Quel venerdi sera, stavo finendo di preparare una borsa con alcuni indumenti quando suonò il campanello di casa.Doveva esser Consuelo, la mia amica e vicina, che voleva imprestarmi un vestito adatto per la serata del sabato. Alisa mi aveva informato che avevano alcuni ospiti quindi non volevo sfigurare. Volevo apparire al meglio.Consuelo aveva la mia stessa taglia di abiti e lei ne aveva molti che io adoravo, così a lei piacevano i miei. Così avevo scelto un abito color corallo con la scollatura messa in rilevo dal taglio impero. Era appena sotto il ginocchio. Avevo dei sandali color argento. Convinta quindi fosse lei, andai ad aprire senza problemi. Anche perchè se non era lei, doveva essere Alisa. Indossavo una sottoveste di seta e pizzo color bianco perla e la biancheriaintima. Andai ad aprire del tutto convinta che fosse lei.- giusto in tempo Consy- proferii aprendo. Sobbalzai e mi mancò il respiro nel trovarmi davanti Xavier.Lui mi guardò e mi sorrise sornione. Sembrò gradire ciò che vedeva. Ovviamente imbarazzandomi di più- ehm...pensavo fosse la mia amica Consy,prego, si accomodi- Non so come riuscii ad essere disinvoltacon così poco addosso. Riuscii a sorprendermi. Lui entrò con il suo passo felpato e si voltò nel centro della stanza. Dopo un iniziale sguardo caldo, aveva ripreso la sua consueta aria impassibile. Gli era piaciuto ciò che aveva visto ma non era interessato più di tanto. Assunse un'aria solenne e micomunicò: - Cristina, ho avuto il piacevole incarico di accompagnarla perchè Alisa e Adriàn sono già partiti stamane...-- oh...interessante- in realtà ero in agitazione. Totale. Squillò di nuovo il campanello. Andaiad aprire e questa volta era proprio la mia amica con un sacchetto di una nota boutique in mano.- entra...-Lei entrò e vide Xavier poi vide che indossavo solo la sottoveste. Un sorriso malizioso apparve agli angoli della sua bocca. Ma doveva farlo sparire. Non era accaduto niente!- mhm...dammi il sacchetto dai...-Lei rimase ancora intontita. Poi si riprese e me lo consegnò.- vengo subito Xavier...- comunicai all'uomo che si sedette.Lui annuì e sorrise sia a me che a Consy.In effetti la situazione poteva essera ambigua. Ma Xavier era ben vestito! Misi l'abito in valigia quindi indossai una gonna, una giacca e una maglietta sotto, presi borsa e borsetta ed uscii dalla camera.Consuelo e Xavier stavano discorrendo di calcio.- eccoti...buon week carissima. Lei abbia cura di Cristina o dovrà vedersela con me e con tutto il quartiere-- tranquilla. Buona serata.- lei annuì e tornò a casa sua. Lui mi prese la borsa da viaggio dalle mani e uscimmo di casa. Chiusi la porta quindi salii sulla sua auto. Una land rover verde bosco. Xavier infilò la mia borsa nel baule poi salì accanto a me. Si muoveva in modo quasi felino con la massima calma. Ero come stregata da lui. Io mi allacciai le cinture di sicurezza e sistemai la borsetta in un vano. Lui accese l'autoradio dopo essersi sistematoanche lui le cinture. - pronta?-- sì, certo ...-Lui così partì dolcemente e si immise nel traffico. Discorremmo di molti argomenti. Mi trattòcon gentilezza e mi ascoltò con attenzione. Era bravo ad ascoltare. Era un persona piacevole, non egocentrica come Rodrigo. I suoi discorsi iniziavano tutti IO IO IO!!! Xavier no. Ma intuivo che non era attratto da me. Da che eravamo usciti da casa mia, non mi aveva più guardato con ammirazione. Scacciai la delusione. Meglio non farsi più illusioni. Ero solo un'amica per lui, questo mi lasciava intuire. Ma fu comunque un viaggio piacevole. Era un ragazzo spassosoe aveva una notevole dose di ottimismo tinta di ironia. - io sono realista...