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Post N° 199


MA CHE COSA HO FATTO PER MERITARMI QUESTO?!?Stasera torno a casa alle 8, stravolta, butto l'occhio sulla segreteria telefonica, e ci sono due messaggi.Ore 13.06. Brevissima chiamata di una tizia che si rivolge ad una certa Laura tentando di parlare in un francese improbabile, e chiude subito con un "..ti richiamo, ciao".OK, hanno sbagliato numero.Scatta l'altro messaggio, l'orario è trenta minuti dopo, ma la voce è la stessa, questa volta parla con accento finto francese, dice di chiamare da parte della Raffaello Cortina Editore, vuole parlare con il dottor A. D. (Alberto, il mio ex), o avere un suo recapito, per il libro che ha mandato alla casa editrice e che è stato accettato..Cazzo. Anche questa. Anche questa deve rompere i coglioni a me. Sì, perché nonostante il riferimento al libro scritto da Alberto sia reale, e nonostante io non abbia mai visto, né sentito questa donna, so perfettamente chi è, e so che questa è una provocazione, se non addirittura un delirio. Infatti chiamo il 400 e le telefonate vengono dal numero di casa di Alberto.Il quale, da quando mi ha lasciato, ormai sei anni fa, colleziona storie con donne fuori di testa. Nel caso di quest'ultima non è un modo di dire. Da quando sono insieme, neanche un anno, ha collezionato tre ricoveri per TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Telefono a lui sul cellulare, è fuori per un impegno, gli faccio ascoltare i messaggi, e lui conferma. Con una voce depressissima mi dice che torna subito a casa, chissà cosa sta succedendo questa volta.. è angosciato, lo so. E gli dispiace, cazzo, gli dispiace moltissimo che sia successa ancora questa cosa. Sì perché non è la prima volta. La tipa con cui stava due anni fa mi lasciò insulti pesantissimi e minacce di morte sulla segreteria, in puro stile mafioso, "so chi mandare ad ammazzarti.."  alla fine di un'escalation iniziata venendo nel mio ufficio, a dirmi di "lasciare in pace il suo uomo". Quella volta telefonai alla polizia, ma poi decisi di non fare la denuncia. Sono troppo malata di civiltà.Allora era solo (!) un caso di gelosia patologica uscita dal controllo di una figlia di famiglia calabrese la cui cultura non era stata realmente scalfita dagli studi magistrali e da vent'anni a Milano. Comunque non posso negare che per per un po' ho avuto paura.Quanto con lei ero stata (freddamente) gentile, tanto con Alberto mi ero incazzata come una belva. Perché lei aveva il mio numero telefonico? Come faceva a sapere dove lavoravo? E lui a dire che no, non gliel'aveva detto lui, forse aveva guardato la rubrica del suo cellulare.. insomma una serie di idiote giustificazioni, mentre io urlavo letteralmente fuori di me, che almeno da queste cose lui doveva proteggermi, era il minimo che mi doveva, con quello che mi aveva fatto passare. Lo conosco, per certe cose è troppo simile a me. Lui racconta tutto di sé, perciò racconta anche di me, di questa donna che ha amato per vent'anni, e che ancora non sa bene perché ha lasciato.Così loro si sentono minacciate dal fantasma della sottoscritta, che peraltro con lui ha il rapporto di amicizia che si ha con un uomo con cui si sono condivisi due decenni, con cui si è allevato insieme un figlio, il mio. Un'amicizia profonda, ma nient'altro. Niente di minaccioso. E tra l'altro, quando lui ha una storia, ci vediamo pochissimo, una mezz'ora ogni tanto, una telefonata ogni tanto.Io capisco, lui ha il tutto diritto di parlare della sua vita, anche se a volte devo dire che mi pesa che parli di me con persone che mi sembra non siano in grado di capire, ma pazienza..  però tutti i dettagli anagrafici, cazzo, quelli no. NO. Sono veramente furiosa. Non ce l'ho con lei, lei è malata, ma lui è responsabile. A questo punto, che questa situazione sia un problema grave prima di tutto per lui, che lui ne sia angosciato, che non sappia cosa fare, che si senta in trappola, non mi riguarda proprio. E così, con tutti i casini che già mi ritrovo, anche questa non ci voleva proprio. E mi viene pure in mente che se questa tipa ha il mio telefono fisso, ha pure il mio indirizzo.Ma che bello.