TERZO CAPITOLO SECONDA PARTE - ho una candidatura per la sceneggiatura di El tiempo de olvidar.-- ah sì, i miei lo seguono...persino mio padre, vuol dire che è intrigante. In bocca al lupo allora-- grazie ma avere già la candidatura è già un successo per me-- dica, Marisa, la sua amica è sempre così modesta?- e sorrise. Oddio...non bastano le sue labbra stupende, i suoi occhi profondi e sensuali...anche un sorriso devastante tanto è luminoso? Come un raggio di sole in una giornata di pioggia. Il mio cuore inciampò, la mia amica, vedendomi annaspare, intervenne. - anche di più a volte. E' anche molto testarda, molto caotica ...ma anche molto determinata e orgogliosa- - grazie Marisa- e sorrisi ironica.- bel quadretto. Mi piacciono le donne con carattere. Non sopporto quelle che dicono sempresì. Non c'è gusto. Mi annoiano. Quindi, lei è scrittrice e sceneggiatrice. Però...sa, mi pare di aver visto Settembre toscano...bello. Me l'haimprestato il mio amico Adriàn. Ed era tratto da un suo romanzo. Vero?-Mi domandai perché mi aveva descritto la sua donna ideale. - esatto- - interessante...molto- e ammiccò. Io sentii un fuoco salirmi dentro e imporporarmi il volto. Stranamente mi turbava sapere che lui aveva visto quel film che conteneva una scena d’amoredavvero bollente. Perché aveva ammiccato? Pensava fosse autobiografica? Sentivo il volto bruciarmi. - è mai venuta a vederci allo stadio? Certo il Barcellona è più famoso...ma se le interessa le farò avere dei biglietti-- grazie! Sì...sono andata alcune volte a vedere la squadra di Guardiola.- Lui sorrise quindi guardò l'orologio e si alzò.- Ora purtroppo devo andare. Piacere di averla conosciuta, signora-Signora? Voleva farmi sentire più ‘vecchia’ di quel che ero?Capivo che voleva esser educato, ma volevo che mi considerasse un’amica, non una semplice conoscente. Io e sua madre avevamo instaurato un buon rapporto d’amicizia. - Cristina, la prego-Lo vidi così annuire, compiaciuto e lusingato. - Cristina. Non ha solo un' aspetto soave ma ha anche il nome dolcissimo.-- Oh...grazie...- - lo conosce El Cabezon? E' un locale carino qua a circa trecento metri da casa sua. Andiamo lì, io e miei compagni, saremmo onorati della sua compagnia una delle prossime sere...Bene. Devo proprio andare. Arrivederci e buona serata!-- grazie, anche a lei.... - e dalla porta lo vidi salire in auto e ripartire.El Cabezon era un localino elegante, nonostante il nome poco delicato ovvero ’il testone’, molto simile ad un bistrot, potevi gustare aperitivi da sapori nuovissimie amuse bouche, ovvero stuzzichini di ogni genere e dai gusti inusuali. Era sempre affollatissimo e si trovava all’angolo della Plaça del Poeta Bosca ed era a pochi centinaiadi metri da casa mia. Sospirai e andai a cambiarmi, rimettendomi i miei abiti. - e' l'uomo più bello che abbia visto negli ultimi cinque anni-affermò lei, sospirando e risedendosi sul divano con un bicchiere di succo d'arancia.- troppo bello, troppo educato, troppo dolce...troppo di tutto-replicai io. La presenza di quell’uomo, anche se solo per un quarto d’ora, mi aveva mandato in confusione i sensi. Ma non dovevo giocare con il mio cuore e con il buon senso. Dopo quell'affermazione, cambiammo argomento.Ma ovviamente non smisi di pensare a quegli occhi stupendi. Neri e roventi.