Cris' personal blog

RIPORTANDO PENSIERI


 11.09.07ore 21.10  sembra manchi fin il tempo di respirare. ti alzi e vai al corso, mangi un boccone al volo, a volte persino in piedi, e giù di nuovo sul computer, a spulciare listini e compilare buoni acquisto. a metà pomeriggio uno snack per tappare un buco e riassimilare gli zuccheri e la grinta necessaria per il rush finale della giornata. albergo, doccia, cena e, finalmente, letto. e via sempre così, giorno dopo giorno. stasera sono a casa, per spezzare la settimana e vedere D., ma non riuscirò certo a sedermi davanti al computer anche solo per postare due righe. a me poi le cose fatte di fretta e male non piacciono proprio per niente. allora scrivo, sento che a scapito del troppo poco tempo che mi lascia indietro, o almeno così sembra, sarebbe una violenza a me stessa non fermarmi ad appuntare su carta queste poche righe. Cristina si rifiuta (e meno male) di essere lasciata da parte pressoché tutti i giorni, azzerando quasi ogni angolo di riflessione, ogni momento di silenzio in cui lasciarsi cullare dalle sensazioni che circondano anima e cuore durante questa mia nuova esperienza, dalle prospettive per il dopo. mi è capitato in questi giorni durante giornate particolarmente intense di alzare gli occhi dallo schermo stranita e domandarmi chi erano tutte quelle persone con me, con cui ho da avere a che fare giorno e notte … se stavo procedendo bene … se sarò in grado di cavarmela con i clienti … se avrò modo di riprendermi i miei spazi in toto nonostante gli orari impegnativi … e i nostri spazi insieme? verosimilmente i nostri orari non combaceranno più di tanto … e via così, un quesito dopo l’altro, a cui le risposte verranno col tempo. spero. sospiro e chiudo gli occhi. scaccio le preoccupazioni più strampalate dall’immediato. in fondo è solo questione di abituarsi. ma sto perdendo forse qualche “pezzo” per strada, senza neppure accorgermene? … non lo so. riesco a malapena a rendemi conto dell’immediato, di me “disorientata” di fronte ai ritmi e alle novità di questo nuovo lavoro. ora come ora è difficile dare uno sguardo e accudire anche solo agli affetti e le piccole cose di sempre. “porta pazienza”, mi dicono.per quanto ancora? fastidio.