Creato da indiocherokee il 28/02/2008
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Attacco frontale al mondo del web.

Post n°8 pubblicato il 19 Giugno 2008 da indiocherokee
 

 Da Punto-Informatico:

Stampa clandestina? Parte la petizione

Roma - Un blogger condannato per stampa clandestina? La sentenza resa pubblica nei giorni scorsi ha suscitato grande emozione in rete ed ora c'è chi promuove una protesta per sensibilizzare su un argomento delicatissimo. In particolare ci lavora Censurati.it che ha avviato una petizione web.

La petizione parla di "sentenza oscurantista" e di "fatto gravissimo" che "potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia". A detta di Censurati.it, che da molti anni segue da vicino le restrizioni e i limiti imposti alla libertà di espressione dentro e fuori della rete, è stato di fatto condannato "un normalissimo blog".

La sentenza viene descritta, dunque, come "incredibile", una sentenza "che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. È quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione".
"Firma la petizione - conclude il testo - potresti essere tu il prossimo condannato!"

La pagina della petizione è raggiungibile a questo indirizzo




Internet-Il Metamondo di MarcoUnoPuntoZero



FREE SHARE!
I nostri bit nn possono essere ordinati attraverso la coercizione fisica.

MORE FEARE!
Noi non abbiamo problemi che possono essere risolti da voi.


BEWARE!
Non usate questo pretesto per invaderci.




NO CENSOR!

 
 
 

Nel giorno di Falcone

Post n°7 pubblicato il 05 Giugno 2008 da indiocherokee
 

I siciliani antimafiosi, nel giorno di Falcone, fanno manifestazioni e ricordi, dispiaciuti perché Falcone non c'è più. Sono circa un quarto della popolazione. I siciliani mafiosi, che sono più o meno altrettanti, festeggiano fra di loro e ne hanno buoni motivi: è stato cancellato il principale apporto giuridico di Falcone (l'unitarietà di Cosa Nostra, con tutto ciò che ne consegue), è stato riportato in Cassazione il giudice che dava a Falcone del credino (il giudice Carnevale), è stato trionfalmente eletto un governo che considera eroe, invece di Falcone, un "uomo di panza" che ha eroicamente rispettato l'omertà, il grande Mangano.

E i siciliani mezzi-mezzi, la maggioranza, quelli che non hanno il cinismo di appoggiare la mafia ma neanche il coraggio di combatterla? Per loro, il problema principale è l'ignoranza. "Mi faccio i fatti miei". Non hanno la minima idea di quanto il sistema mafioso gli ruba individualmente ogni giorno, in termini di denaro. Non sospettano che potrebbero essere, se non ricchi, almeno benestanti, in una regione ricca come questa, se non ci fosse la mafia. Sono onestamente convinti che mafia e antimafia siano questioni ideali (e dunque, per la cultura paesana, irrilevanti) e non materiali. "Mi faccio i fatti miei".

L'informazione mafiosa, che un tempo serviva a dire "la mafia non esiste", adesso serve a dire che la mafia esiste sì ma è una cosa che riguarda solo mafiosi e giudici e non la gente normale. Una cosa da diavoli o da eroi, insomma. Buona per i dibattiti e le fiction, ma non per la vita normale.
Perciò il lavoro principale che c'è da fare oggi in Sicilia è principalmente d'informazione. Non solo sulle notizie delle singole malefatte (il che è già tanto, perché qui i malfattori comandano ai giornali), ma soprattutto sul quadro generale, sull' "atmosfera", sui problemi concreti che vivere in un paese mafioso comporta anche per chi non pensa a ribellarsi.

Non lo si può fare alla meno peggio (raccontare una società è un lavoro abbastanza complesso) e non lo si può fare a suon di slogan (non c'è un prodotto da vendere ma una mentalità da trasformare). Però, quando si riesce a farlo come Dio comanda, funziona. E' stato così che a Palermo per alcuni anni ha avuto assai peso l'antimafia e a Catania si è riusciti a scacciare i cavalieri.

