Della serie, ma allora parti? (gli amici, i colleghi..) E dove vai? E io rispondo che sto cercando, e niente mi convince veramente. Non sono molto felice, per usare un eufemismo, e questo mi condiziona. Però un'ideuzza mi girava in testa. E ho deciso che ci devo provare. Oggi ho spedito un fax in tedesco maccheronico al gentile signore greco che l'anno scorso ci ha affittato una delle case delle nostre vacanze itineranti. Una vecchia casa semplice, rustica, essenziale. Probabilmente una vera casa di pescatori con qualche modifica successiva. Una grande stanza con un letto matrimoniale e due letti singoli, il bagno con la doccia, tutto leggermente sbilenco, che funziona un po' per miracolo, si vede che le costruiscono da sé, e questo mi piace. L'angolo cucina, vecchi mobili spaiati, armadietti anche un po' puzzolenti di vecchie bottiglie d'olio e di vino, dimenticate ad irrancidire. Unica concessione al comfort moderno, un ventilatore a piantana. E davanti alla porta dieci metri quadrati di cemento nudo, con un bordo di aiuola pieno di fiori, il pergolato sopra e sotto il tavolo e le sedie. Lì si vive fuori. Si mangia, si conversa, si legge, si scrive. All'aria aperta, di notte sotto quei cieli bassi di stelle che si vedono solo quando ci sono poche luci in giro. Il signor Dimitri Stamos parla solo greco e tedesco. Un uomo pieno di gioia di vivere. Ha vissuto in Germania una quarantina dei suoi brillanti quasi settant'anni, e tuttora, che è in pensione da tempo, vive l'inverno là, e l'estate a Thassos. Lassù, tra l'altro, si è diplomato in Naturopatia, e l'anno scorso ci ha voluto regalare una copia di un suo breve saggio, che nessuno leggerà, perché dovrei mettermi con dizionario e buona volontà, e anche così.. Veramente gentile, il signor Stamos, ci offriva il caffé e veniva a far due chiacchiere sul nostro patio, cioè il suo patio, affittato da noi per i pochi giorni che avevamo trovato liberi. Peccato che io capissi ben poco di quello che ci raccontava. Siccome ci eravamo messi d'accordo per la casa usando alcune delle mie venticinque parole di tedesco, si era convinto che conoscessi la lingua, e a niente era servito usare il mio asso nella manica: Ich kann Deutsch nicht sprechen. Se dici che non sai parlare una lingua, e lo dici in 'quella' lingua, anche se male, passi per bugiardo o eccessivamente modesto. Magari!! Be', gli ho scritto, almeno ci ho provato. Se la casa dove siamo stati l'anno scorso è libera, e se trovo l'aereo, e se ci sono effettivamente i collegamenti tra Salonicco e Kavala, e se non casco in acqua dal traghetto, in meno di quarantott'ore arrivo lì. In uno dei posti più deliziosi che ho visto. Thassos è un'isola bellissima, tutta. Ma davanti alla casa del signor Stamos (quattro cubetti in scala, arrampicati sulle pendici della collina), c'è una spiaggia dolcissima, di sabbia bianca e acque azzurre e trasparenti. Non c'è paese. Quattro case, un bar sulla spiaggia, con una barca a fare da bancone, e a fianco un ristorante che ogni sera si immerge nel tramonto. Un ristorante semplice, con le tovaglie di carta, ottimo pesce, e tanta gentilezza. Per me, che vado da sola, senza auto, è l'ideale. Che poi, se noleggio una bici o un motorino, posso andare dove mi pare. Seconda metà d'agosto. I fichi saranno maturi. E' piena l'isola di alberi di fico, sul ciglio delle strade, nessuno li raccoglie, e se ne prendi qualcuno, nessuno dice niente. Un profumo.. Un trionfo di profumi, dappertutto. La macchia mediterranea stordisce di profumi. Il mare li condisce di sale e il vento li mescola. Là il basilico non si usa per cucinare. E' una pianta decorativa tenuta in vaso, che spesso è una vecchia latta di olive, in una varietà che cresce da un rametto e forma un cespuglietto a forma di palla, fitto fitto di foglioline piccolissime e profumatissime. Ancora non so se sia realizzabile, e già sto viaggiando con la fantasia. :o)
