Check Point

Post N° 197


Lo sciopero era finito, naturalmente.Siamo tornati tutti al lavoro. E all'ordinaria infelicità.Ancora mi è difficile scrivere di un tempo davvero pesante, e che continuo a definire "momento", "periodo", ma dentro di me so che non è proprio così. Perché il tempo rotola solo in una direzione, e un futuro a cui ho tentato di prepararmi, sta diventando presente.Occorre attraversare il fiume, la corrente è forte e le energie poche.Come sempre, senza rete. E' necessario cambiare punto di vista, ma ancora di più cambiare concretamente il modo di vivere.Non è più tempo per il caos. Il caos è terreno fertile per semi che possono germogliare, per la vitalità che esplode, per lo spazio del divenire. Non va più bene quando ti è richiesto di essere. E' pesante arrivare da sola a questi rendimenti di conti della vita, e quando dico sola, non è tanto per dire.E io sto rinviando, ma non potrò sfuggire ancora per molto.Il checkpoint, fuor di metafora, è davanti a me.Non occorre che diciate niente, voi non potete immaginare quanta parte avete nella mia vita, e quanto positiva, anche se io non riesco ad esserci molto, ma so che capite.Vi sono molto grata, la gratitudine è un gran bel sentimento..