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Un blog creato da paceebene_2009 il 10/09/2009

Sali con me....

la strada è lunga la via è stretta la verità è difficile da mettere in pratica

 
 

 

Croce Gloriosa

Inno alla vita

La vita è un'opportunità,coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine,assaporala. 
La vita è un sogno,fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala. 
La vita è un dovere, compilo. 
La vita è un gioco, giocalo. 
La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo. 
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala. 
La vita è un'avventura, rischiala.

La vita è la vita, difendila.

Madre Teresa di Calcutta

 

madre teresa

 

AREA PERSONALE

 

VIAGGIARE È

Andare verso la Ricerca di sè.

Come una goccia cadendo, 

mentre si alza amplia e modifica il Tutto,

così la Conoscenza del Singolo amplia

e modifica la conoscenza di Tutti.

 

 

 

 

 

 

TROVA IL TEMPO

dalla Liturgia delle ore:

L'ora nona ci chiama
alla lode di Dio:
adoriamo cantando
l'uno e trino Signore.

San Pietro che in quest'ora
salì al tempio a pregare,
rafforzi i nostri passi
sulla via della fede.

Uniamoci agli apostoli
nella lode perenne
e camminiamo insieme
sulle orme di Cristo.

Ascolta, Padre altissimo,
tu che regni in eterno,
con il Figlio e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

Nessuno potrà dire “ho camminato sulla strada sbagliata perché non sono stato avvisato”

Post n°45 pubblicato il 16 Luglio 2012 da paceebene_2009
Foto di paceebene_2009

Viviamo un tempo che non ha necessità di essere considerato come uguale o diverso da altri tempi da quando l’uomo è apparso sulla terra.

Già, siamo ormai abituati alla classica e monotona frase usata da chi ne sa più di chiunque “è già successo tempi addietro”. Ci sarebbe molto da meditare più che fare grandi discorsi giustificativi,perché la prima risposta sarebbe una domanda “Come mai  non abbiamo imparato dagli errori passati? Sappiamo di essere fragili, vulnerabili, imperfetti, miseri, ignoranti e così via. Ma l’uomo è anche intelligente, ragionevole, spirituale etc. Possiede il cuore, l’anima, lo spirito. Ha una ricchezza superiore alle sue miserie, pare che sino adesso abbia coltivato solo le virtù povere tanto da divenire povero sia nello spirito che nella vita materiale. Coltivando l’erba dell’egoismo, piantato dalla mano della Superbia, ha tanto abbondato da sentirsi ormai sazio ma anche impotente. Non riesce più a ridimensionare il suo stato naturale: uomo intelligente ma limitato; uomo che ha faticato millenni per recuperare un po’ della sua strada persa, dimenticandosi nel frattempo chi era, e chi è tutt'ora. L’uomo di questa terra, ha perso la sua vera identità, ha soprattutto voltato le spalle al suo passato, inebriandosi di una superficialità che non ha eguali nel tempo dei tempi. Cosa ha voluto perseguire l’uomo di questa terra? Ha volontariamente deciso che poteva anche arrogarsi la propria paternità e maternità, non ha preso atto che non ha potere assoluto, non solo, non è padrone neppure di se stesso. Vive cercando, e cercando esplora senza pace. Oggi ha dato il nome alla sua ingannevole potenza, gli ha dato il nome di "Innovazione". Si deve per forza essere innovati, o si è fuori. Se non sei ricco di grandi idee creative non puoi contribuire alla vita sociale produttiva. L’uomo con l’innovazione ha perso il suo controllo. E’ un illuso, ma crede di vivere nel potere di rinnovare, cambiare, per poter predominare.