Questo lavoro, i grossi giornali non lo faranno mai: non puoi fare un grosso giornale senza avere grosse imprese alle spalle; e nessuna grossa impresa, ormai,può sopravvivere senza far patti col diavolo (il caso Repubblica a Catania insegna). I giornali piccoli (come noi) possono tentare di farlo sì, ma, salvo eccezioni, possono concludere poco (e le eccezioni si pagano con vite umane).
E allora chi? I giornali piccoli, magari piccolissimi (tipo quello che puoi fare anche tu, nella tua scuola o nel tuo paese) però in rete: scambiandosi le notizie, organizzandosi insieme, e usando per tutto questo l'internet, cioè la rete più rete di tutte. Questo richiede tempo, richiede pazienza a non finire (tenere insieme dei siciliani, con rete o senza, è un'impresa da Giobbe,e ne sappiamo qualcosa), però, tutto sommato, può funzionare.

In una rete di questo tipo bisogna lavorare molto: certo, è più divertente che sotto padrone (non è mai divertente lavorare per qualcun altro) ma il problema è che l'obbiettivo è molto alto: non si tratta di fare una cosa simpatica per sentirsi appagati, ma di far concorrenza ai giornali dei padroni, con l'obiettivo finale di spazzarli via dal mercato e dare un'informazione libera alla maggior parte della gente. Non un'operazione di nicchia (o di ghetto), insomma, ma il tentativo consapevole di costruire un'egemonia.

Fra vent'anni, Peppino Impastato dovrà pesare molto di più di Berlusconi, come comunicazione di massa. "Si, vabbe'..." dici tu. Eppure, trent'anni fa,in Italia le radio di base sono arrivate molto prima di Mediaset; e non erano poche: duecentocinquanta, in tutta Italia, con una copertura globale non indifferente.

E allora com'è che ha vinto Berlusconi? Per tre motivi precisi:
1) erano ognuna per conto suo, e Radio Firenze - ad esempio - non sapeva cosa faceva Radio Aut a Cinisi;
2) non parlavano in italiano (cioè la lingua che usano gli italiani) ma in politichese, perché i loro leader così si sentivano più importanti;
3) non capivano che stavano usando delle radio libere - cioè una cultura e una tecnica completamente nuove - e non dei ciclostili o dei bollettini di partito.
Così Peppino è rimasto solo.
+++

Adesso la situazione è sostanzialmente la stessa. Tanti gruppi diversi (moltissimi che stanno internet) ma ognuno per conto suo. Tanti linguaggi "ideologici" (cioè del ceto medio acculturato) e pochissimo intervento nei quartieri. Tanti siti, blog, giornaletti e giornali, ma tutti rassegnati alla solitudine, ad essere voci locali e non anelli di rete.

Bene, tutto ciò non vuol dire niente, non c'è nulla d'irreparabile. Dipende tutto da noi, esclusivamente da noi. Certo, a volte verrebbe voglia di sbattersi la testa al muro. Casablanca chiusa per mandanza di poche migliaia di euri, Graziella Proto lasciata sola - dalla sinistra illustre, ma anche da un po' di società civile isolana - a combattere la sua guerra, come se fosse stata una guerra sua personale. E anche ora, qui a Catania, almeno due (forse tre, non si sa ancora) liste distinte della società civile locale, ognuna per sé e Dio per tutti. Credo che pure Giobbe bestemmierebbe.

