Ho sempre pensato che tutti dovessero avere le stesse possibilità nella vita. Da piccolo, a scuola, alle elementari, non capivo perché il mio compagno Roberto, figlio di un ingegnere, portasse a scuola un astuccio Caran D’Ache da 36 colori, dal costo di 5000 lire, mentre Giustino, dal padre operaio e calabrese, dovesse accontentarsi di quattro matite di quattro colori diversi. Mi sembrava ingiusto, peggio, mi sembrava assurdo. Non capivo perché la Signora dove lavorava mia madre non sapesse cucinare,pulire e stirare da sé. A parte il fatto che mia madre faceva le stesse cose a casa nostra, dopo aver lavorato da lei per 10 ore di fila, e la riccona passava la sua giornata a fare un emerito cazzo, se la Signora non era in grado di farlo da sola, e se era così importante per lei avere la casa pulita, gli abiti stirati e i manicaretti pronti sulla tavola, allora perché pagava mia madre una parte infinitesimale rispetto a quanto guadagnava lei? Se mio padre che lavorava tutto il giorno in fonderia a malapena poteva assicurarci il cibo quotidiano, perché il medico dove lo portammo appena fu pronunciata la parola Alzheimer per due visite si prese in nero quasi l’intera pensione di mia madre? Perché c’era gente ricca che veniva rispettata, adorata, venerata e temuta e gente povera che veniva derisa, soggiogata, sfruttata e dileggiata?Continuo a pormi le stesse domande di allora. Nonostante tutto.
le opportunità diverse
Ho sempre pensato che tutti dovessero avere le stesse possibilità nella vita. Da piccolo, a scuola, alle elementari, non capivo perché il mio compagno Roberto, figlio di un ingegnere, portasse a scuola un astuccio Caran D’Ache da 36 colori, dal costo di 5000 lire, mentre Giustino, dal padre operaio e calabrese, dovesse accontentarsi di quattro matite di quattro colori diversi. Mi sembrava ingiusto, peggio, mi sembrava assurdo. Non capivo perché la Signora dove lavorava mia madre non sapesse cucinare,pulire e stirare da sé. A parte il fatto che mia madre faceva le stesse cose a casa nostra, dopo aver lavorato da lei per 10 ore di fila, e la riccona passava la sua giornata a fare un emerito cazzo, se la Signora non era in grado di farlo da sola, e se era così importante per lei avere la casa pulita, gli abiti stirati e i manicaretti pronti sulla tavola, allora perché pagava mia madre una parte infinitesimale rispetto a quanto guadagnava lei? Se mio padre che lavorava tutto il giorno in fonderia a malapena poteva assicurarci il cibo quotidiano, perché il medico dove lo portammo appena fu pronunciata la parola Alzheimer per due visite si prese in nero quasi l’intera pensione di mia madre? Perché c’era gente ricca che veniva rispettata, adorata, venerata e temuta e gente povera che veniva derisa, soggiogata, sfruttata e dileggiata?Continuo a pormi le stesse domande di allora. Nonostante tutto.