Arrancame la vida!

regime


Mi ricordo quando guardavo la televisione, negli anni sessanta e settanta. Allora c’era la Democrazia Cristiana al potere. Si combatteva il comunismo a colpi di rosari, ma soprattutto a colpi di ignoranza. La maggior parte della gente, voglio dire, era tenuta a bada da un’informazione manipolata che sapeva ancora tanto di  Istituto Luce. Non è cambiato molto da allora, anzi, sono sicuro che sia peggio adesso. Anche se non c’è ormai nessun comunismo da battere, che questo si è già battuto da solo. Peccato. E’ una mentalità diffusa ormai. Il Berlusconismo dilgante. Teniamoci almeno stretti Gad Lerner  e Corrado Augias, che almeno ogni tanto prendiamo una boccata d’aria fresca. Fra due settimane andremo a votare per le Europee e fra  un mese per il referendum. Avete notato? Nessuno in questa campagna elettorale ha ancora parlato d’Europa e del referendum non sa una fava nessuno. Consolante, soprattutto se si pensa ai costi che il Paese dovrà sostenere.  Terribile. Non fanno altro che cagarci il cazzo con le faccende personali della famiglia imperiale e scassarci la minchia con i siparietti politici dove tutto c’è meno che il dibattito e l’informazione.  Tutto per niente. Perché chi se ne frega se l’Onu ci riprende e ci ammonisce per la faccenda degli immigrati, in fondo siamo uno stato sovrano e facciamo come ci pare, che se ci hanno votato adesso facciamo noi.  Peccato che non possiamo sparargli addosso a chi arriva dal mare. Ma non disperiamo del tutto, di questo passo ci potremmo arrivare abbastanza facilmente. Si tranquillizzi quel brav’uomo di La Russa, che è un peccato davvero che non comandi tutto lui. Da brivido. Stasera ci hanno propinato i fatti “incresciosi” di Torino, quel manipolo di esagitati al G8 delle Università ( ma da dove sbucano tutti ‘sti G8, che nascono come funghi nel sottobosco e mai se ne sono visti cosi’ tanti al mondo?) che tanto mi ricordano quegli scriteriati del ‘77 che protestavano per niente e facevano solo baccano e confusione. Sì perché nulla è cambiato da allora e neanche sta volta nessun giornalista si è preso la briga di spiegare al popolino il perché della protesta, il perché della manifestazione, nessuno ci ha spiegato come mai quei ragazzi non sono d’accordo con i baroni dell’olimpo universitario, che cosa vogliano, per cosa si stiano battendo. Due poliziotti feriti, che roba! Chissà dove andremo a finire di questo passo! Torino paralizzata. Brutta faccenda quando si omettono volutamente le ragioni degli altri e si pone l’accento sul disordine che crea la protesta. E per fortuna che ci rimane la povera San Suu Kyi come bandiera, almeno possiamo tutti scatenarci uniti per i diritti del popolo birmano. Per gli immigrati invece si scatenano ormai in pochissimi. Ci muoviamo per la piccola birmana in nome della libertà e della democrazia, ma il fatto che da domani se arriva una barca di disgraziati poveri e affamati nessuno li aiuti ( per legge), non ci fa un baffo. Del resto la Birmania è lontana e San Suu Kyi pare che non abbia nessuna intenzione di emigrare da noi.  Del resto quando il portavoce  dell’imperatore afferma alla nazione che ormai la classe operaia del nord vota per il suddetto imperatore  e nessuno dice un cazzo siamo proprio messi male. Mi fa pena perfino il Papa, che del suo viaggio in Medio Oriente abbiamo saputo che ha pregato per la pace, ha deplorato il muro e ha spronato gli stati al dialogo Non ci hanno detto una parola di più. Bell’affare. Di quali servizi straordinari è capace il regime! Niente, nessuno sembra rendersi conto di niente. Si va avanti tranquilli. E' in questo modo, mi pare, che si è precipitati nel fascismo. E la storia la conosco piuttosto bene io. E per fortuna che ci pensa il cinema al sollevarci l’anima e la psiche. Passi per Sophie Marceu, che dal tempo delle mele è cresciuta almeno un po’, ma la Bellucci! Ecco, una così io non saprei come fotografarla neanche se le facessi l’elettrochoc, almeno per darle una qualche espressione. Andava giusto bene come Malena,esattamente adatta per le seghe di un adolescente brufoloso.