Assistiamo a dei cambiamenti nelle diverse parti della nostra terra. Cambiamenti sociali, fisici, spirituali. Ogni cambiamento ci dovrebbe far riflettere, dovremmo fermarci, capire che la nostra vita non sembra più vissuta secondo la nostra deliberata volontà. Dovremmo fermarci per meditare che stiamo perdendo la libertà in modo graduale e nella direzione che non permette di avere quella forza di contrastare. Siamo diventati una generazione inerme, debole, affaticata, offuscata dalla inebriante innovazione futuristica, che ci porta alla lenta degradazione mentale e spirituale. Stiamo perdendo il nostro vero futuro. Stiamo abbandonando la nostra strada. Siamo dirottati verso la morte fisica e mentale e spirituale e non abbiamo la consapevolezza di questo stato di vita. Viviamo il disagio, viviamo l’impotenza, viviamo una nuova schiavitù, viviamo come in un grande circuito dove si decide volta per volta il nostro apparente modo di vivere. Non abbiamo più desideri, c’è chi decide per noi, e noi accogliamo come se fosse indispensabile. Siamo sotto una coltre di sonnifero che ci toglie la forza di vedere il nostro stato di essere. Siamo sommersi dalla nuvola invisibile che ci trascina dove vuole e quando vuole.

Siamo ancora in tempo, e non del tutto assonnati, possiamo riemergere e prendere coscienza della nostra forza, dobbiamo riconsiderare la nostra condizione spirituale, la nostra appartenenza reale, quella vera, che ci appartiene e ci rende liberi e non schiavi. Noi siamo figli di Dio. Siamo fratelli in Gesù Cristo. Apparteniamo alla Famiglia Divina trinitaria, possediamo lo Spirito Santo, che ci restituisce la dignità di Uomini Spirituali, e non solo carnali. Apparteniamo al popolo di Dio. Per questo siamo venuti sulla terra, per formare il popolo di Dio. Questo hanno proclamato da secoli i profeti, per questo hanno dato la vita. Ma non è bastato, Dio ha voluto farsi Uomo per poter meglio aprire la strada alla vera vita. Ancora oggi vi è in atto un combattimento. Si combatte per la vita, ma si pubblicizza la morte. Si combatte la libertà, ma si pubblicizza la schiavitù. Si combatte per la formazione culturale, ma si propaga la cultura della de-formazione culturale.

Ciò di cui si sta affermando è la piaga della confusione per indebolire e mettere fuori strada coloro che non hanno altro che il diritto di vivere con dignità e libertà. Questo è il tempo in cui possiamo riprendere in mano la nostra vita. Riscoprire il significato del senso della vita, vivendo con semplicità di spirito e con sincerità e lealtà verso Colui che ci ha permesso di venire a vivere su questo meraviglioso Pianeta. Dio, Dio Uno e Trino. Gesù ci ha riconciliato con la nostra Famiglia perduta con la Superbia del Progenitore. Non siamo orfani, abbiamo il Padre, la Madre, il Fratello e l’AMORE. Gesù ci ha mostrato dove e come dobbiamo vivere, ci ha dato il mezzo. Sappiamo tutti, che la via, quella che appare più facile e allettante, alla fine si dimostra falsa e iniqua. L’abbiamo sperimentata e la sperimentiamo ogni giorno. Porta solo dolore. Non è una frase fatta è pura realtà. Ma purtroppo ci stiamo perdendo nuovamente. L’ambiguità dell’ambizione, del “tutto e subito”. La vita vissuta con quell’inebriante fumo negli occhi e negli orecchi. Quella falsa dottrina pubblicitaria che ti immerge in uno stato d’animo ansioso e ti vuole frenetico nella mente e nel cuore. Gesù, invece, ti mostra che per vivere bene devi ricorrere a Lui. Gesù ti mostra che la vita è fatta di piccole cose. Gesù ti dice che il più non viene da Dio ma da mammona, (il diavolo). Gesù ci insegna che non devi cadere nel compromesso ma essere forte quando sai che sei esposto al pericolo dell’egoismo interiore o esteriore. Gesù, ci ha mostrato che essere debole non vuol dire riconoscersi inutile.

Gesù, non si è stancato di venire in mezzo a noi, ogni giorno ci dà la Sua Parola ci mostra  cosa sta succedendo nella nostra vita spirituale. Ci chiama a Lui, nostro vero e unico amico. Chi di noi sta facendo questo passo? Gesù vuole che siamo tutti. La Madre Sua, Maria, pellegrina in tutta la terra, anche Lei poco ascoltata o creduta. Sono tante le Eue visite, ma sembra che il male voglia darLe battaglia  nelle sue forme più ramificate, a volte invisibile  e ambigua da sconvolgere le nostre menti. Come il pensiero. Il pensiero umano oggi è molto influenzato e combattuto, siamo bombardati dalle immagini, dai suoni, dalle espressioni mentali di pensiero, sempre apparentemente molto forti e piene di significato coinvolgente. Tanti mezzi per portarci fuor strada. Pare che ci siamo una mente oscura che si muove per dirigere e portare le menti dove essa vuole.