Però, tutto sommato, avrebbe torto. In fondo, si tratta solo di problemi di crescita. C'è molta più unità che negli altri anni (le legnate quantomeno servono a questo); "Facciamo un giornale-rete tutti insieme" ormai suscita solo dei "Sì però" perplessi e non dei "No!" secchi e brutali come qualche anno prima. Ci sono degli ottimi gruppi di quartiere, e l'ultima generazione di ragazzi - se non la rovinano i vecchi - sta crescendo bene. Persino qui alle elezioni, che sono la cosa più avida e avara che ci sia, è mancato solo un pelo a fare la lista unica di base, e non è detto che la prossima volta non ci si riesca.
Tratto da La Catena di San Libero n. 364
Di Riccardo Orioles 21 maggio 2008
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Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht, Berlino, 1932

 
 
 

Prima fecero l'acqua nera, poi...

Post n°6 pubblicato il 05 Giugno 2008 da indiocherokee
 


“Che faremo adesso?” disse il Nilo con aria arresa mentre tornava a sedere accanto al fuoco.
“Si combatte, come sempre” fu la risposta secca del Guerriero, e un sorriso incorniciato da una fossetta comparve sul viso basso di Nilo che cominciò a giocherellare con un pezzo di legno, e disegnò come Orso Solitario quando cercava le sue risposte.
“Ci hanno portato via tutto e adesso anche l’acqua, il torrente è sporco, i pesci risalgono a galla morti, perfino i castori sono andati via dai fiumi, distruggeranno tutto!” replicò infuriato Viako, e lanciò in aria il suo pasto, la ciotola andò in frantumi, Arianna corse a raccogliere quello che di quella ciotola era rimasto. Il Guerriero non fece una piega, incrociò le gambe e chiuse gli occhi. Non era tranquillo come voleva apparire, da giorni si chiedeva cosa avrebbe dovuto fare. Orso Solitario glielo avevano portato via e ormai neppure più il vento rispondeva. Sorridendo pensò che in passato quelle risposte che il vento gli aveva passato, le aveva sussurrate proprio Orso Solitario per farle arrivare dritte a lui. Il fiume era taciturno, anzi, sembrava morto, non era più di quel limpido che lasciava intravedere i ciottoli e i pesci grandi e piccoli che lo abitavano, adesso era fangoso, sporco…triste non c’era traccia di pesci che saltavano fuori dall’acqua schizzando dappertutto. Colpa dei bianchi. Cosa stavano facendo alle loro acque? “gli dobbiamo mandare via! Uccidiamo anche noi”
“Viako, noi non siamo assassini” Viako strinse gli occhi e li ridusse a fessure, si piegò sulle ginocchia e guardò dritto gli occhi del Guerriero e lo fece quasi con violenza.
“Lo capisci che lo hanno ucciso?” fece una pausa e si alzò quasi sbattendo i piedi “Ci hanno decimati!” il Guerriero annuì e lasciò trasparire un po’ del nervosismo di quel cenno. Ricordava perfettamente il giorno in cui i bianchi entrarono nel villaggio. Il giorno in cui Orso Solitario si lasciò uccidere. Per questo era arrabbiato con lui. Per questo. Orso Solitario si era lasciato uccidere.
“dove sono adesso?” chiese tornando calmo
“sulla spiaggia, non molto lontano da noi, li possiamo attaccare” rispose eccitato Viako con quel suo sorriso esaltato, istintivo come al solito. Il Guerriero li posò una mano sulla spalla e uscì dalla capanna, si guardò attorno e gli si strinse il cuore nel guardare la tenda dove erano riposti i malati, per quella acqua malata che avevano bevuto. I guaritori del villaggio erano riusciti a salvarne qualcuno, altri non ce l’avevano fatta, tre bambini, cinque donne e due uomini erano morti, gli altri lottavano per la vita, stesi lì con gli occhi chiusi e i visi sofferenti, decise di non entrare. Viako e Nilo lo raggiunsero.
“dobbiamo trovare l’origine delle infezioni”
“ per il momento abbiamo trovato una sorgente ancora non infetta, alcune donne l’hanno raggiunta accompagnate da Gil e Violante saranno di ritorno al tramonto.”
“ottimo lavoro”
“andiamo a vedere cosa fanno i bianchi, dobbiamo capire che cosa stanno facendo alle nostre acque” disse impaziente Viako. Il Guerriero per una volta, trovò sensata la sua proposta.