- dichiarai, quando lui confermò il suo modo di vedere le cose.- beh sempre meglio che pessimista- dichiarò. Facendomi capire che non gradiva le persone pessimiste. Era un ragazzo solare. - è vero. Alisa mi ha informata che ci sarannoalcuni ospiti-- sì tutti compagni di squadra, alcuni con le loro compagne altri no. -- capisco...- Lui alzò di più la radio. Era stanco di parlare, quello era il suo modo di dirmelo. Non fui offesa. Ero stanca anch'io. Quella mattina avevo avuto quattro interviste in quattro posti diversi di Barcelona. Mi appoggiai con il gomito al bordo del finestrinoe sospirai.- tutto bene?-- sì...stamane ho avuto quattro interviste...ho la gola che brucia.-- capisco bene, se si addormenta la sveglio quando arriviamo-- grazie...- e gli sorrisi timidamente. Lui sfoderò uno dei suoi sorrisi micidiali, quei sorrisi caldi e sensuali mi confondevano non poco. Mi trattava come un'amica e poi quei sorrisi sexy. Forse ero troppo vulnerabile. quindi appena il semaforo tornò verde ripartì.Arrivammo a Igualada, alla proprietà di Adriàno e Alisa Jimenez che si trovava a 45 chilometri da Barcelona. Mi ero svegliata da alcuni minuti. - siamo arrivati?-- sì- Scendemmo e lui prese su le due borse da viaggio. I padroni ci accolsero con molto calore. Alisa mi abbracciò forte.- eccovi! Perdonami Cristina, se non sono passata a prenderti-- è stato un viaggio piacevole, Xavier è stato un gentiluomo ed un ragazzo molto estroverso quindi impossibile annoiarsi-- grazie! - commentò lui divertito e con un' ammiccamento accattivante. Mi sentii come su una barchetta in mare mosso. Molto mosso. - spero che di non aver annoiato lui- mormorai. Forse era stato solo gentile ma in fondo si era annoiato. - no, per niente- rispose lui passandomi accanto con il suo amico Adriàn ed entrarono in casa. Io sospirai e osservai la casa quindi entrai con Alisa.Era un ragazzo schietto e genuino. Ormai avevo capito che se non gli piacevi, te lo diceva. La casa era un cascinale ristrutturato ed era magnifica.Intorno alla casa vi erano il vigneto, alcuni ettari di terreno coltivato con frumento. Una stalla per i cavalli, il fienile e in quel momento potei udire le mucche emettere il loro usuale muggito, infine la cantina immensa. Era una casa con un colonnato ed un ampia veranda in stile coloniale. Era decisamente maestosa ma il dentro mi sorprese per la sua rusticità. Il legno regnava sovrano ovunque. Aveva un’aria molto calda ed accogliente.Erano già arrivati alcuni ospiti. La cameriera prese le nostre borse e salì per un'ampia scalinata.- wow che casa! -commentai ammirata.- sì...è molto accogliente-- per quello è bella. -Era un piccolo paradiso in mezzo alla natura, lontana dal caos cittadino. Mi furono presentati gli ospiti, Diego Velados e sua moglie Irene, sapevo che avevano due bambine piccole. Dedussi che dovevanoesser a letto, Erano già le dieci di sera. Poi Pascal Ruiz, Carlos Pardo con la sua compagnaPerla Lasarte e Ricardo Martinez Xavier era salito a farsi una doccia. Sembrava di casa lì, Adriàn era il suo miglior amico. Noi bevemmo un buon bicchere di vino, di produzione del vigneto degli Jimenez quindi salimmo al piano di sopra lungo una scala a volta. Alisa mi indicò la camera in cui avrei dormito. -grazie ancora dell'invito...buona notte.