cerco diogene

LA MAISON DE TOLERANCE!!!


Secondo un sondaggio di Donna Moderna l’85% degli italiani è favorevole alla riapertura delle case chiuse. Ciò che differenzia il campione è la motivazione: per il 47% è infatti l’unico modo per ripulire le strade dalle lucciole, mentre per il restante 38% si tratta di un modo per proteggere le prostitute!!!
Le case chiuse nate in Francia, si chiamavano maisons de tolérance. Fu Cavour a portarle in Italia insieme all’unificazione del paese: l’accentramento amministrativo di fine ‘800 riguardò infatti anche le prostitute, schedate e controllate settimanalmente da un medico. In cambio lo Stato beneficiava di tasse e balzelli su un lavoro certo non granché tutelato: le otto ore lavorative erano ben lontane e più si lavorava più si guadagnava.La struttura delle case chiuse era più o meno omogenea, sia che si trattasse di case di lusso frequentate dalla buona borghesia, sia che si trattasse di quelle di categoria inferiore, affollate per lo più da soldati, contadini e gente di passaggio. All’ingresso si trovava il salone e il bar, dove ammirare e scegliere le ragazze. Ai piani superiori c’erano invece le “stanze del peccato” , le camere da letto dove consumare il proprio momento di passione. Lo standard della “professione” all’epoca era da stakanovisti: dalle 30 alle 50 marchette al giorno e per non più di 15 giorni, poi la ragazza veniva cambiata come uno strofinaccio.
L’iniziazione degli uomini prevedeva un passaggio in una di queste case intorno ai 18 anni. Era una tradizione assolutamente diffusa e comune e tale è rimasta anche in tempi molto, ma molto recenti.Nel 1948 in Italia fu vietata la concessione di nuove licenze, ma il provvedimento di chiusura, la notissima legge Merlin, fu approvato solamente nel 1958, a dieci anni dalla sua presentazione e dopo aver superato diverse resistenze. La legge Merlin fu approvata a scrutinio segreto con 385 si e 115 no il 29 gennaio del 1958. A favore della chiusura si schierarono tutti i partiti di sinistra e la democrazia cristiana. Contrari al provvedimento invece si dichiararono i monarchici, l’MSI e qualche indipendente. Fra i personaggi famosi contrari alla legge, il più noto è sicuramente Indro Montanelli che al mondo delle case chiuse dedicò un appassionato pamphlet “Addio Wanda”.Sono convinta che nella maggior parte dei maschi intervistati sia balenata subito l’idea irresistibile… tentazione della tentazione, della casa proibita e pulita, dove tutto si può fare e…suvvia, senza tante spiegazioni!!!E per le donne? Credo valga invece sempre il vecchio detto:Occhio che non vede, cuore che non duole!!!