Molti in questi giorni mi hanno chiesto la mia opinione sui fatti di Gaza. Non mi è facile parlarne. E’ impossibile dare un’idea di quel conflitto se non lo si è mai visto dal vero. Si corre il rischio di fare della filosofia spicciola, di dar fiato ai polmoni a vuoto e di comportarsi come fanno i nostri politici: ignoranti, di parte, orrendamente osceni nei loro battibecchi da bar sport .Come sempre parlano di qualcosa che non conoscono, mossi, solitamente, dagli interessi ideologici del proprio partito. Ho parlato molte volte della guerra. Forse troppe. Quello che mi preme, come sempre, è la sofferenza degli innocenti. E la loro morte. Tutti i morti, da qualunque parte stiano. E’ stato insegnato loro ad odiare. Gli israeliani odiano i palestinesi, questi odiano gli israeliani. E’molto semplice. In realtà, proprio perché ci sono stato molte volte, mi preme dire che la maggior parte degli ebrei e degli arabi di quelle terre non sa nemmeno le origini di quell’odio. Bisognerebbe isolare gli estremismi, tutti quanti. Ecco tutto. Conosco israeliani ed ebrei che sono magnifiche persone, individui che non farebbero del male ad una mosca, molto lontani dal Likud, persone che cercano la pace tutti i giorni e che piangono i morti palestinesi come se fossero i loro. Conosco degli arabi palestinesi devastati dall’angoscia per il timore di essere scambiati per terroristi. Conosco palestinesi ed ebrei che nemmeno sanno il perché di tutto quel sangue, di tutto quel terrore, di tutta quella paura.La gente nomale è la maggior parte, anche da quelle parti. La religione ha un ruolo pesante in questo conflitto. Bisognerebbe insegnare loro che Dio ed Allah non hanno alcuna parte in tutto questo. Oltretutto la religione può fare danni immensi quando è gestita dai potenti, dai disperati e dagli ignoranti. La classe intellettuale palestinese è molto più esigua di quelle israeliana, questo è noto a tutti. La maggior parte dei palestinesi è gente disperata, povera e di scarsa educazione. E’ più facile, dunque, che queste persone cadano nella rete del fondamentalismo che, ai loro occhi, propone l’unica soluzione possibile: l’annientamento del nemico. Da parte sua Israele ha un passato tragico e troppi interessi nel mondo per potersi permettere un gesto di clemenza e di bontà. C'è anche da dire che nessuno di loro, da una parte e dall’altra, ha mai conosciuto la pace. E questo cambia la prospettiva delle cose. Da entrambe le parti s’invoca la pace, ma nessuno laggiù l’ha mai sperimentata e non sa cosa sia. E mentre i telegiornali ci propongono i servizi dal Medio Oriente, sempre i soliti, sempre quelli, sempre con le stesse parole, con quelle immagini di repertorio, obsolete e stantie, dato che nessun giornalista, nessun reporter può entrare a Gaza in questi giorni, senza mai, mai, mai, sviscerare niente di niente, con quella litania orrenda che nessuno ascolta più per stanchezza o per noia, io penso che potrei addormentarmi adesso per qualche anno, accendere la Tv al mio risveglio e sentire le stesse, precise, identiche cose: le parole vuote dei nostri politici, il freddo che fa in inverno in Italia e in Europa, le beghe del governo, la crisi e i saldi d’inizio anno. Tutto, tranne una seria educazione alla pace e all'amore.Forse questa volta ha ragione il Papa. Trovare il dialogo e seppellire le radici dell'odio. Se avessi fede pregherei anch’io.Giuni Russo-Malinconia
Post N° 736
Molti in questi giorni mi hanno chiesto la mia opinione sui fatti di Gaza. Non mi è facile parlarne. E’ impossibile dare un’idea di quel conflitto se non lo si è mai visto dal vero. Si corre il rischio di fare della filosofia spicciola, di dar fiato ai polmoni a vuoto e di comportarsi come fanno i nostri politici: ignoranti, di parte, orrendamente osceni nei loro battibecchi da bar sport .Come sempre parlano di qualcosa che non conoscono, mossi, solitamente, dagli interessi ideologici del proprio partito. Ho parlato molte volte della guerra. Forse troppe. Quello che mi preme, come sempre, è la sofferenza degli innocenti. E la loro morte. Tutti i morti, da qualunque parte stiano. E’ stato insegnato loro ad odiare. Gli israeliani odiano i palestinesi, questi odiano gli israeliani. E’molto semplice. In realtà, proprio perché ci sono stato molte volte, mi preme dire che la maggior parte degli ebrei e degli arabi di quelle terre non sa nemmeno le origini di quell’odio. Bisognerebbe isolare gli estremismi, tutti quanti. Ecco tutto. Conosco israeliani ed ebrei che sono magnifiche persone, individui che non farebbero del male ad una mosca, molto lontani dal Likud, persone che cercano la pace tutti i giorni e che piangono i morti palestinesi come se fossero i loro. Conosco degli arabi palestinesi devastati dall’angoscia per il timore di essere scambiati per terroristi. Conosco palestinesi ed ebrei che nemmeno sanno il perché di tutto quel sangue, di tutto quel terrore, di tutta quella paura.La gente nomale è la maggior parte, anche da quelle parti. La religione ha un ruolo pesante in questo conflitto. Bisognerebbe insegnare loro che Dio ed Allah non hanno alcuna parte in tutto questo. Oltretutto la religione può fare danni immensi quando è gestita dai potenti, dai disperati e dagli ignoranti. La classe intellettuale palestinese è molto più esigua di quelle israeliana, questo è noto a tutti. La maggior parte dei palestinesi è gente disperata, povera e di scarsa educazione. E’ più facile, dunque, che queste persone cadano nella rete del fondamentalismo che, ai loro occhi, propone l’unica soluzione possibile: l’annientamento del nemico. Da parte sua Israele ha un passato tragico e troppi interessi nel mondo per potersi permettere un gesto di clemenza e di bontà. C'è anche da dire che nessuno di loro, da una parte e dall’altra, ha mai conosciuto la pace. E questo cambia la prospettiva delle cose. Da entrambe le parti s’invoca la pace, ma nessuno laggiù l’ha mai sperimentata e non sa cosa sia. E mentre i telegiornali ci propongono i servizi dal Medio Oriente, sempre i soliti, sempre quelli, sempre con le stesse parole, con quelle immagini di repertorio, obsolete e stantie, dato che nessun giornalista, nessun reporter può entrare a Gaza in questi giorni, senza mai, mai, mai, sviscerare niente di niente, con quella litania orrenda che nessuno ascolta più per stanchezza o per noia, io penso che potrei addormentarmi adesso per qualche anno, accendere la Tv al mio risveglio e sentire le stesse, precise, identiche cose: le parole vuote dei nostri politici, il freddo che fa in inverno in Italia e in Europa, le beghe del governo, la crisi e i saldi d’inizio anno. Tutto, tranne una seria educazione alla pace e all'amore.Forse questa volta ha ragione il Papa. Trovare il dialogo e seppellire le radici dell'odio. Se avessi fede pregherei anch’io.Giuni Russo-Malinconia