-ero molto assonnata e non riuscii ad esprimermi al meglio. Lei capì e sorrise. - grazie a te di esser venuta. Vedrai passerai un bel week end. Gli amici di Adriàn sono adorabili. Ho notato che Ricardo non ti toglievagli occhi di dosso-Non mi ero accorta di questo. Ma avevo intuito subito che Riccardo era un altro Rodrigo. - sul serio? Non è il mio tipo. Poi so che ha una cattiva reputazione di donnaiolo-- questo è vero. Bene, buona notte...-Io guardai la camera, e il bagno attiguo, era davvero una casa ben archittetata per far stare gli ospiti in modo più che confortevole. Mi accorsi che mancava la mia borsa da viaggio. Mi chiesi dove fosse. Ero arrivata con Xavier...forse la cameriera si era sbagliata, credendo che fossimo in coppia. Errore comprensibile. Non indugiai un secondo di più e uscii dalla stanza. Non potevo aspettare con il rischio che lui fosse già a letto. Andai a bussare alla porta di Xavier. La doccia doveva averlafinita da pochi istanti. Infatti, lui mi aprì con indosso solo l'asciugamano. In fretta, cercai affannosamente di collegare i fili e parlai con il respiro corto. - la mia....borsa da viaggio è qua?-- come? - e si guardò intorno. Io la vidi sul letto.- ah, sì eccola. La...cam...meri...cameriera si è sb...bagliata-balbettai. Perché pochi secondi prima, passandogli vicino, avevo sfiorato il suo petto con i miei seni. Era stato solo uno sfiorarsi ma le sensazioni erano state simili ad una violenta scossa. Avevo i brividi. Quell'uomo mi sconvolgeva. Dovevo riprendere il controllo. Ma era la quintessenza della mascolinità. Non era bello nel senso classico. Era alto poco più di un metro settanta, un fisico modesto, un viso comune a molti ma i suoi lineamenti ruvidi erano interessanti, ed emanava un fascino animale.
NON GIOCARE CON ME QUINTA PUNTATA PRIMA PARTE
Quel venerdi sera, stavo finendo di preparare una borsa con alcuni indumenti quando suonò il campanello di casa.Doveva esser Consuelo, la mia amica e vicina, che voleva imprestarmi un vestito adatto per la serata del sabato. Alisa mi aveva informato che avevano alcuni ospiti quindi non volevo sfigurare. Volevo apparire al meglio.Consuelo aveva la mia stessa taglia di abiti e lei ne aveva molti che io adoravo, così a lei piacevano i miei. Così avevo scelto un abito color corallo con la scollatura messa in rilevo dal taglio impero. Era appena sotto il ginocchio. Avevo dei sandali color argento. Convinta quindi fosse lei, andai ad aprire senza problemi. Anche perchè se non era lei, doveva essere Alisa. Indossavo una sottoveste di seta e pizzo color bianco perla e la biancheriaintima. Andai ad aprire del tutto convinta che fosse lei.- giusto in tempo Consy- proferii aprendo. Sobbalzai e mi mancò il respiro nel trovarmi davanti Xavier.Lui mi guardò e mi sorrise sornione. Sembrò gradire ciò che vedeva. Ovviamente imbarazzandomi di più- ehm...pensavo fosse la mia amica Consy,prego, si accomodi- Non so come riuscii ad essere disinvoltacon così poco addosso. Riuscii a sorprendermi. Lui entrò con il suo passo felpato e si voltò nel centro della stanza. Dopo un iniziale sguardo caldo, aveva ripreso la sua consueta aria impassibile. Gli era piaciuto ciò che aveva visto ma non era interessato più di tanto. Assunse un'aria solenne e micomunicò: - Cristina, ho avuto il piacevole incarico di accompagnarla perchè Alisa e Adriàn sono già partiti stamane...-- oh...interessante- in realtà ero in agitazione. Totale. Squillò di nuovo il campanello. Andaiad aprire e questa volta era proprio la mia amica con un sacchetto di una nota boutique in mano.