Post N° 164
Della serie, ma allora parti? (gli amici, i colleghi..) E dove vai? E io rispondo che sto cercando, e niente mi convince veramente. Non sono molto felice, per usare un eufemismo, e questo mi condiziona. Però un'ideuzza mi girava in testa. E ho deciso che ci devo provare. Oggi ho spedito un fax in tedesco maccheronico al gentile signore greco che l'anno scorso ci ha affittato una delle case delle nostre vacanze itineranti. Una vecchia casa semplice, rustica, essenziale. Probabilmente una vera casa di pescatori con qualche modifica successiva. Una grande stanza con un letto matrimoniale e due letti singoli, il bagno con la doccia, tutto leggermente sbilenco, che funziona un po' per miracolo, si vede che le costruiscono da sé, e questo mi piace. L'angolo cucina, vecchi mobili spaiati, armadietti anche un po' puzzolenti di vecchie bottiglie d'olio e di vino, dimenticate ad irrancidire. Unica concessione al comfort moderno, un ventilatore a piantana. E davanti alla porta dieci metri quadrati di cemento nudo, con un bordo di aiuola pieno di fiori, il pergolato sopra e sotto il tavolo e le sedie. Lì si vive fuori. Si mangia, si conversa, si legge, si scrive. All'aria aperta, di notte sotto quei cieli bassi di stelle che si vedono solo quando ci sono poche luci in giro. Il signor Dimitri Stamos parla solo greco e tedesco. Un uomo pieno di gioia di vivere. Ha vissuto in Germania una quarantina dei suoi brillanti quasi settant'anni, e tuttora, che è in pensione da tempo, vive l'inverno là, e l'estate a Thassos. Lassù, tra l'altro, si è diplomato in Naturopatia, e l'anno scorso ci ha voluto regalare una copia di un suo breve saggio, che nessuno leggerà, perché dovrei mettermi con dizionario e buona volontà, e anche così.. Veramente gentile, il signor Stamos, ci offriva il caffé e veniva a far due chiacchiere sul nostro patio, cioè il suo patio, affittato da noi per i pochi giorni che avevamo trovato liberi. Peccato che io capissi ben poco di quello che ci raccontava. Siccome ci eravamo messi d'accordo per la casa usando alcune delle mie venticinque parole di tedesco, si era convinto che conoscessi la lingua, e a niente era servito usare il mio asso nella manica: Ich kann Deutsch nicht sprechen. Se dici che non sai parlare una lingua, e lo dici in 'quella' lingua, anche se male, passi per bugiardo o eccessivamente modesto. Magari!! Be', gli ho scritto, almeno ci ho provato. Se la casa dove siamo stati l'anno scorso è libera, e se trovo l'aereo, e se ci sono effettivamente i collegamenti tra Salonicco e Kavala, e se non casco in acqua dal traghetto, in meno di quarantott'ore arrivo lì. In uno dei posti più deliziosi che ho visto. Thassos è un'isola bellissima, tutta. Ma davanti alla casa del signor Stamos (quattro cubetti in scala, arrampicati sulle pendici della collina), c'è una spiaggia dolcissima, di sabbia bianca e acque azzurre e trasparenti. Non c'è paese. Quattro case, un bar sulla spiaggia, con una barca a fare da bancone, e a fianco un ristorante che ogni sera si immerge nel tramonto. Un ristorante semplice, con le tovaglie di carta, ottimo pesce, e tanta gentilezza. Per me, che vado da sola, senza auto, è l'ideale. Che poi, se noleggio una bici o un motorino, posso andare dove mi pare. Seconda metà d'agosto. I fichi saranno maturi. E' piena l'isola di alberi di fico, sul ciglio delle strade, nessuno li raccoglie, e se ne prendi qualcuno, nessuno dice niente. Un profumo.. Un trionfo di profumi, dappertutto. La macchia mediterranea stordisce di profumi. Il mare li condisce di sale e il vento li mescola. Là il basilico non si usa per cucinare. E' una pianta decorativa tenuta in vaso, che spesso è una vecchia latta di olive, in una varietà che cresce da un rametto e forma un cespuglietto a forma di palla, fitto fitto di foglioline piccolissime e profumatissime. Ancora non so se sia realizzabile, e già sto viaggiando con la fantasia. :o)