cerco diogene

LA SCUOLA DEVE CAMBIARE????


I numeri a volte servono, soprattutto se si vuol capire quale sia il grado di “salute” economico e culturale di un Paese. Cominciamo allora ad analizzare i dati emersi dall'annuario statistico italiano: nel 2008, in Italia una persona su quattro ha conseguito solo la licenza elementare. Il 32,4% degli italiani ha una qualifica di scuola secondaria e solo  il 10,2% un titolo universitario.    Per l’Istat, in Italia si laurea il 23,5% delle femmine contro il 16,8% dei maschi, mentre il tasso di disoccupazione registrato nel 2007 indica un 4,9% per i maschi a fronte di un 7,9% per le femmine. In sostanza, secondo i dati appena analizzati, nel nostro Paese più studi meno lavori, soprattutto se sei una donna. A questi numeri vanno poi aggiunti quelli prodotti dall’Ocse secondo cui in Italia ci sono pochi diplomati (solo il 48% della popolazione in età compresa tra i 24 e i 64 anni, a fronte di una media OCSE del 67%) e tra questi, le performance nel test P.I.S.A. (Programme for International Student Assessment: programma per la valutazione internazionale dell'allievo) in Matematica e Lettura, sono decisamente deludenti. Così come grave appare l'alto livello di assenze annue e di abbandono scolastico. A confortare il trend negativo italiano ci sono ancora i dati Istat che sottolineano come la percentuale di coloro che leggono almeno un libro l'anno è pari al 38,6% della popolazione (in Spagna è il 60%; in Francia, il 69%; nei paesi del nord Europa, l'80%) e che i cosiddetti "lettori forti" (quelli che leggono più di dodici libri l'anno) non sono più di 2,7 milioni di persone, circa il 5% della popolazione. Infine, un ultimo dato che forse riepiloga e spiega tutti gli altri: nel 2007, il 73,9% degli occupati italiani è un lavoratore dipendente (naturalmente, per il 63% nei servizi) contro un 26,1% di lavoratori indipendenti. Fin qui i numeri. Comprendo le proteste e la voglia di partecipazione scaturite dalla proposta di Riforma del Ministro Gelmini, ma c’è davvero ancora qualcuno che possa sostenere senza vergogna che lo status quo del nostro sistema formativo non vada profondamente riformato? C'è ancora qualcuno convinto che la scuola non sia la più importante emergenza democratica del paese?