Apparentemente vuol apparire  a noi vincitore ma sa benissimo che ha il tempo contato. Questo noi dobbiamo meditare. il male è destinato a soccombere per sempre. Diamogli una mano ad andarsene.

 Stiamo vivendo un momento della vita sulla terra molto pericolosa rispetto ai tempi addietro. Siamo davvero controllati? O siamo stati portati a vivere con diffidenza gli uni verso gli altri tanto che l’invenzione della videocamera sta imperversando. Ma ancora una volta possiamo uscire da questo circolo vizioso. Cambiamo la nostra vita al bene, all’amore, alla comprensione, all'unità. Si sta lavorando tanto per la divisione tra i fratelli. Tutto possiamo se ci fermiamo a meditare  e rivolgere lo sguardo a Gesù. Riprendiamo in mano la nostra vita con la preghiera del Rosario, potente arma contro ogni arma mortale del corpo e dello spirito. Contro ogni pericolo anche non percepito. La Preghiera è comunione con Dio, è dialogo con Dio, è amicizia con nostro Padre, nostro Fratello, con l’Amore dello Spirito Santo e con la Madre di Dio Maria. La Preghiera è amicizia con gli Angeli e i Santi. La Preghiera è prendere contatto con la nostra vera Casa dove un giorno ritorneremo, per l’Eternità. La Preghiera ci riscopre che siamo persone amate davvero, sapendo che rivolgendogli il solo pensiero è già accolto. La Preghiera è la medicina che sana le nostre ferite, ci conforta e ci consola perché essa è il Filo invisibile che unisce lo spirito al nostro Creatore e Redentore. Quando iniziamo questo percorso siamo deboli, ci stanchiamo, perché la nostra vita faticosa sembra opprimere anche lo spirito. La tentazione a smettere arriva anche dall’esterno. Ma se crediamo nella sincerità e lealtà della amicizia, riusciremo a vincere anche le difficoltà che sopravvengono sicuramente.

La nostra vita parte da qui: il desiderio di avere una vera Famiglia. Ora sappiamo di averla.

  

 

 
 
 

Aspettando Gesù il Signore che viene nel nostro cuore.

Post n°44 pubblicato il 03 Dicembre 2010 da paceebene_2009
 
Foto di paceebene_2009


 

Aspettando Gesù il Signore che viene nel nostro cuore.

 