“prepara dieci uomini, domani all’alba andiamo al villaggio dei bianchi”
Si nascosero tra i cespugli con arco e frecce, come avevano fatto tempo prima, all’arrivo dei bianchi, quando giù dalla loro enorme zattera avevano trasportato delle enormi casse di legno. Adesso quegli uomini che ridevano a squarciagola e che cantavano qualche strana canzone, facevano più paura. Con quelle loro armi che sputavano fuoco. Dalle ferite del fuoco nemmeno Orso Solitario era riuscito a sopravvivere, e come lui altre decine di uomini. Le armi che sputavano fuoco facevano tanto rumore, quasi a far scoppiare le orecchie. Tra tutti quegli uomini, il Guerriero riconobbe uno strano animale molto simile a quello che da un po’ di tempo era entrato nel villaggio.
Un animale mai visto, a quattro zampe, con qualcosa di strano attorno al collo, il Guerriero aveva tentato di mordere quella cosa gialla che pendeva da una striscia di tessuto, ma si era fatto male. L’animale a quattro zampe era rimasto al villaggio, sembrava amichevole, con quella coda che svolazzava a destra e a sinistra, giocava spesso con i bambini, non era molto grande, ma riusciva a portare qualche bambino anche sulla schiena. L’avevano chiamato Astrid.
“gli scarichi!” urlò un uomo bianco da sopra la zattera alata e Viako colpì violentemente il Guerriero sulla schiena. I bianchi stavano buttando qualcosa in acqua.
“che sono gli scarichi?”
“l’acqua sta diventando nera”
“silenzio” intimò il Guerriero. Fece cenno di nascondersi dietro le rocce, Viako esitò, ma eseguì gli ordini. Attesero che gli uomini bianchi tornassero dietro le loro mura, che spegnessero il fuoco e che le luci. Uscirono dal loro nascondiglio e raggiunsero la spiaggia. Era sporca, a tratti nera, macchiata, malata, e sul bagnasciuga c’era la stessa polvere nera dal pessimo sapore che il Guerriero aveva trovato qualche tempo prima. Era convito, era la stessa cosa. Qualche metro più in la, Viako vide la carcassa di un animale, sempre l’animale a quattro zampe, e accanto a quello ancora un altro. Si piegò sulle ginocchia per guardarli meglio e con un robusto ramo di legno lo mosse, niente, sembrava morto, doveva essere morto da un po’ e la corrente l’aveva forse riportato a riva.
“sono animali morti”
“Viako c’è anche una strana polvere, sembra simile a quel pezzo grigio che hanno tolto dal petto di Orso Solitario”
“carcasse di animali, quella strana polvere. I bianchi buttano i loro rifiuti nelle nostre acque!”
“come ce ne liberiamo?” il Guerriero per la prima volta si lasciò cadere per terra, lontano dal bagnasciuga, si sistemò sulla sabbia ancora bianca, non infettata.
“Lilium e Pos sono salvi” disse Gil sollevato raggiungendo il Guerriero che si era posato sulla rupe, accanto alla cascata, almeno quella era rimasta limpida e faceva tanto rumore, tanto, ma era un rumore piacevole. Annuì semplicemente senza lasciar trasparire il suo sollievo. Gil gli strinse la spalla e andò via tornando al villaggio. Il Guerriero chiuse gli occhi, intrecciò le gambe e mise le mani sulle ginocchia. Implorò ancora una volta il vento di dirgli qualcosa, ma niente. Fino a che uno strano rumore e qualcuno che correva, dei passi leggeri e affanno.
Era Astrid che senza chiedere il permesso si mise tra le sue braccia. E cominciò a fare strani versi. Due, tre, quattro volte, poi si alzò, quasi si fece male, e scappò via. Il Guerriero alzò le spalle e chiuse ancora gli occhi. Inutile chiedersi il perché di certi gesti da parte degli animali. Anche se qualche minuto dopo il vento si alzò, da quanto tempo il vento non si alzava? Da quando Orso Solitario era morto, e il Guerriero si alzò in piedi e cominciò ad urlare “auuuuuuuuuuuuuuuuuuuà ” il grido di battaglia.
“battaglia, battaglia Guerriero, solo così andranno via, solo così le acque saranno pulite, solo così la nostra terra sarà ripulita, i bianchi devono andare via”

Roberta.

