Ultimi giorni qua dentro, poi si torna a casa. Avrebbe già dovuto essere domani, ma vorrei ancora fare l'ultima risonanza magnetica di controllo. Giorno più giorno meno non cambia nulla ormai. Ho letto una tonnellata di libri e di giornali, passeggiato per i corridoi macinando un centinaio di chilometri, ho parlato con tutti, giovani vecchi e piccini. Ieri sera è entrata Amparo a portarmi la cena e mi ha chiesto se non desiderassi vedere i canali italiani alla tv. Non sapevo nemmeno che si potesse. La tv l'ho tenuta accesa pochissime volte per vedere i notiziari della Tv spagnola e qualche bel film, niente di più. Non ho avuto nostaglia della nostra informazione nè dei programma di casa nostra, a dire il vero. Però una puntatina ce la faccio, giusto per sentire la lingua, cinque minuti svelto svelto. E m'imbatto quindi nella finale di X Factor. Ora, io non ho nulla contro la musica leggera, che mica ascoltiamo solo e sempre Schubert o Maria Callas a casa nostra, però l'orrore è stato più forte di alcune piacevoli voci della trasmissione. Che questi eventi mediatici siano ormai da anni lo specchio del Paese la dice molto lunga. Quello che mi ha fatto tremare le vene dei polsi è stata la modalità del tutto. L'enfasi che pervadeva ogni cosa era per lo meno terrificante. Incominciando dai giudici. Quel tale Morgan che dissertava sulle cose del mondo come se fosse stato lui stesso la reincanrazione di Kant o di Shopenhauer, con quel fare distante ed annoiato ( nonostante lo pagassero, immagino ), così sussiegoso e idiota da essere irritante come l'orticaria sul sedere. E che dire della bella di Fossano? Inossidabile e padrona di se stessa e del mondo come sempre, che si concede però, talvolta, la bontà magnanima di essere perfino umana. Qual dea benigna dispensatrice di idromele e guidizi pacati, ma in grado ( lei e i due colleghi) di tagliare la carriera e magari anche la vita a dei ragazzi! Giudici che eliminano, tolgono, parlano, dissertano, litigano, si commuovono, approvano e disapprovano con la tracortanza dei padroni dell'universo tutto, ed è perciò normale che l'avvenente intrattenitrice, del tutto incapace di cantare in maniera poco poco intonata o quel genio dell'interprete nientemeno che dei Bluvertigo siano coloro che sono stati preposti ad assurgere all'alto cielo o a far sporfondare nel più temibile dei gironi dell'inferno ( quello di coloro che resteranno anomini per sempre, per essere stati giudicati inadatti dalla fossanese che sa delle cose del mondo, dal pirata brianzolo e dalla discografica che ragiona in termini di resa) questi ragazzotti bravini, un poco avidi e tanto ambiziosi, secondo lo stesso uso ormai in voga ( qui e in Parlamento) che prevede che il Ministero della Sanità, ad esempio, non debba essere retto necessariamente da un medico, ma piuttosto da un economista ( mediocre), o che il Ministero dell'Istruzione non preveda che il suo Ministro abbia fatto per lo meno per qualche anno la maestra o la professoressa in una qualsiasi scuola pubblica, giusto per vedere in prima persona come girava, o che sia del tutto indifferente che la Ministra delle Pari Opportunità come praticantato abbia fatto la valletta e l'attricetta a tette e culo scoperto anzichè magari formarsi alla scuola del sindacato, del volontariato, delle Onlus con missione Africa per capire davvero quali dovrebbero essere le opportunità vere da concedere a uonini e donne. Perchè nulla di tutto ciò importa a nessuno. E questa trasmissione canora, questa fucina di talenti, questa ricerca così invereconda dell'x factor ( andate a vedere nelle fabbriche, fra i pensionati o negli ospedali chi ce l'ha davvero il fattore x, quello che gli consente di arrivare alla fine del mese senza buttarsi dal balcone di casa, di lottare contro il cancro, la scelori o l'alzheimer, ) questo trionfo urlato della mediocrità ( non quella dei cantanti, ma quella del sistema), questa sommatoria di entusiasmo enfatico recitato da un copione assurdo ma così invischiante e malefico, lo stesso che impone il pensiero distorto che solo il talento abbia, alla fine, la meglio su tutto, lo stesso che mette in fila migliaia di ragazzi nella speranza di sfondare ( e quindi di avere soldi, fama e successo, le uniche cose che davvero contano al mondo ) qui, ad Amici o altrove, risulta così dannatamente fuori luogo, vuoto e perfino grottesco. Perchè, se non si sapesse che si sta parlando di musica leggera, a sentire tutti quei "bravissimo", quei "fantastico", quei " è l'inizio di una nuova era", quei " meraviglioso, innovativo, una svolta, un miracolo", si potrebbe pensare che si stia parlando di una scoperta clamorosa, tipo una cura defintiva ed infallibile per il cancro, ad un vaccino contro l'aids, al superamento della velocità della luce, alla sconfitta definitiva della fame nel mondo. E invece si parla di canzonette. Tristissimo. Passo quindi ai canali spagnoli. Oltretutto qui il Papa lo passano pochissimo.
