Arrancame la vida!

brother and sister


A volte mi sorprendo a guardare mia sorella. Anna mi è mancata molto in quel mese lunghissimo a Madrid. Mi sono mancate le sue risate, le sue parolacce, il suo viso e il suoi occhi chiari. Anna è una bellissima donna di quarant’anni. E’ la mia sorella piccola. Lo sarà per sempre. La gente si gira ancora a guardarla quando passeggia per la città o quando pedala sulla sua bicicletta. E’ una zingara Anna, è sempre stata così. Lia le somiglia molto, per fortuna. Da piccola Anna era una bambina sveglia, cocciuta, intelligente, una bambina forte che piangeva pochissimo. Siamo sempre stati solidali Anna ed io. Sempre. E lei ha sempre fatto di testa sua, tutta la vita. Quando rimase incinta mi disse subito che non avrebbe abortito, che il bambino lo aveva voluto, ma che non avrebbe mai detto nulla al padre, mai e per nessun  motivo. Voleva un figlio da sola. Non ha mai avuto bisogno di un uomo Anna. Ha cresciuto Lia con noi, con me e con Davide, che le abbiamo fatto da padre, in un certo senso. Anna ha sempre disprezzato gli uomini, la maggior parte degli uomini eterosessuali, voglio dire. Ne ha avuti parecchi, tutti solo per il sesso, nient’altro. Anna gli uomini se li mangia in insalata e davvero non conosco nessuno che possa starle dietro, in nessun senso. Da giovane portava a casa dei ragazzi ogni tanto. La storia durava sì e no qualche giorno, poi lei li mandava regolarmente a qual paese. Ho sempre ammirato questa sua forza granitica, la sua indipendenza, la sua volontà da pasionaria. E’ stata denunciata una volta o due per vilipendio a pubblico ufficiale in passato, ormai tanti anni fa, quando questo era ancora un reato e le ha prese un bel po' di volte da qualche fascitello teppista, ma credo che abbia ricambiato sempre con altrettante botte. .Anna possiede una risata contagiosa, ha un gusto particolare nel vestire e una maniera speciale nell’incedere. Porta un rossetto scarlatto che si toglie solo di notte.I vestiti che su di un'altra donna sarebbero degli stracci sembrano prendere vita se indossati da lei. Non è mai entrata in una chiesa e fino a qualche anno fa sputava se nei dintorni vedeva passare un prete. Quando si laureò a Torino, con la sua pancia di 8 mesi, i presenti si alzarono in piedi e si misero ad applaudire. Anna sembra sempre strappare qualche applauso, nelle circostanze più disparate. Non abbiamo mai conosciuto la gelosia Anna ed io, nemmeno da piccoli. Con i primi soldi che guadagnò si comprò una canoa e prese ad andare lungo il Po, quando si stava ancora a Torino. Torino…sembra passato un secolo. All’uscita della scuola a Torino, quando andava a prendere Lia, certe madri la guardavano come se fosse stata un’ extraterreste. E forse lo era davvero per le loro piccole, misere vite da borghesucce di mezza tacca. Dopo il liceo se ne andò in Bolivia con una sua amica, per imparare a tessere al telaio. Tornò dopo 4 mesi, con grande disperazione di mio padre, per il quale lei sarebbe restata sempre la sua piccola bambina. Quando mi ricoverarono in ospedale per la disintossicazione lei veniva a trovarmi due volte al giorno, appena finì il periodo di isolamento. Mi stringeva la mano e mi ripeteva incessantemente di tenere duro, che ce l’avrei fatta. Certe sere, quando abbiamo delle cose da raccontarci, ci piace dormire insieme, come quando eravamo bambini e poverissimi.  Allora Davide si sposta da Lia e noi passiamo metà della notte a parlare sottovoce. Mi commuove, alle volte, il solo guardarla.