Ho già parlato del mio incontro con la lirica. Davide suona spesso il pianoforte per accompagnare i soprano nelle loro arie e questo fa di lui un virtuoso della pazienza. Si sa che dive dell'opera sono spesso capircciose. C'è stata una famosa cantante che ha frequentato la nostra casa di Torino, una persona che poi è diventata un'amica vera. E' una signora minuta, dai tratti del viso un poco particolari, non esattamente bella, ma senza dubbio affascinante. E molto lontana dai clichè della diva. Per questo mi piace. La sua voce è come uno strumento musicale. Mi piaceva sentirla quando faceva i vocalizzi , mentre Davide suonava il piano. Era come se si trasformasse. Diventava potentissima, come un gigante. La sua voce trapassava le cose, s'infilava attraverso le pareti, rimepiva ogni fessura della nostra casa. A volte, fra una prova e l'altra li sentivo ridere come matti, lei e Davide. Ne ero un po' geloso, mi sentivo come escluso da qualcosa e osavo pochissime volte avventurarmi nel loro territorio, nel loro mondo. Quando andavamo a sentirla a teatro mi pareva di assistere ad una metamorfosi. la donna che si aggirava nelle nostre stanze si trasformava in una vera diva e tirava fuori melodie che tu non sapevi neanche come facesse ad emettere quegli acuti, quei pianissimo e quei si bemolle che tu rimanevi senza fiato. La gente appluadiva strabiliata, lei s'inchinava nei sontuosi abiti di scena, sorrideva, commossa. Poi, nel camerino tornava ad essere l'amica di sempre. La sera, quando cantava a Torino o quando noi la seguivamo un po' giro per l'Italia, si tornava o casa o in albergo con me che cantavo nella parte di Norma. Tutti ridevano a crepapelle tanto erano l'orrore e le stonature. A volte ho nostalgia di quel passato. Ci vediamo ancora adesso con la nostra amica e abbastanza spesso. Resto sempre incantato quando la sento cantare da qualche parte in teatro o in televisione. Mi domando sempre a cosa starà pensando davanti a tutte quelle telecamere, davanti a tutta quella gente. So che dentro se stessa è rimasta quella di sempre, senza mai prendersi troppo sul serio. Mi piace questo modo di prendere la vita, con determinazione e con impegno, senza però credersi mai i numeri uno in assoluto. Mi sembra la cosa più giusta e coerente da fare. L'unico modo corretto di affrontare la vita. Mariella Devia. Turandot
la voce amica
Ho già parlato del mio incontro con la lirica. Davide suona spesso il pianoforte per accompagnare i soprano nelle loro arie e questo fa di lui un virtuoso della pazienza. Si sa che dive dell'opera sono spesso capircciose. C'è stata una famosa cantante che ha frequentato la nostra casa di Torino, una persona che poi è diventata un'amica vera. E' una signora minuta, dai tratti del viso un poco particolari, non esattamente bella, ma senza dubbio affascinante. E molto lontana dai clichè della diva. Per questo mi piace. La sua voce è come uno strumento musicale. Mi piaceva sentirla quando faceva i vocalizzi , mentre Davide suonava il piano. Era come se si trasformasse. Diventava potentissima, come un gigante. La sua voce trapassava le cose, s'infilava attraverso le pareti, rimepiva ogni fessura della nostra casa. A volte, fra una prova e l'altra li sentivo ridere come matti, lei e Davide. Ne ero un po' geloso, mi sentivo come escluso da qualcosa e osavo pochissime volte avventurarmi nel loro territorio, nel loro mondo. Quando andavamo a sentirla a teatro mi pareva di assistere ad una metamorfosi. la donna che si aggirava nelle nostre stanze si trasformava in una vera diva e tirava fuori melodie che tu non sapevi neanche come facesse ad emettere quegli acuti, quei pianissimo e quei si bemolle che tu rimanevi senza fiato. La gente appluadiva strabiliata, lei s'inchinava nei sontuosi abiti di scena, sorrideva, commossa. Poi, nel camerino tornava ad essere l'amica di sempre. La sera, quando cantava a Torino o quando noi la seguivamo un po' giro per l'Italia, si tornava o casa o in albergo con me che cantavo nella parte di Norma. Tutti ridevano a crepapelle tanto erano l'orrore e le stonature. A volte ho nostalgia di quel passato. Ci vediamo ancora adesso con la nostra amica e abbastanza spesso. Resto sempre incantato quando la sento cantare da qualche parte in teatro o in televisione. Mi domando sempre a cosa starà pensando davanti a tutte quelle telecamere, davanti a tutta quella gente. So che dentro se stessa è rimasta quella di sempre, senza mai prendersi troppo sul serio. Mi piace questo modo di prendere la vita, con determinazione e con impegno, senza però credersi mai i numeri uno in assoluto. Mi sembra la cosa più giusta e coerente da fare. L'unico modo corretto di affrontare la vita. Mariella Devia. Turandot