fasce marginali

Post N° 5


corno della paura
a un tirso di ciglio defalcato di sentiero sul vuoto gli incavi, appassite lamelle stanno fra meccanico e friabile, m'appendo a un ramo col braccio e a un balzo di milletrecento metri fioriscono le aziendine, le consegne, il coffe break, qui mi sbuccio il gomito, e in una conca flambée danzo al limite, ruscello di raggi, minuetto di idioti, si mescolano le sorgenti come in una frusta di vento contronatura, le urla e gli olè si incastonano tra spigoli e marmotte, vedo le linee gialle delle utilitarie in tinta marcata, contrastate con il grigio dell' A 22 fanno questo effetto, muovono boccoli di gas e Io mi rattrappisco al mio nido, non riesco a riempirmi in un balzo, scisso decollo e ritorno fra cielo e terra:m'incupiranno i popoli ma non ne faccio a meno, mi sollazzano le creste ma le lascio malato, stomacato, da troppo candore.