- entra...-Lei entrò e vide Xavier poi vide che indossavo solo la sottoveste. Un sorriso malizioso apparve agli angoli della sua bocca. Ma doveva farlo sparire. Non era accaduto niente!- mhm...dammi il sacchetto dai...-Lei rimase ancora intontita. Poi si riprese e me lo consegnò.- vengo subito Xavier...- comunicai all'uomo che si sedette.Lui annuì e sorrise sia a me che a Consy.In effetti la situazione poteva essera ambigua. Ma Xavier era ben vestito! Misi l'abito in valigia quindi indossai una gonna, una giacca e una maglietta sotto, presi borsa e borsetta ed uscii dalla camera.Consuelo e Xavier stavano discorrendo di calcio.- eccoti...buon week carissima. Lei abbia cura di Cristina o dovrà vedersela con me e con tutto il quartiere-- tranquilla. Buona serata.- lei annuì e tornò a casa sua. Lui mi prese la borsa da viaggio dalle mani e uscimmo di casa. Chiusi la porta quindi salii sulla sua auto. Una land rover verde bosco. Xavier infilò la mia borsa nel baule poi salì accanto a me. Si muoveva in modo quasi felino con la massima calma. Ero come stregata da lui. Io mi allacciai le cinture di sicurezza e sistemai la borsetta in un vano. Lui accese l'autoradio dopo essersi sistematoanche lui le cinture. - pronta?-- sì, certo ...-Lui così partì dolcemente e si immise nel traffico. Discorremmo di molti argomenti. Mi trattòcon gentilezza e mi ascoltò con attenzione. Era bravo ad ascoltare. Era un persona piacevole, non egocentrica come Rodrigo. I suoi discorsi iniziavano tutti IO IO IO!!! Xavier no. Ma intuivo che non era attratto da me. Da che eravamo usciti da casa mia, non mi aveva più guardato con ammirazione. Scacciai la delusione. Meglio non farsi più illusioni. Ero solo un'amica per lui, questo mi lasciava intuire. Ma fu comunque un viaggio piacevole. Era un ragazzo spassosoe aveva una notevole dose di ottimismo tinta di ironia. - io sono realista...- dichiarai, quando lui confermò il suo modo di vedere le cose.- beh sempre meglio che pessimista- dichiarò. Facendomi capire che non gradiva le persone pessimiste. Era un ragazzo solare. - è vero. Alisa mi ha informata che ci sarannoalcuni ospiti-- sì tutti compagni di squadra, alcuni con le loro compagne altri no. -- capisco...- Lui alzò di più la radio. Era stanco di parlare, quello era il suo modo di dirmelo. Non fui offesa. Ero stanca anch'io. Quella mattina avevo avuto quattro interviste in quattro posti diversi di Barcelona. Mi appoggiai con il gomito al bordo del finestrinoe sospirai.- tutto bene?-- sì...stamane ho avuto quattro interviste...ho la gola che brucia.-- capisco bene, se si addormenta la sveglio quando arriviamo-- grazie...- e gli sorrisi timidamente. Lui sfoderò uno dei suoi sorrisi micidiali, quei sorrisi caldi e sensuali mi confondevano non poco. Mi trattava come un'amica e poi quei sorrisi sexy. Forse ero troppo vulnerabile. quindi appena il semaforo tornò verde ripartì.Arrivammo a Igualada, alla proprietà di Adriàno e Alisa Jimenez che si trovava a 45 chilometri da Barcelona. Mi ero svegliata da alcuni minuti. - siamo arrivati?-- sì- Scendemmo e lui prese su le due borse da viaggio. I padroni ci accolsero con molto calore. Alisa mi abbracciò forte.