Al bar con gli amici

NON GIOCARE CON ME CAP 1 TERZA PARTE


CAP 1 TERZA PARTE Manuela Cernuda era una ragazza dolce, sognatrice. Era anche terribilmente in gamba con i numeri, teneva lei la contabilità del negozio, aveva una mente molto analitica. Insieme cinque anni prima, avevamo rilevato il negozio diventando socie oltre che ottime amiche. Mi era spiaciuto lasciarla sola ma ora eravamo di nuovo insieme e molto a lungo, anzi per sempre. Mai sarei tornata a Madrid. La sua apparenza modesta era tutta una facciata, era tutt’altro che timida, la sua prolissità era ormai leggendaria, il più delle volte non mi dava tempo di rispondere che mi rispondeva con altre domande. Non mi toglieva ma era anche molto divertente. Ci eravamo conosciute cinque anni prima. Stefania, la mia editrice, era amica di sua madre. Insieme le due donne avevano deciso che il negozio sarebbe stata la ‘sede’ spagnola per pubblicizzare i miei libri, incontrare i miei fan. La madre di Manuela era l’editrice che pubblica i miei libri in lingua spagnola. Da lì da quella collaborazione di lavoro alla nascita di una straor-dinaria amicizia il passo era stato assai breve. - che bello rivederti ! -- ho chiuso con Rodrigo. Ora vivrò qua- sentenziai. - Oh tesoro mi dispiace...- come, ti dispiace che vengo qua?- La mia ironia era sempre molto spiccata, a volte io e lei iniziavamo un’intricata schermaglia di parole e battute. - no, sciocca! Volevo dire…- sì, ho capito- - Poi con calma mi racconterai vero?-- Certo. Tu come va?-- Oh...non ho ancora incontrato il mio uomoma non importa. E' un momento di calma ci prendiamo un caffè?-- ottimo-Già, dovete sapere che in Barri Eixample era molto accentuata la cultura del caffè, ve ne erano moltissimi di caffè. Così, Manuela aveva suggerirlo di allestirlo nel nuovo spazio acquisito. Mi sedetti comoda e lei mi preparò un caffè sublime. Miguel, il barman, stava servendo una coppia. Il mio caffè era terribile, aveva proferito più volte, così mi proibiva di prepararlo. - ho un pò di posta da darti...- mi informò. - wow...- e guardai la pila di buste che mi depose sul tavolo. Un paio mi caddero. Una di esse mi lasciò sbalordita. L'aprii. - ambasciata inglese! Ah sì, ricordo, sull'aereo per andare a Londra ho conosciuto la moglie di un diplomatico. Lei è stata molto carina con me e io con lei...le ho firmato il libro che stava leggendo, il suo libro preferito è il primo, ' così inglese' Ha commentato con un sospiro. Così mi ha invitato. Mai stata in un'ambasciata, dovrò comprare un abito adatto-e sorrisi ma ovviamente con un pizzico di amarezza.- Che meraviglia! Magari conosci qualche bel tipo ! - incalzò lei.- Magari. Questo invece? - aprii e trovai dentro duebiglietti per il Camp Neu, per vedere una partita delBarcellona.- oddio, questo è meglio dell'altro invito! -- come può una donna di classe come te...preferire il calcio a una serata di gala, non lo so proprio.- replicò con un simpatico broncio.- vuoi mettere? 22 uomini in calzoncini che corrono e...insomma, trasudono mascolinità. - Già, spesso i cocktail mi annoiavano, molte persone erano presenti più per dire ‘c’ero anch’io’ che per voler conoscere persone interessanti. Quasi sempre, erano gli uomini ad essere interessati a ciò che raccontavo, erano affascinati dalla mia variegata cultura. Così, se non avevo proprio voglia di uscire, mi rilassavo e mi divertivo a guardare una partita di calcio, l’intricate manovre delle loro gambe, i loro fisici, a volte non erano straripanti anzi molto modesti eppur erano molto maschi. Era uno sport che mi intrigava e mi trascinava. - in effetti...che partita è? - - il derby catalano. Sto cercando di capire chi me lo manda...ah, sì ecco. Il produttore della serie di cui scrivo la sceneggiatura. Sai, El tiempo de olvidar. Il seņor Francisco Ortega scrive che ha un'altro impegno famigliare e non può. Siccome sa che sono accanita tifosa, ha pensato a me. Due biglietti. Vieni?-- Non mi piace lo sai...prova a chiedere a Marisa...-- oh, anche lei detesta il calcio. No, lo chiedo a Consuelo. Ma ora torniamo al lavoro...-Ripresi a leggere tutte le missive. Fan e associazioni culturali, o altri inviti. Fra una missiva e l'altra firmavo un romanzo.Il lavoro era una medicina straordinaria. Per tutta la mattina non pensai un secondo a Rodrigo. Fui sollevata che il ricordo di quel momento orribile del tradimento mi lasciasse in pace. Durante la pausa pranzo, chiamai Consuelo che abitava sull'altro lato della strada dove abitavo. Era come me, scatenata quando vedeva giocare gli 'azulgrana'.