La Giornata Internazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna, nasce per celebrare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. Originariamente era una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe, per ottenere quelle riforme civili e giuridiche che le tolgano alla tutela e alla dipendenza dall’uomo, è il simbolo delle vessazioni che le donne hanno dovuto subire nel corso dei secoli.La storia narra che la prima festa della donna si è svolta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti d'America, preceduta da una marcia di 15.000 donne nel 1908 per il miglioramento delle condizioni di lavoro e l'ottenimento del diritto al voto. La sua istituzione internazionale risale al 1910 nel corso della seconda Conferenza dell'Internazionale Socialista svoltasi a Copenaghen dove più di 100 donne rappresentanti di 17 paesi scelsero di istituire una festa per onorare la lotta femminile per l'ottenimento dell'uguaglianza sociale.In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti, l'incendio dell'industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda ma in Italia recentemente è stata riportata come la vera origine della festa della donna dai telegiornali creando così una "leggenda" chiaramente antiamericana. Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo. Ma effettivamente non esiste alcun tipo di prova e documento che affermi l'esistenza di un fatto storico che confermi l'episodio delle oltre 129 donne bruciate vive in un incendio di una fabbrica dal proprietario perché le donne erano scese in sciopero. Questa storia prende spunto da un reale fatto di cronaca, un incendio avvenuto nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. Ma soprattutto l'8 Marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero (iniziò il 22 Novembre) né con l'incendio (avvenne il 25 Marzo).Nel febbraio del 1913 anche le donne russe parteciparono alla loro prima festa con l'intento di dichiarare la loro posizione contro la guerra, ma si ritrovarono a manifestare il 23 febbraio 1917 (l'8 marzo del calendario giuliano) per la morte di circa 2 milioni di soldati russi morti in guerra. Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne. A Mosca, quindi, nel 1921, durante la “Seconda conferenza delle donne comuniste” svoltasi all’interno della III Internazionale comunista, la conferenza decise di stabilire la data dell’8 marzo (mentre precedentemente era festeggiata l'ultima domenica di febbraio) come “Giornata internazionale dell’operaia” in onore della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo contro lo zarismo. Tuttavia nel neonato Partito Socialista vi fu una divisione all’interno della componente femminile. In poche parole le donne di sinistra accusavano le borghesi di «non attaccare a fondo l’istituto familiare, luogo privilegiato di oppressione della donna», (per me che sono di questo mondo in fondo è questo il significato che più sento in questa giornata, essendo peraltro un problema ancora drammaticamente attuale) e forse a causa di questa divisione si è infine scelto di commemorare l’incendio di New York come simbolo della Festa.L’usanza di regalare mimose non è molto diffusa in altri paesi e nasce solo nel 1952, quando l’Unione Donne Italiane, settore femminile della Cgil, distribuì alle sue iscritte una valanga di librettini minuscoli, da attaccare agli abiti insieme a una mimosa. Nel libretto c’era un resoconto dell’incendio di New York. Due anni dopo, il settimanale della Cgil, Il lavoro, perfezionò il racconto con un fotomontaggio che ritrae un signore arcigno in bombetta dal nome inventato (Mr. Johnson?) che si fa largo fra masse di donne tenute indietro dalla polizia.E questo è quanto…Solo che oggi non capisco il nesso… ormai per l’ 8 marzo vedo in giro solo cartelloni di maschioni seminudi, valanghe di mimose a 100 euro l’etto e non si trova un posto a cenare la sera con marito, che è tutto un brulicare schiamazzante di donne. Finalmente… libere?
NON FIORI, MA OPERE DI BENE...
La Giornata Internazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna, nasce per celebrare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo. Originariamente era una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe, per ottenere quelle riforme civili e giuridiche che le tolgano alla tutela e alla dipendenza dall’uomo, è il simbolo delle vessazioni che le donne hanno dovuto subire nel corso dei secoli.La storia narra che la prima festa della donna si è svolta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti d'America, preceduta da una marcia di 15.000 donne nel 1908 per il miglioramento delle condizioni di lavoro e l'ottenimento del diritto al voto. La sua istituzione internazionale risale al 1910 nel corso della seconda Conferenza dell'Internazionale Socialista svoltasi a Copenaghen dove più di 100 donne rappresentanti di 17 paesi scelsero di istituire una festa per onorare la lotta femminile per l'ottenimento dell'uguaglianza sociale.In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti, l'incendio dell'industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda ma in Italia recentemente è stata riportata come la vera origine della festa della donna dai telegiornali creando così una "leggenda" chiaramente antiamericana. Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo. Ma effettivamente non esiste alcun tipo di prova e documento che affermi l'esistenza di un fatto storico che confermi l'episodio delle oltre 129 donne bruciate vive in un incendio di una fabbrica dal proprietario perché le donne erano scese in sciopero. Questa storia prende spunto da un reale fatto di cronaca, un incendio avvenuto nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. Ma soprattutto l'8 Marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero (iniziò il 22 Novembre) né con l'incendio (avvenne il 25 Marzo).Nel febbraio del 1913 anche le donne russe parteciparono alla loro prima festa con l'intento di dichiarare la loro posizione contro la guerra, ma si ritrovarono a manifestare il 23 febbraio 1917 (l'8 marzo del calendario giuliano) per la morte di circa 2 milioni di soldati russi morti in guerra. Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne. A Mosca, quindi, nel 1921, durante la “Seconda conferenza delle donne comuniste” svoltasi all’interno della III Internazionale comunista, la conferenza decise di stabilire la data dell’8 marzo (mentre precedentemente era festeggiata l'ultima domenica di febbraio) come “Giornata internazionale dell’operaia” in onore della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo contro lo zarismo. Tuttavia nel neonato Partito Socialista vi fu una divisione all’interno della componente femminile. In poche parole le donne di sinistra accusavano le borghesi di «non attaccare a fondo l’istituto familiare, luogo privilegiato di oppressione della donna», (per me che sono di questo mondo in fondo è questo il significato che più sento in questa giornata, essendo peraltro un problema ancora drammaticamente attuale) e forse a causa di questa divisione si è infine scelto di commemorare l’incendio di New York come simbolo della Festa.L’usanza di regalare mimose non è molto diffusa in altri paesi e nasce solo nel 1952, quando l’Unione Donne Italiane, settore femminile della Cgil, distribuì alle sue iscritte una valanga di librettini minuscoli, da attaccare agli abiti insieme a una mimosa. Nel libretto c’era un resoconto dell’incendio di New York. Due anni dopo, il settimanale della Cgil, Il lavoro, perfezionò il racconto con un fotomontaggio che ritrae un signore arcigno in bombetta dal nome inventato (Mr. Johnson?) che si fa largo fra masse di donne tenute indietro dalla polizia.E questo è quanto…Solo che oggi non capisco il nesso… ormai per l’ 8 marzo vedo in giro solo cartelloni di maschioni seminudi, valanghe di mimose a 100 euro l’etto e non si trova un posto a cenare la sera con marito, che è tutto un brulicare schiamazzante di donne. Finalmente… libere?