- eccovi! Perdonami Cristina, se non sono passata a prenderti-- è stato un viaggio piacevole, Xavier è stato un gentiluomo ed un ragazzo molto estroverso quindi impossibile annoiarsi-- grazie! - commentò lui divertito e con un' ammiccamento accattivante. Mi sentii come su una barchetta in mare mosso. Molto mosso. - spero che di non aver annoiato lui- mormorai. Forse era stato solo gentile ma in fondo si era annoiato. - no, per niente- rispose lui passandomi accanto con il suo amico Adriàn ed entrarono in casa. Io sospirai e osservai la casa quindi entrai con Alisa.Era un ragazzo schietto e genuino. Ormai avevo capito che se non gli piacevi, te lo diceva. La casa era un cascinale ristrutturato ed era magnifica.Intorno alla casa vi erano il vigneto, alcuni ettari di terreno coltivato con frumento. Una stalla per i cavalli, il fienile e in quel momento potei udire le mucche emettere il loro usuale muggito, infine la cantina immensa. Era una casa con un colonnato ed un ampia veranda in stile coloniale. Era decisamente maestosa ma il dentro mi sorprese per la sua rusticità. Il legno regnava sovrano ovunque. Aveva un’aria molto calda ed accogliente.Erano già arrivati alcuni ospiti. La cameriera prese le nostre borse e salì per un'ampia scalinata.- wow che casa! -commentai ammirata.- sì...è molto accogliente-- per quello è bella. -Era un piccolo paradiso in mezzo alla natura, lontana dal caos cittadino. Mi furono presentati gli ospiti, Diego Velados e sua moglie Irene, sapevo che avevano due bambine piccole. Dedussi che dovevanoesser a letto, Erano già le dieci di sera. Poi Pascal Ruiz, Carlos Pardo con la sua compagnaPerla Lasarte e Ricardo Martinez Xavier era salito a farsi una doccia. Sembrava di casa lì, Adriàn era il suo miglior amico. Noi bevemmo un buon bicchere di vino, di produzione del vigneto degli Jimenez quindi salimmo al piano di sopra lungo una scala a volta. Alisa mi indicò la camera in cui avrei dormito. -grazie ancora dell'invito...buona notte.-ero molto assonnata e non riuscii ad esprimermi al meglio. Lei capì e sorrise. - grazie a te di esser venuta. Vedrai passerai un bel week end. Gli amici di Adriàn sono adorabili. Ho notato che Ricardo non ti toglievagli occhi di dosso-Non mi ero accorta di questo. Ma avevo intuito subito che Riccardo era un altro Rodrigo. - sul serio? Non è il mio tipo. Poi so che ha una cattiva reputazione di donnaiolo-- questo è vero. Bene, buona notte...-Io guardai la camera, e il bagno attiguo, era davvero una casa ben archittetata per far stare gli ospiti in modo più che confortevole. Mi accorsi che mancava la mia borsa da viaggio. Mi chiesi dove fosse. Ero arrivata con Xavier...forse la cameriera si era sbagliata, credendo che fossimo in coppia. Errore comprensibile. Non indugiai un secondo di più e uscii dalla stanza. Non potevo aspettare con il rischio che lui fosse già a letto. Andai a bussare alla porta di Xavier. La doccia doveva averlafinita da pochi istanti. Infatti, lui mi aprì con indosso solo l'asciugamano. In fretta, cercai affannosamente di collegare i fili e parlai con il respiro corto. - la mia....borsa da viaggio è qua?-- come? - e si guardò intorno. Io la vidi sul letto.- ah, sì eccola. La...cam...meri...cameriera si è sb...bagliata-balbettai. Perché pochi secondi prima, passandogli vicino, avevo sfiorato il suo petto con i miei seni. Era stato solo uno sfiorarsi ma le sensazioni erano state simili ad una violenta scossa. Avevo i brividi. Quell'uomo mi sconvolgeva. Dovevo riprendere il controllo. Ma era la quintessenza della mascolinità. Non era bello nel senso classico. Era alto poco più di un metro settanta, un fisico modesto, un viso comune a molti ma i suoi lineamenti ruvidi erano interessanti, ed emanava un fascino animale.