 
 
 

Appello per Arciere

Post n°4 pubblicato il 29 Marzo 2008 da indiocherokee
 


Il palazzo punisce il combattente - Parte seconda

Al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Tempo fa, si parlava dell'impossibile cattura del boss di Cosa Nostra. Latitante per decenni, fu affidata alla squadra di Ultimo la sua cattura. Dopo tre mesi di estenuante lavoro e di sacrifici, l'impresa riusci'. In tanti sono stati a sollevare dubbi su Ultimo, ma nessuno ha sollevato dubbi su chi per decine di anni, non ha neanche tentato la ricerca del pericoloso latitante. Questo, si sa, e' lo Stato che premia "chi non fa", e punisce "chi fa" il proprio dovere. A distanza di 15 anni il fatto si ripete. Avviene un furto dall'entita' colossale. Nessuno trova la refurtiva. Ci riesce un semplice maresciallo, che trova anche qualcosa in piu' di quello che era stato trafugato. Medaglia al valore? Negativo! Una meritata punizione. Arrestato perche' AVREBBE POTUTO con questa operazione avere un riconoscimento in termini di carriera. Nessuno ha voluto ascoltare le dichiarazioni del maresciallo, che non aspettava altro che essere ascoltato da un pm. Si e' preferito passare direttamente al rinvio a giudizio. Così come è avvenuto per UItimo, adesso e' il suo turno. In tanti ci chiediamo come mai in privato non e' stato possibile spiegare come sono andate le cose (anche perche' nulla e' stato fatto senza il consenso della Procura). Ci chiediamo se sia di utilità a Cosa Nostra, piu' che a un tribunale italiano, sapere il modus operandi di questi uomini, che uno per uno sono stati puniti, umiliati, processati. Se dubbi vi sono stati, sarebbe bastato ricevere il maresciallo Ravera (nome ormai pubblico) e ascoltare le sue spiegazioni, piu' che rendere note le tecniche investigative. Pensiamo che questa operazione voglia essere un deterrente verso le persone che combattono contro la criminalità organizzata. La chiarezza e la trasparenza ci sarebbero state comunque, senza portare in tribunale e di dominio "pubblico a TUTTI" le tecniche investigative usate, oltre che le generalita' di chi ha combattuto Cosa Nostra in modo serio e non per apparire in talk show, ma per dovere morale. Chiediamo che al più presto venga fatta luce sull'accaduto, con la certezza assoluta della totale estraneita' dei fatti di cui è accusato "Arciere", ma chiediamo anche che si cominci a indagare su chi sta facendo un favore a Cosa Nostra con queste operazioni punitive, atte solo a mettere un mirino intorno alle persone che hanno contribuito alla cattura di Riina.

Distinti saluti
Gruppo Capitano Ultimo
aderiscono all'appello:
censurati.it - criptostampa
casablanca - Rivista antimafia catanese
desaparecidos.it - informazione da La Maddalena
19luglio1992.com - il sito di Salvatore Borsellino
aderisci anche tu?




Divulgate la lettera

aperta al capo dello Stato, se potete, e firmate la petizione.

Grazie a tutti

bookmark : www.censurati.it

 
 
 

Segnali di fumo.

