ogni tanto capita di fermarmi e pensare. una frazione di secondo, un flash, quanto bastaad incrinare l’umore. a farmi salire il nervoso.penso che è inutile affannarsi nel tentativo dicompiacere gli altri, soprattutto quando loronon si rendono nemmeno conto del tuo impegnomalgrado la tua vita al di fuori del lavoro. penso che ad essere troppo disponibili spessoci si rimette, e se tendi una mano non c’è dubbioche ti si prenda il braccio, senza remore o sensi di colpa.penso che io e te siamo troppo sensibili, troppo similinegli sforzi profusi nel tentativo di dimostrarsi efficientiverso persone che non lo sono nemmeno la metà di noi.penso che quello che dobbiamo fare d’ora in poi è solo badare un po’ più a noi, a me e te. niente altro.