Domenica, 28 novembre 2010, prima domenica di Avento. Pare che il tempo dell’Attesa da diversi anni abbia cambiato il sapore e quel fremito che in ogni cuore palpitava pensando a quel giorno che sarebbe arrivato e con quale ansia gioiosa si viveva nel cuore degli uomini che si preparavano per ricevere con emozione spirituale e riverente la nascita del Bambino Gesù. Ogni anno il nostro cuore si rinnovava nella preparazione. Il solo pronunciare “Santo Natale” era come aprirsi alla felicità di un evento sempre nuovo e speciale che ogni cuore viveva. L’attesa si preannunciava in preparazione all’appuntamento pomeridiano inoltrato per ritrovarci tutti uniti a pregare la liturgia della novena anticipato dalle settimane dell’Avento. Si arrivava a quella notte con un inesprimibile gioia che si intravedeva dallo sguardo luminoso di ogni persona seppur triste era trasformata dalla sua gioia interiore. Aspettavamo tutti con fervore la nascita del nostro Signore Creatore Gesù Cristo. Si, quel tempo pare che ad un tratto sia passato e solo un ricordo sfocato sia rimasto in qualche anima che ancora lo aspetta. Pare che gli uomini di questo mondo si siano stuffati di vivere questo tempo di grande gioia. Hanno deciso di cambiare atteggiamento girando le spalle al dolce Bambino Gesù, ancora oggi, anche Lui si prepara per coloro che ancora lo aspettano per rinascere nel loro cuore, ma si prepara soprattutto per coloro che hanno messo in tiepidezza la loro anima pensando che il Santo Natale di Gesù Cristo sia una cosa superata o quanto mai da utilizzare per la soddisfazione della vanità personale. Abbiamo abbandonato il nostro cuore al mondo della superficialità, dell’appagamento dei bisogni fisici e corporali, abbiamo messo il nostro cuore al sicuro della perdizione di questo appariscente luccicare di falsa felicità che scompare non appena ci ritroviamo soli nella stanza del nostro essere da cui vogliamo a tutti costi scappare. Scappiamo da noi stessi ma siamo aggrappati alla falsa fortezza del mondo che ci stordisce con le sue leggi di apparente sicurezza, che non permette di fermarci a pensare quale è la nostra vera realtà. Il cuore dell’uomo è colmo di solitudine, di infelicità. Ha bisogno di essere nutrito nell’anima, ha desiderio della Pace interiore. La sua tristezza si sente e si respira senza che neppure si riconosca tale. La terra tutta è avvolta oggi dalla oscura tristezza della felicità mondana che avanza come una processione di giullari al servizio del re. Oggi il re è proprio questo il mondo della vanità che ha invaghito i cuori stappandoli dalla vera gioia della semplicità, che dà serenità e pace, che ti rende ricco e felice di ciò che possiedi e ti senti appagato perché la vera ricchezza sta nella vera scelta di ciò che veramente dobbiamo nutrirci. DIO. Di che dopo averci creato si è fatto uomo per stare con noi, parlare con noi, donarci il vero nutrimento dell’anima. Noi siamo Anima. Lo Spirito di Dio vive nella nostra anima formata da Dio Stesso. Noi lo abbiamo rinnegato, giudicato, ucciso. Tuttora lo accusiamo di ogni cosa che neppure ha senso l’accusa di cui noi andiamo a fare. L’importante è accusarLo. Dio è Amore e noi siano creati dall’AMORE. Ma abbiamo scelto di non volerlo più. Ci siamo scoperti improvvisamente di essere superiori, sapienti, tanto che non vogliamo più neppure soffermarci a pensarLo. Il Natale è sostituito con le feste mondane inventate per provare a noi stessi che siamo potenti. Ciò che abbiamo dimenticato però è che non siamo immortali, nonostante le fantesche fraudolente invenzioni, l’uomo si è perso come il primo che non è stato creato da sé ma è stato creato da DIO, PADRE, FIGLIO E SPIRITO SANTO. Che il Signore della vita è e rimane e sempre sarà DIO. Senza Dio siamo poveri, miseri, in balia del nemico principe di questo mondo, che ci odia perché sa che siamo amati da Dio, che ci odia e ci vuole ingannare con le sue armi di seduzione della carne. Che di noi non vuole altro che distruggere quella meraviglia che noi siamo. Dio ha creato l’uomo a sua immagine, ma ancora non si è accorto nonostante Egli ci chiama in continuazione. Siamo ciechi, siamo ignoranti, siamo miseri, siamo fragili, siamo sbandati, ma il nemico dell’uomo ha talmente offuscato la sua mente, il suo cuore che è stato reso schiavo senza accorgesi di esserlo.

