Arrancame la vida!

considerazioni


E' strano come anche i fatti dolorosi seguano le mode e le direttive dei mass media. L'Africa, ad esempio, non la considera mai nessuno. Non sappiamo praticamente nulla dell'Africa. Ogni tanto qualcuno si ricorda del Darfur, così, giusto ogni tanto, soprattutto se rapiscono qualche italiano. Gli altri Stati, quelli che hanno un sacco di problemi, non interessano a nessuno, tranne a pochi addetti ai lavori. Tipo Gino Strada, per intenderci. Chi sa qualcosa del Ciad o del Niger, del Sudan o dell'Etipia? Nessuno. Pochissismi ci sono stati e nessuno o quasi se ne occupa. Anche la Palestina, sebbene ogni quotidiano e televisione che si rispettino abbiano il loro corrispondente laggiù, non è trattata molto meglio. Le immagini che ci giungono sono quasi sempre le stesse, quelle di repertorio. Non andiamo  mai nel profondo delle cose, amiamo la superficie noi. L'Asia va un poco più di moda invece, ma nenache qui la nostra conoscenza si spinge oltre il balcone di casa. Va di gran moda il Tibet, per via della cattivissima Cina. L'ho già detto: sul Dalai Lama ho tutte le mie buone riserve. Abbiamo quest'iconografia stampata in testa che ci affascina e che stupisce per superificialità e scemenza. Il piccolo monachello strega le menti e le anime. L'indiano di Calcutta, con i suoi occhioni fondi ed il suo sorriso mesto pure. L'uomo nero dell'Africa affascina un po' meno. Sarà per via di tutta quella polvere, quella miseria senza fondo e inestirpabile, quelle distese di sabbia del tutto prive di nulla, chi lo sa? Non sappiamo nulla del Tibet, nulla di nulla tranne quello che ci hanno fatto vedere, eppure lo vogliamo libero. Che il Ciad sia libero dal terrorismo, dal terrore  e da una dittatura sanguinaria non frega nulla a nessuno invece ( e il Dalai Lama lo sa benissimo ). Hanno voluto liberare l'Iraq dalla dittatura, se poi in Kashmir la gente si spara addosso da vent'anni, beh, questo è un altro discorso. Non ci piacciono i rumeni ma pochissimi di noi sono mai stati in Romania. Della Romania non sappiano un accidente di niente. Citatemi un poeta rumeno? O un regista o un pittore rumeno? Non ve ne viene proprio in mente nessuno, vero? Eppure sono convinto che ce ne siano. Del resto noi siamo quelli che lasciano che a parlare della crisi siano coloro che dalla crisi non sono minimamente toccati, i politici e i banchieri. Curioso no? E basta che passino un paio di mesi e noi resettiamo i cervelli in una maniera che stupisce, fino a che Porta a Porta non ci riconduce come dementi all'argomento del giorno, cioè a quello di moda, cioè a quello che  fa audience. Che fine hanno fatto, ad esempio, i dissedenti birmani? E i Dico? E il testamento biologico e la sua legge? E i talebani in Afghanistan? E le puttane sulle strade? Dove sono finite? Hanno tutte trovato lavoro, anche le minorenni? E i preti pedofili? Continuano a fare i preti e i pedofili? E che fine ha fatto la campagna per la prevenzione dell'AIDS? Forse non ci si ammala più? Chissà, misteri della nostra informazione e del nostro pressapochismo.Marias Callas . Madama Butterfly