Arrancame la vida!

Lo sapevate che....


 
Certo che lo sapevate, ma io voglio ricordarlo lo stesso. Giusto di questi tempi, con la denuncia dei redditi alle porte. Lo sapevate che la revisione del Concordato ha sostituito la “congrua” di sostentamento al clero col finanziamento “volontario” dell’8 per mille sul gettito totale dell’Irpef? Certo che sapevate. Sapevate anche che l’ammontare della cifra intascata dal Vaticano è di circa un miliardo di euro ( 2000 miliardi di vecchie lire ), una somma che non è nient’affatto destinata alle opere di carità, come la pubblicità clericale cerca di farci credere? Come ammettono le cifre ufficiali della CEI relative al triennio 2002-2004, in  media i fondi  che vengono destinati a interventi caritativi sono solo il 20%, mentre al sostentamento del clero va il 34% e alle “ esigenze di culto”il 46%. Tra l’altro il meccanismo del finanziamento è truffaldino. Per un’ignoranza ovviamente voluta, solo un terzo degli italiani sceglie infatti a chi devolvere l’8 per mille del proprio reddito. Ma l’articolo 37 della Legge di attuazione recita: “In caso di scelte non specificate da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse dalla maggioranza ”. E poiché quest’esigua maggioranza opta  a favore della Chiesa  Cattolica ( la pubblicità è l’anima del commercio, direbbe re Silvio e l’imperatore Benedetto annuirebbe ammirato ), questa ottiene   circa l’85% dell’intero gettito. Al miliardo dell’8 per mille  dei contribuenti va aggiunto ogni anno una cifra nello stesso ordine di grandezza sborsata da sola dallo Stato ( il nostro ) senza contare regioni, province e comuni nei modi più disparati: nel 2004 sono stati elargiti 478 milioni di euro per gli stipendi degli insegnanti di Religione Cattolica, 258 per i finanziamenti alle scuole cattoliche, 44 milioni per  le università cattoliche italiane, 25 milioni per la fornitura dei servizi idrici al Vaticano,  compresa quella per innaffiare i giardini, senza che nessuno dei prelati, porporati e affini si preoccupi minimamente se milioni di bambini nel mondo muoiono di sete, 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche, 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti del Vaticano e delle loro famiglie, 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari, 7 milioni per il fondo di previdenza del clero, 5 milioni per l’Ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, 2 milioni e mezzo per i finanziamenti degli oratori, 2 milioni per la ristrutturazione degli edifici di culto e così via. Aggiungendo a tutto ciò una buona fetta del miliardo e mezzo di finanziamenti pubblici alla sanità, molta della quale gestita da istituzioni cattoliche, si arriva ad una cifra complessiva annua di circa tre miliardi di euro. Ma non è finita qui  perché a tutto questo vanno naturalmente aggiunte le mancate entrate per lo stato dovute a esenzioni fiscali di ogni genere alla Chiesa, valutate attorno a sei miliardi di euro, ovvero 12.000 miliardi di vecchie lire. Gli enti ecclesiastici sono infatti circa 59.000 e posseggono circa 90.000 immobili, adibiti agli scopi più disparati: parrocchie, oratori, seminari, conventi, case generalizie, ospedali, ospizi , ma anche alberghi, pensioni,  ostelli e così via, e Il loro valore ammonta a circa 30 miliardi di euro, tutti esenti dalle imposte sui fabbricati, sui terreni, sui redditi delle persone giuridiche, sulle compravendite e sull’IVA. Per capire l’entità di questa cifra enorme basti pensare che si tratta del 45% della manovra economica della Finanziaria del 2006. Ovvero, senza la Chiesa di Roma , o almeno senza i suoi privilegi, lo Stato potrebbe praticamente dimezzare le tasse a tutti i suoi cittadini. Come se non bastasse, e come tutti sappiamo, alle esenzioni statali, si aggiungono anche quelle comunali come l’ICI in quanto gli enti ecclesiastici si autocertificano come “non commerciali”. In tal modo i comuni perdono circa 2 miliardi e 250 milioni di euro. La Santa Sede possiede infatti un numero enorme di immobili al di fuori della città di Roma. La Chiesa nel 2003 possedeva nella sola Italia 5204 semiari, 8779 scuole, suddivise in 6228 materne, 1280 elementari, 1136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie. Oltre ai 1669 “Centri di difesa della vita e della famiglia” e ai 534 consultori famigliari ( qui vanno i soldi che dovrebbero andare alle Asl, infatti). E’ triste e fa decisamente incazzare il fatto che, a possedere un tale tesoro il cui valore ammonta ad alcune centinaia di miliardi di euro e, a non pagare nemmeno le tasse, siano proprio coloro che dicono di ispirarsi agli insegnamenti di qualcuno, dio o uomo che fosse, che predicava: “Beati i poveri:” A me non importa se qualcuno crede  a una religione inventata dal potere nella notte dei tempi. M'importa solo quando questa religione, espressa da Madre Santissima Chiesa, ostacola la ricerca, ad esempio e fa del danno a tutti. Ma, tornando a monte, non vi pare che accumulare tanta pecunia non vi faccia assomigliare un po’ troppo a Mammona e  troppo poco al dio che predicate? O no?Naturalmente non mi sono inventato io le cifre. Tutte le fonti sono citate minuziosamente da Piergiorgio Odifreddi nel suo libro “Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici”  edito da Longanesi ( che non è, per intenderci, la casa editrice de Il Manifesto, giusto per la cronaca), da cui ho tratto questo passo. Occhio all’8 per mille dunque.http://www.youtube.com/watch?v=eiSqkVTmKkU&mode=related&searchAggiuntina utile e necessaria:Guardatevi, per cortesia, questa bella pagina della CEI sull'8 per mille e stupite. Interessante è il discorso che si fa sulle spese per la pubblicità televisiva  e del relativo impatto mediatico. Quando si dice non avere limiti all'indecenza!http://8xmille.it/non_vedenti/bacheca.htm