Gesù viene sempre in mezzo a noi, viene con la semplicità, col nascondimento, in silenzio, quasi per non turbare, viene e vive nel nostro cuore aspetta quel momento per venirci incontro quando il mondo ha percosso e ferito il suo cuore, il suo spirito, la sua anima. Quando pensa che nessuno può aiutarlo, quando pensa che tutto sia finito. Gesù invece aspetta che il suo fratello si ricordi di Lui e con tenerezza lo abbraccia e in silenzio lo conforta ridandogli la forza di riprendere il cammino. Gesù soccorre in silenzio senza chiedere niente, senza rivelarsi, ma opera nel cuore del fratello il miracolo della guarigione interiore. Quante guarigioni Gesù opera e noi non ci accorgiamo. Siamo troppo presi da noi stessi, e il più delle volte non ci accorgiamo che risollevarci dalle nostre macerie non  è opera nostra ma di Gesù. Gesù che stai per arrivare in quella santa ora del 25 dicembre fa che quest’anno ci trovi tutti pronti ad accoglierti anche se non ci siamo preparati. Preparaci Tu. Tu puoi compiere in noi grandi cose. Tu conosci il cuore dell’uomo. Tu Gesù puoi donare a noi tanti doni, di guarigione e di consolazione, di fortezza e di sapienza, di Luce e di scienza. Donaci Gesù un cuore nuovo che sappia discernere il bene dal male. Che sappia incontrarti in umiltà e semplicità. Gesù in questo tempo di attesa donaci la Tua santissima Madre Maria e San Giuseppe perché insieme possiamo ripercorrere in modo nuovo quel cammino che ci conduca all’incontro con Te per adorarti, come fecero i pastori in quella notte santa, avvisati dagli Angeli. Gesù quest’anno fa che ogni cuore possa ricevere doni dal cielo invece che della Terra, doni spirituali in ogni cuore, doni che guariscano il cuore dei tuoi figli, dei tuoi fratelli. Fa che ricorriamo sempre alla Tua cara Mamma per prepararci a ricevere Te.

Signore Gesù, noi Ti adoriamo e ti benediciamo perché venendo in mezzo a noi ha rivelato la nostra vera appartenenza al Padre e allo Spirito Santo, unendoci alla Trinità Santissima ci hai donato la dignità di figli di Dio. Signore Gesù accogli la mia preghiera che ti offro per mezzo della Santissima nostra Madre Maria, madre Tua, affinché nella imperfezione Lei possa presentarla a Te perfetta e Tu Gesù non potrai che accettarla.

Noi tuoi figli in comunione con lo Spirito Santo. Grazie. Amen.

 

 
 
 

il Progetto di satana

Post n°43 pubblicato il 29 Novembre 2010 da paceebene_2009

 
 
 

a Ghetel.C'è sempre qualcuno che ti ama e non lo sai

Post n°42 pubblicato il 22 Giugno 2010 da paceebene_2009
Foto di paceebene_2009

 Leggi lentamente. *in silenzio*!
>>>> Leggi e vedrai. e  saprai ciò che tutti pensano di te.
>>>> Ci sono almeno 5 persone in questo mondo  che ti amano al punto di
>>> morire
>>>> per te.
>>>> Ci sono almeno 15 persone che ti  amano in un certo modo.
>>>> La sola ragione per la quale una persona ti odia, è  perché vuole
>>> essere
>>>> come te..
>>>> Un tuo sorriso fa gioire qualcuno che non ti  ama.
>>>> Tutte le notti, qualcuno pensa a te prima di dormire.
>>>> Rappresenti il  mondo per qualcuno.
>>>> Se non fosse per te, qualcuno non potrebbe vivere.
>>>> Sei  *Speciale* ed *Unico* e la persona di cui ignori l'esistenza
>>> ti  ama.
>>>> Quando commetti la più grande sciocchezza, qualcosa di bene
>>> proviene da
>>>>  questa.
>>>> Quando pensi che il mondo ti volta le spalle, osserva bene: Sei
>>>>  soprattutto tu che volti le spalle al mondo!!!
>>>> Quando pensi che tu non hai  una possibilità quando non possiedi
>>> ciò che
>>>> vuoi, probabilmente tu non lo  avrai.
>>>> Se credi in te, probabilmente, presto o tardi, tu lo  avrai.
>>>> Ricordati sempre dei complimenti che ricevi.
>>>> Dimentica le  osservazioni cattive.
>>>> Dì sempre alla gente ciò che consideri a proposito di  loro, ti
>>> sentirai
>>>> meglio quando lo sapranno.
>>>> *Nessuno merita le tue lacrime e i tuoi pianti, e colui  che li
>>> merita
>>>> veramente non ti farà mai piangere.*
>>>> Se hai un migliore amico, prendi  tempo per dirgli ciò rappresenta
>>> per te.
>>>> Invia questa lettera a tutte le persone  che apprezzi, compresa chi
>>> te l'ha
>>>> inviata. Se lo farai, illuminerai il giorno  di qualcuno e forse
>>> cambierai
>>>> la sua prospettiva di vita al meglio.
>>>> *Si dice che si prende un minuto per  notare una persona speciale,
>>> un'ora
>>>> per apprezzarla, un giorno per amarla, ma si  ha in seguito bisogno
>>> di tutta
>>>> una vita per dimenticarla.*
>>>> Invia questo pensiero alle persone  che tu non dimenticherai mai.
>>>> C'è un piccolo messaggio che permetterà loro di  sapere che mai non
>>> li
>>>> dimenticherai.
>>>> Se non lo rinvii a nessuno significa che  hai molta fretta e che
>>> hai
>>>> dimenticato i tuoi amici.
>>>> Fermati un po'e prenditi  il tempo di vivere!
>>>> Allora? Che aspetti?
>>>> Inviala a tutte le persone che  sono così importanti nella tua
>>> vita.
>>>> E sii certo che io non ti dimenticherò  mai perché ti voglio bene
>>> per
>>>> amicizia.
>>>> *Non lasciare mai la persona che ami per quella che ti  piace
>>> poiché
>>>> quello che ti piace ti lascerà per la persona che  ama..*