Post n°3 pubblicato il 17 Marzo 2008 da indiocherokee
 
Foto di indiocherokee

 
So bene che questa situazione mi ha trasformato in una specie di belva (anche se non vado a caccia del nemico per attaccarlo, ma me ne guardo) e non sai quanto ho pianto e piango ancora quella persona che ero una volta!! Ero davvero socievole e molto più "delicato" nei rapporti, conoscenti e sconosciuti... Sono cosciente da tempo di questo cambiamento e sono troppo esigente... il problema è che lo sono troppo con me stesso e più esigo da me risposte serie di fronte alla vita che me le chiede e più, purtroppo, mi diventa impossibile la massima serenità nei rapporti! Io sono difficile da capire, il cervello me ne dice mille al secondo e faccio tanto ogni giorno, sentendo che posso dare di più_ E così mi vado convincendo che ognuno può chiedere di più a sè... però vedi che così facendo cerco di portare ai miei ritmi gli altri... io, comunque, non ci vedo niente di spaventoso in quello che scrivo! Non farei male ad una mosca, nonostante ruggisco come un leone! Forse il problema più grave è che difendo tutti i Diritti Umani (che ci si negano spudoratamente) e dunque credo di stare a difendere gli stessi tuoi che leggi o di chiunque altro, perchè non gli capitasse mai di combattere alle stesse condizioni... e so che tanti non ce la farebbero trovandosi al posto mio!! Non è modestia: me lo dicono tutti, ma proprio tutti! Io mi sento un cencio in società, mi salva che ho il senso del dovere ed un sorriso nel cuore! Solo che mi devo vergognare (!!) per quanto vado dicendo: perché "puzza" e me la devo sbrigare da me (!!!)... sono emarginato o abbandonato, ma con me c'è il resto della mia famiglia che corona la mia sfera personale di colori così vivaci che il grigio non soccomberà mai_ Io sono solito scrivere a ruota libera, perchè se pensassi che qualcuno mi potrebbe capire o meno, non sarei capace di una sola parola! Credo che nessuno su tutto quanto ho scritto in giro per il web, mi possa dire che ho scritto frasi senza senso! So che il mio atteggiamento aggressivo potrebbe allarmare, ma non creo pericoli! voglio solo ragionare, poi che è una storia allarmante... che ci posso fare?!!_ ...che stimolo tutti ad interessarsi del "caso acqua" (perchè “quello” non c'è, c'è una mezza specie di belva...) è dichiaratamente manifesto!! Non mi posso permettere gran che della mia sfera personale, dei rapporti privati... chi è con me, mi conosce e mi capisce, sa che c'è prima da risolvere questa censura che ci condanna e poi sì, sarà tutto più giusto... poi è normale che si possa tornare a parlare di tutto, tranne che di questo angosciante grigiore! Allora siamo all'impossibile! perchè in protesta ci sono stato sempre solo ad espormi ai pericoli_ e adesso tornano i conti... quel che spaventa di me è il semplice invito a manifestare tutti insieme?? ! ! ! mi pare che il protestare civile non dovrebbe essere pericoloso...intanto comunque non sarei io il pericoloso, perchè pericolose sono invece tutte quelle minuscole o anche giganti ritorsioni_ di spaventoso c'è che siamo nelle mani di una "giustizia" capace di toglierti di mezzo con un non nulla tramato apposta!! A questo punto, anch'io ho il cuore in gola, temo perchè sono nell'arena e devo fronteggiare le vere belve, quelli perversi e malefici! Inoltre con me ci sta mia moglie! Caspita, il destino di un’ altra persona dipende da me!! Se mi do per perso di fronte ai nemici o semmai dovessero ab/battermi...è ovvio che avremo un futuro rovinato ILLEGALMENTE_ Quello che ci hanno fatto...