Arrancame la vida!

ritorno


Quello che ricordo meglio sono i volti dei bambini delle scuole dove ci siamo recati con Faruq. I loro sorrisi. E il dolore di quelli che erano ricoverati in ospedale. Il loro dolore . Ma com’era quel dolore, com’era? Non lo so. Non lo saprò mai. Non ne avrò mai la minima idea. Sono un privilegiato, come ho sempre detto.  Questo mese è volato, mi pare. Da un po’ di tempo ho una percezione del tempo distorta. Le cose accadute la settimana prima mi sembrano vecchie di anni. Forse mi starà venendo l’Alzheimer, come a mio padre. Non so come sia questa faccenda del tempo e dei ricordi. Forse è solo colpa di questo lavoro, del turbinio delle emozioni, l’effetto della luce e delle cose che vedo. Ho preso una brutta cistite, che è sempre meglio di una pallottola nella schiena, ovviamente. Le notti sono state lunghe. Così come i giorni. Non sono riuscito a fotografare neppure questa volta i militari. I militari no, i militari mai, non ce la faccio. Lo so che alcuni di loro operano per la ricostruzione della pace, che alcuni di essi sono impegnati negli ospedali e nelle scuole, lo so che non tutti i militari presenti in Afghanistan sono dei mercenari, ma non posso puntare l’obiettivo su di un militare senza sentirmi male. La guerra è gestita dai militari, mi pare. Non so che cosa scatti nella mia testa, ma i militari mi hanno sempre fatto paura. Anche i talebani mi fanno molta paura, ma questo è un altro  discorso. Anche questa volta ho pensato moltissime volte di mollare tutto, di tornare a casa ed aprire un negozio di fotografie di battesimi e prime comunioni. Poi prevale la voglia di costruire, la sete si giustizia, la voglia di Pace. Ora riposo, se posso, se ci riesco, se ce la faccio. Riposo un po’, adesso. Adesso è il momento del riposo. E dei ricordi.Un abbraccio a Gino e un bacio a  te,Teresa. Ovunque tu sia.