 
 
 

Riconoscersi fragili è camminare verso la strada della nostra consapevolezza.

Post n°41 pubblicato il 18 Maggio 2010 da paceebene_2009
 
Foto di paceebene_2009

 

LA DOLCEZZA VERSO NOI STESSI

Dalla FILOTEA (Quarta parte, cap. IX) di S. Francesco di Sales (1567 †1622)

 

 

Uno dei metodi più efficaci per conseguire la dolcezza è quello di esercitarla verso se stessi, non indispettendosi mai contro di sé e contro le proprie imperfezioni. E’ vero che la ragione richiede che quando commettiamo errori ne siamo dispiaciuti e rammaricati, ma non che ne proviamo un dispiacere distruttivo e disperato, carico di dispetto e di collera.

 

E in questo molti sbagliano grossolanamente perché si mettono in collera, poi si infuriano perché si sono infuriati, diventano tristi perché si sono rattristati, e si indispettiscono perché si sono indispettiti. In tal modo conservano il cuore come frutta candita a bagno nella collera: può anche sembrare che la seconda collera elimini la prima, ma in realtà è soltanto per fare spazio maggiore alla seconda, alla prima occasione.

 

C’è di più: queste collere e amarezze contro di se stessi portano all’orgoglio e sono soltanto espressione di amor proprio, che si tormenta e si inquieta per le imperfezioni. Il dispiacere che dobbiamo avere per le nostre mancanze deve essere sereno, ponderato e fermo; un giudice punisce molto meglio i colpevoli quando emette sentenze ragionevoli in spirito di serenità, che quando procede con aggressività e passione. In tal caso non punirebbe le colpe secondo la loro natura, ma secondo la propria passione. Allo stesso modo noi puniamo molto meglio noi stessi se usiamo correzioni serene e ponderate e non aspre, precipitose e colleriche; tanto più che queste correzioni fatte con irruenza non sono proporzionate alle nostre colpe ma alle nostre inclinazioni.

 

Per esempio, chi è attaccato alla castità, andrà su tutte le furie e sarà inconsolabilmente amareggiato per la minima colpa contro di essa, e poi farà le matte risate per una gravissima maldicenza commessa. Per contro, chi odia la maldicenza, andrà in crisi per una leggera mormorazione e non darà peso ad una grave mancanza contro la castità; e così via. E questo capita perché la coscienza di costoro non giudica secondo ragione, ma secondo passione.

 

Devi credermi, Filotea: le osservazioni di un papà, se fatte con dolcezza e cordialità, hanno molta più efficacia per correggere il figlio, della collera e delle sfuriate. La stessa cosa avviene quando il nostro cuore è caduto in qualche colpa: se lo riprendiamo con osservazioni dolci e serene e gli dimostriamo più compassione che passione, lo incoraggiamo a correggersi, il pentimento sarà molto più profondo e lo compenetrerà più di quanto non farebbe un pentimento pieno di dispetto, di ira e di minacce.

