Arrancame la vida!

ah l'amour


Ecco. Se qualcuno non sapesse certe cose, magari uno straniero che capitasse per caso in questo bel Paese, conoscesse un po’ d’Italiano e s’imbattesse per caso negli articoli dei quotidiani o ascoltasse la Tv, potrebbe credere che Veronica Lario sia per lo meno il capogruppo accreditato dell’opposizione. Finalmente qualcuno che dice in maniera diretta che Berlusconi, oltre ad essere un puttaniere spudorato, fa molto male a reclutare le candidate del suo partito alle elezioni in discoteca o fra le squinzie diciottenni,  tutte  fica, gridolini scemi e ammiccamenti, perché è ovvio che la politica non si dovrebbe fare in questa maniera. Tuttavia noi sappiamo benissimo che Veronica è nientemeno che la consorte di Silvio, mica la donna delle pulizie, la parrucchiera che gli fa la tinta o la sua massaggiatrice personale. Tantomeno è lei l’opposizione. C’è qualcosa che stona in tutte queste esternazioni o per lo meno nella modalità con cui esse vengono trasmesse. Strana questa creatura, ex attrice anche abbastanza impegnata, che una volta all’anno scrive all’Ansa o a Repubblica e spara a zero sul consorte. Con toni gelidi, taglienti ed incisivi, lei distrugge in una lettera o in un comunicato stampa la figura prima del marito e poi del politico. Il quale politico-il signore di tutti i signori dell’universo tutto-, nonché marito,butta  puntualmente in vacca un’ora dopo tutte le dissertazioni  e i pensieri della suddetta moglie. C’è qualcosa di stridente in tutto questo e mi sorge il sospetto che anche questa vicenda ghiotta faccia parte di un teatrino studiato ad hoc per manipolare questo Paese d’imbecilli depistandolo. Perché,  dalla reazione che si evince dai giornali e dal web,  sembra  adesso che la Lario abbia assunto le sembianze di Che Guevara, quella di Karl Marx o quella di una guerrigliera amazzone in gonnella,impegnata nella difesa della verità e dell’uguaglianza. E invece ci si dimentica che Veronica è una delle proprietarie del quotidiano “Il Foglio”, che vive nella villa di Arcore e a volte anche in tutte le altre ville sparse per il mondo, una ciascuna, s’intende, che Veronica non conduce una vita propriamente sobria all’insegna della povertà e della privazione, che Veronica non è propriamente un’operaia della catena di montaggio e che, tutto sommato, se ha sposato Silvio,qualche vantaggio piccolo piccolo l’avrà pure avuto. Soprattutto c’è da chiedersi perché, se così tanto in contrasto ideologico e affettivo col marito, che non solo, nella sua opinione, porta avanti scelte politiche discutibili e non condivisibili, ma addirittura  la cornifica e la trascura, lei insieme ai suoi figli, c’è da chiedersi, dicevo, perché continui a stare con lui. La risposta la diede Marilyn Monroe tanti anni fa: “ E’ meglio piangere su di una Roll Royce che da soli su di un autobus nell’ora di punta”. Ma a questi un’influenza suina non viene mai?