ieri, in una giornata sonnolenta e freddissima ( così tipica l’inerzia del Capodanno di ogni anno, come se questo fosse un giorno sospeso che non sa di nulla, dopo i presunti festeggiamenti del 31, per altro sempre accuratamente evitati, e l’incognita dei giorni a venire ), trascorsa per lo più ad oziare , tutt’ al più a guardare fuori dalla finestra lo specchio delle strade gelate, mi è venuto in mente come sia assurdo e in un certo senso ridicolo tutto questo calcolare date, giorni , mesi ed anni. Voglio dire: che cosa sarà mai la fine di un anno e l’inizio di un altro per l’universo, piano, infinito nel tempo e nello spazio? Le nostra stessa concezione degli anni non è un po’ patetica, in effetti? Nelle nostre piccole, piccolissime vite gli anni sono importanti, ma che cosa volete che importi al Tempo della nostra privata dimensione? Siamo noi a dare al tempo e alle situazioni dei connotati che non posseggono. Tendiamo a farci travolgere dalle emozioni. Mi viene da sorridere se penso a tutti i significati che diamo alle cose, alle situazioni, alle cosiddette congiunture. Un anno nuovo. Come se un anno nuovo fosse qualcosa di diverso da quello precedente. Come se non fosse invece che il proseguo delle nostre azioni , delle azioni di tutti. E del nostro pensiero. Come se gli accadimenti potessero come per miracolo modificarsi, solo perché il nostro calendario segna il 1 gennaio. In Palestina si continua a morire esattamente come si faceva nell’anno vecchio. E che dire delle previsioni e degli oroscopi? Come se le stelle ed i pianeti avessero davvero qualche influenza sulle nostre vite. Patetico. Chissà quando rinunceremo definitivamente e per sempre alla superstizione e alla paura? Ci vuole ben altro. Ci vuole coraggio. E determinazione, e umiltà e forza per essere artefici reali del proprio destino. E devozione. Per tentare di raggiungere un proprio equilibrio. Per cercare di essere felici. La sera del 31, dopo aver cenato con la mia famiglia, mi sono addormentato nel nostro letto. La schiena di Davide incollata al mio petto durante la notte. Non ho mai conosciuto qualcosa che assomigliasse tanto alla felicità.Da ieri lo Stato di Citta' del Vaticano non adotta più' in maniera pressoche' automatica le leggi italiane come e' avvenuto fino a oggi, ma sottoporra' ogni nuova norma ad un '' previo recepimento da parte della competente autorita' vaticana''. E bravo Ratzi, ci hai battuti sul tempo. Come mi piacerebbe che finalmente potesse essere il contrario!
Post N° 735
ieri, in una giornata sonnolenta e freddissima ( così tipica l’inerzia del Capodanno di ogni anno, come se questo fosse un giorno sospeso che non sa di nulla, dopo i presunti festeggiamenti del 31, per altro sempre accuratamente evitati, e l’incognita dei giorni a venire ), trascorsa per lo più ad oziare , tutt’ al più a guardare fuori dalla finestra lo specchio delle strade gelate, mi è venuto in mente come sia assurdo e in un certo senso ridicolo tutto questo calcolare date, giorni , mesi ed anni. Voglio dire: che cosa sarà mai la fine di un anno e l’inizio di un altro per l’universo, piano, infinito nel tempo e nello spazio? Le nostra stessa concezione degli anni non è un po’ patetica, in effetti? Nelle nostre piccole, piccolissime vite gli anni sono importanti, ma che cosa volete che importi al Tempo della nostra privata dimensione? Siamo noi a dare al tempo e alle situazioni dei connotati che non posseggono. Tendiamo a farci travolgere dalle emozioni. Mi viene da sorridere se penso a tutti i significati che diamo alle cose, alle situazioni, alle cosiddette congiunture. Un anno nuovo. Come se un anno nuovo fosse qualcosa di diverso da quello precedente. Come se non fosse invece che il proseguo delle nostre azioni , delle azioni di tutti. E del nostro pensiero. Come se gli accadimenti potessero come per miracolo modificarsi, solo perché il nostro calendario segna il 1 gennaio. In Palestina si continua a morire esattamente come si faceva nell’anno vecchio. E che dire delle previsioni e degli oroscopi? Come se le stelle ed i pianeti avessero davvero qualche influenza sulle nostre vite. Patetico. Chissà quando rinunceremo definitivamente e per sempre alla superstizione e alla paura? Ci vuole ben altro. Ci vuole coraggio. E determinazione, e umiltà e forza per essere artefici reali del proprio destino. E devozione. Per tentare di raggiungere un proprio equilibrio. Per cercare di essere felici. La sera del 31, dopo aver cenato con la mia famiglia, mi sono addormentato nel nostro letto. La schiena di Davide incollata al mio petto durante la notte. Non ho mai conosciuto qualcosa che assomigliasse tanto alla felicità.Da ieri lo Stato di Citta' del Vaticano non adotta più' in maniera pressoche' automatica le leggi italiane come e' avvenuto fino a oggi, ma sottoporra' ogni nuova norma ad un '' previo recepimento da parte della competente autorita' vaticana''. E bravo Ratzi, ci hai battuti sul tempo. Come mi piacerebbe che finalmente potesse essere il contrario!