 

Per conto mio, posto che ci tenessi molto a non cadere nel vizio di vanità, e ciononostante ci fossi caduto, e seriamente, non vorrei correggere il mio cuore con parole come le seguenti: Guarda quanto sei miserabile e abominevole; dopo tante risoluzioni, guarda come ti sei lasciato travolgere! Muori di vergogna, non azzardarti più ad alzare gli occhi verso il cielo; cieco, svergognato, traditore e sleale con il tuo Dio, e simili cose. Io procederei invece, ragionevolmente, con compassione: Coraggio, mio povero cuore, eccoci caduti nella trappola da cui avevamo promesso di stare lontano; rialziamoci e liberiamocene per sempre, invochiamo la misericordia di Dio e speriamo in essa; d’ora in poi ci darà la sua assistenza per renderci più decisi, rimettiamoci in cammino con umiltà.

 

Coraggio, d’ora in poi stiamo in guardia, Dio ci aiuterà, ce la faremo. E su questa correzione vorrei costruire un solido e fermo proposito di non ricaderci più, prendendo i mezzi più idonei a tal fine, compreso il parere del mio direttore spirituale.

 

Se poi qualcuno pensasse di non essere sufficientemente scosso da questo tipo di correzione, potrebbe servirsi di un richiamo o di un rimprovero duro e forte per provocare una vergogna profonda, purché, dopo aver rudemente sgridato e strapazzato il proprio cuore, chiuda con una consolazione, ponendo termine alla sua amarezza e al suo cruccio con una dolce e santa fiducia in Dio, ad imitazione di quel grande penitente che, vedendo un’anima afflitta, la risollevava in questo modo: Perché sei triste, anima mia? Perché mi turbi? Spera in Dio, io lo benedirò ancora perché è la salvezza del mio volto e il mio vero Dio.

 

Rialza dunque dolcemente il tuo cuore quando cade, umiliati grandemente davanti a Dio alla conoscenza della tua miseria; ma non meravigliarti della tua caduta: è naturale che l’infermità sia malata, che la debolezza sia debole, e la miseria sia misera. Disprezza con tutte le forze l’offesa che Dio ha ricevuto da te e, con coraggio e fiducia nella sua misericordia, rimettiti nel cammino della virtù, che avevi abbandonato.

 

j.m.j.

 

 

 

 
 
 
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VIA CRUCIS CON GIOVANNI PAOLO II NEL 2004

da youtube

 

INTERVISTA A DIO

 

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

Preghiera allo Spirito Santo

 

Ogni giorno invochiamo lo Spirito Santo:Quando ti alzi; quando sei stanco; quando sei disperato; quando sei nel buio della fede; prima di iniziare ogni attività giornaliera; ogni volta che senti di non farcela. Non esitare, incomincia, lo Spirito Santo non tarderà a venirti incontro nella perseveranza.

Vieni Spirito Santo.  Vieni per mezzo della potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria tua Sposa amabilissima. illumina le nostre menti, purifica e fortifica il nostro cuore, allontana da noi tutto ciò che ti addolora.

Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal cieloun raggio della tua luce.

Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo. Nel pianto conforto. O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni. dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.

Manda il tuo Spirito e sarà una nuova creazione! E rinnoverai la faccia della terra.

 

 

 

 

 

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Durante l'apparizione del 23 giugno 1985,
la veggente Jelena Vasilj riferisce
che la Madonna ha detto a proposito
di questa Preghiera per l'ammalato:
«Cari figli, la preghiera più bella
che potreste recitare per un ammalato
è proprio questa!».
O mio Dio, questo ammalato che è qui davanti a te,
è venuto a chiederti ciò che desidera e che ritiene
essere la cosa più importante per lui.
Tu, o Dio, fa’ entrare nel suo cuore la consapevolezza
che è importante innanzitutto essere sani nell’anima!
O Signore, sia fatta su di lui la tua santa volontà in tutto!
Se tu vuoi che guarisca, che gli sia donata la salute.
Ma se la tua volontà è diversa,
fa’ che questo ammalato possa portare la sua croce con serena accettazione.
Ti prego anche per noi che intercediamo per lui:
purifica i nostri cuori per renderci degni di donare la tua santa misericordia.
O Dio, proteggi questo ammalato e allevia le sue pene.
Aiutalo a portare con coraggio la sua croce così che attraverso di lui venga lodato e santificato il tuo santo nome.
(dopo la preghiera, recitare tre volte il Gloria)






 

 

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