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Ultimi giorni qua dentro, poi si torna a casa. Avrebbe già dovuto essere domani, ma vorrei ancora fare l'ultima risonanza magnetica di controllo. Giorno più giorno meno non cambia nulla ormai. Ho letto una tonnellata di libri e di giornali, passeggiato per i corridoi macinando un centinaio di chilometri, ho parlato con tutti, giovani vecchi e piccini. Ieri sera è entrata Amparo a portarmi la cena e mi ha chiesto se non desiderassi vedere i canali italiani alla tv. Non sapevo nemmeno che si potesse. La tv l'ho tenuta accesa pochissime volte per vedere i notiziari della Tv spagnola e qualche bel film, niente di più. Non ho avuto nostaglia della nostra informazione nè dei programma di casa nostra, a dire il vero. Però una puntatina ce la faccio, giusto per sentire la lingua, cinque minuti svelto svelto. E m'imbatto quindi nella finale di X Factor. Ora, io non ho nulla contro la musica leggera, che mica ascoltiamo solo e sempre Schubert o Maria Callas a casa nostra, però l'orrore è stato più forte di alcune piacevoli voci della trasmissione. Che questi eventi mediatici siano ormai da anni lo specchio del Paese la dice molto lunga. Quello che mi ha fatto tremare le vene dei polsi è stata la modalità del tutto. L'enfasi che pervadeva ogni cosa era per lo meno terrificante. Incominciando dai giudici. Quel tale Morgan che dissertava sulle cose del mondo come se fosse stato lui stesso la reincanrazione di Kant o di Shopenhauer, con quel fare distante ed annoiato ( nonostante lo pagassero, immagino ), così sussiegoso e idiota da essere irritante come l'orticaria sul sedere. E che dire della bella di Fossano? Inossidabile e padrona di se stessa e del mondo come sempre, che si concede però, talvolta, la bontà magnanima di essere perfino umana. Qual dea benigna dispensatrice di idromele e guidizi pacati, ma in grado ( lei e i due colleghi) di tagliare la carriera e magari anche la vita a dei ragazzi! Giudici che eliminano, tolgono, parlano, dissertano, litigano, si commuovono, approvano e disapprovano con la tracortanza dei padroni dell'universo tutto, ed è perciò normale che l'avvenente intrattenitrice, del tutto incapace di cantare in maniera poco poco intonata o quel genio dell'interprete nientemeno che dei Bluvertigo siano coloro che sono stati preposti ad assurgere all'alto cielo o a far sporfondare nel più temibile dei gironi dell'inferno ( quello di coloro che resteranno anomini per sempre, per essere stati giudicati inadatti dalla fossanese che sa delle cose del mondo, dal pirata brianzolo e dalla discografica che ragiona in termini di resa) questi ragazzotti bravini, un poco avidi e tanto ambiziosi, secondo lo stesso uso ormai in voga ( qui e in Parlamento) che prevede che il Ministero della Sanità, ad esempio, non debba essere retto necessariamente da un medico, ma piuttosto da un economista ( mediocre), o che il Ministero dell'Istruzione non preveda che il suo Ministro abbia fatto per lo meno per qualche anno la maestra o la professoressa in una qualsiasi scuola pubblica, giusto per vedere in prima persona come girava, o che sia del tutto indifferente che la Ministra delle Pari Opportunità come praticantato abbia fatto la valletta e l'attricetta a tette e culo scoperto anzichè magari formarsi alla scuola del sindacato, del volontariato, delle Onlus con missione Africa per capire davvero quali dovrebbero essere le opportunità vere da concedere a uonini e donne. Perchè nulla di tutto ciò importa a nessuno. E questa trasmissione canora, questa fucina di talenti, questa ricerca così invereconda dell'x factor ( andate a vedere nelle fabbriche, fra i pensionati o negli ospedali chi ce l'ha davvero il fattore x, quello che gli consente di arrivare alla fine del mese senza buttarsi dal balcone di casa, di lottare contro il cancro, la scelori o l'alzheimer, ) questo trionfo urlato della mediocrità ( non quella dei cantanti, ma quella del sistema), questa sommatoria di entusiasmo enfatico recitato da un copione assurdo ma così invischiante e malefico, lo stesso che impone il pensiero distorto che solo il talento abbia, alla fine, la meglio su tutto, lo stesso che mette in fila migliaia di ragazzi nella speranza di sfondare ( e quindi di avere soldi, fama e successo, le uniche cose che davvero contano al mondo ) qui, ad Amici o altrove, risulta così dannatamente fuori luogo, vuoto e perfino grottesco. Perchè, se non si sapesse che si sta parlando di musica leggera, a sentire tutti quei "bravissimo", quei "fantastico", quei " è l'inizio di una nuova era", quei " meraviglioso, innovativo, una svolta, un miracolo", si potrebbe pensare che si stia parlando di una scoperta clamorosa, tipo una cura defintiva ed infallibile per il cancro, ad un vaccino contro l'aids, al superamento della velocità della luce, alla sconfitta definitiva della fame nel mondo. E invece si parla di canzonette. Tristissimo. Passo quindi ai canali spagnoli. Oltretutto qui il Papa lo passano pochissimo.