Perché io sappia che se vuoi tu non hai bisogno di me. E’ troppo. Mi alzo, ti afferro i capelli e ti bacio infilandoti dentro la lingua e succhiando, ingoiando ogni tua goccia di saliva. Tu ridi e continui a riempirti di dita. Fletto le mie ginocchia per trovare la giusta angolazione e te lo spingo dentro con ansia e violenza a trovare il tuo calore bagnato e riempirti insieme alle tue dita. Che sappiano che non sono le sole padrone di te. E perché tu sappia, mentre le tue pupille si allargano e dalla tua bocca esce un piccolo grido di dolore, che io ho bisogno di te.