ci sono situazioni che capitano tra capo e collo, come si dice … come un’onda che ti prende e ti sbatte a terra con violenza, senza remore, travolgendoti e lasciandoti stordito. giorni in cui assapori piccole gioie, che vedi mischiarsi a grandi dolori, come un puzzle già scelto a posta per te solamente da completare … giorno dopo giorno … e non è nulla che abbia a che fare con il proprio destino … è qualcosa che si deve semplicemente accettare … perché ti doveva capitare. doveva segnarti, nel bene o nel male. a me credo stia capitando in questo preciso momento della mia vita … mi trovo a convivere con la voglia di fare dei miei ventitré anni, il dubbio elettrizzante di quello che sarà, di tutti i giorni per creare e costruire che avrò davanti … e un grande dispiacere legato ad una delle persone a me più care … mio nonno.che cosa sia mio nonno per me … no, non si può nemmeno immaginare. più di un padre, più di un amico. un angelo custode. fin da quando ero piccola. è la persona che mi capisce con uno sguardo … e che mi parla dritto al cuore solo con gli occhi … colui che mi ha sempre tranquillizzata, invitata a ponderare le mie decisioni. se io sono ciò che sono diventata non esagero a dire che lo devo a te. se sono amata per quello che sono, per il mio carattere, che per tanti versi assomiglia così tanto al tuo. vederti soffrire giorno dopo giorno, in un fisico che si indebolisce per la malattia che si aggrava, è un durissimo colpo. eppure trovo ancora la forza di sorriderti, sempre, e di prenderti la mano per un saluto leggero quando ti vengo a trovare … trovo ancora la voglia di farti vedere che io ci sono, al tuo fianco. magari non parliamo … però ci siamo, l’uno per l’altra. come abbiamo sempre fatto. siamo candele nel vento … davvero …così vibranti … ma così fragili …