oggi ero dell’idea di non scrivere ... fin da stamane avrei voluto solo poltrire tra le mie e le vostre righe, cullata dalla non-voglia, dal tempo incerto, dalla pigrizia … dal nulla, rifuggendo persino la compagnia dei miei pensieri, con l'intenzione di rimanere immersa in una staticità che ha dell'innaturale ... ma vedendo questa foto mi sono ricordata subito con un sorriso di ieri, in spiaggia ... un bambino biondo, meraviglioso, con due occhi azzurro cielo ... proprio come questo ... un cappellino troppo largo per lui che gli cala sulla faccia oscurandogli la vista ... procede traballante ma spedito, avrà sì e no due anni ... il papà lo chiama, da lontano, forse un po’ stanco di seguirlo a destra e a manca ... lui lo guarda, ride, prende e va ... camminando spavaldo sul sentiero a lato degli scogli, vicino riva … noi passeggiamo mano nella mano ... il caso vuole che ci troviamo dietro il bimbo, preso da un attimo di esitazione ... vorrebbe scendere i tre gradini che lo separano dal bagnasciuga e dai giochi di un qualunque bagno fra i tanti altri ... e allora quando gli arriviamo accanto gli sollevo leggermente il cappellino, sistemandoglielo sulla testa. lui mi guarda, un po’ stupito, con quegli occhioni grandi ... gli tendo la mano, gli prendo la sua, così piccola e morbida. lui sorride, io ricambio complice, lui si aggrappa, ed io lo aiuto a scendere i gradini ... e finalmente è libero di correre verso i giochi. trionfante si appoggia alle strutture in plastica multicolore, ed esclama “scivoli!” ... si gira, a guardarmi ... io sorrido, allontanandomi ... forse vorrebbe restassi un po’ con lui ... anche se non sa chi sono ... anche se non mi aveva mai vista prima ... anche se sopraggiunge il papà. è incredibile come con i bambini si riescano a stabilire rapporti “istantanei”... questione di empatìa, dico io. questione di sguardi. basta un sorriso, una smorfietta, o un gesto per conquistarteli (ma a loro volta loro hanno già conquistato te). sia a me sia a D. piace scherzare con i bambini ... di solito (con sorpresa) ci accorgiamo di piacere, o se non altro ci osservano sempre con molta curiosità. (mi viene il dubbio che fondamentalmente sentano che sotto sotto nel di dentro un po’ bambini noi lo siamo davvero) ... è strana, la percezione che loro si sentano al sicuro con te, anche se nemmeno ti conoscono. anche se tu non ti senti proprio così maturo. oggi come oggi piuttosto ti senti tu stesso ancora un figlio, molto più che pronto per essere genitore. è tutto così semplice per loro, un mondo colorato dove nessuno piò far loro del male ... non ci sono persone cattive, non c’è violenza, non c’è dispiacere ... c’è solo la gioia di ogni piccola sorpresa di ogni giorno.