è una grossa ingiustizia che ha varcato quasi tutte le soglie del disumano, chi se ne sta a guardare è libero di farlo e di vedere i nostri sguardi sprezzanti i sorrisi facili e la malvagità di chi brama di vederci sfiniti e proclamare vittoria alle fiere mangiatrici di uomini! Quello che ci hanno fatto ... lascia una ferita inguaribile nell'animo umano/spirituale di noi due, chi più chi meno...invece, quello che m'hanno fatto le Autorità sul piano LEGALE, così com'è ILLEGALE... ci confina ad una vita d'inferno: “ Quando vedi a me devi baciare per terra” “ti spezzo una gamba” " ti ricorderai di me più male che bene" e via giù coi colpi “nera quella gamba deve diventare” e ancora colpi “devi sentirlo il dolore” e minacce ..“a Caprera andiamo e te la faccio io la festa” sono le ultime parole, ultimo “forzato”colloquio- pestaggio (registrato) avuto l'anno scorso con due carabinieri ! Si proclamano da soli già da tempo tutta la loro "fierezza"_ Dunque, non è che mi posso dare alla pazza gioia, nè io nè chi mi sta intorno... le amicizie s'immergono sempre in questi argomenti.. ci resta il tenue abbraccio comprensivo impregnato d'impotenza!! Allora per l'amaro che resta...tutti mi vogliono aiutare, ma si sentono scoraggiati !! Io m'incoraggio e mi pare purtroppo automatico incoraggiare tutti, perchè se a tutti sembra normale e giusto, se è logico e naturale tentare per far uscire fuori sta cosa... Di questo passo non avremo mai un rapporto sereno e fiducioso! ...io me ne starò sempre più lontano dalla SOCIETA'_ e questo non lo voglio io: sono sbattuto fuori dalla società! Ciò che disturba è anche il semplice mio chiedere solidarietà, perchè, che lo si voglia o no, è la società che lascia in mano ai potenti di farmi questo "lavoro": mi si restituisca la libertà!! il pieno possesso delle mie facoltà giuridiche!! allora sì che avrò scambi sociali NORMALI_ Già ora posso dire che ci hanno proprio distrutto, non s'intravede un futuro migliore, ma non dispero!! Non posso chiedere niente a nessuno, di me non posso neanche parlare con nessuno! Nei rapporti sarei obbligato a non investire nulla di personale e rimanere sul vago...non fa per me! Mi si scambia continuamente per quello che vuole prevaricare sulle libertà altrui, eppure mi si negano tutte le mie_ Io le mie le metto in ultimo...io mi sgobbo la mia vita, faccio la mia parte e non OBBLIGO nessuno a stare ai miei ritmi, il mio è un semplice invito ad essere partecipi _ Chi mi tratta con sufficienza, avrà solo visto le mie tasche vuote, perchè brama bottino nei rapporti, non certo il cuore! ...Chi mi si fa ostile, invece, avrà filo da torcere, per bendarmi ed imbavagliarmi...ma ormai dovrebbe sapere che è troppo tardi! Giacché ho visto quello che non mi vogliono far vedere ed ho detto tutto ciò che non vogliono si sappia in giro_ E LO POSSO PROVARE, QUESTO LO SANNO GIA'_ Io sono un piccolo granellino di sabbia in questo mare, nella popolazione mondiale sono un puntino minuscolo che manco si vede e voglio solo pensare a campare la mia vita, così com'è: piccola e minuscola, ma non insignificante_ NON C'E' NESSUNO CHE IO CONSIDERI INSIGNIFICANTE_ Io faccio la mia parte e ce la metto tutta a relazionarmi agli altri! Spero siano di nuovo aperti orizzonti...io adoro le persone, sono come fiori per me!! E' la dolcezza infinita della vita... lo stare insieme, la gioia che rende fiero il mio cuore! Questa storia non andrà avanti ancora per molto, presto dovranno cambiare pagina: anche solo, torno a protestare_ Allora, poi, celebreremo in festa la giustizia che torna a regnare! Non posso dire di avere una vita da sogno, ma mi basta sapere che scelgo di stare dalla parte giusta... spero di non cambiare mai versante finché campo!

Grazie di cuore siù

 

 
 
 
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