fasce marginali

Post N° 8


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la repressione.La senti come un filo di smalto ricoperto d'arsenico che le carabbiniere ti danno da succhiare. Esco ieri mattina ed ovunque incrocio le forze del disordine.Escono da qualsiasi fessura,riempiono le crepe, ti seguono di sguincio. gli accessi sono consentiti ai solo autorizzati, la serenità scricchiola sotto le suole. Con Paio mi rifugio nella stanza, i muri diventano viola e l'intonaco si scrosta, sottili lucertole sgattaiolano lungo i tubi a pelle, tappiamo disperatamente ogni nuovo buco ma è un'impresa disperata, il sole malato s'allunga sulle nostre figure compulsive, diverse videocamere si iniettano nella nostra privacy sottocutanea. Fuori sentiamo il ritmico battere dei plotoni, la violenza dell'ordine. Paio arriva col vecchio fucile da caccia del padree grida "giuro, fottuto, che la prima faccia la rimando indietro come un crivello".Così fa. Era un vecchio con un tic nervoso alla narice destra, i capelli in tinta e ondulati di grigio. Stava spiando e l'ha ammazzato. Ha fatto bene. Ora è lungo il rivolo dell'acqua piovana senza più faccia. La gente è sparita, le divise blu mostrano fiori.La repressione....mi hanno fermato tre volte in una settimana nonostante abbia una casa, un lavoro e alcuni obbiettivi. sulla carta d'identità ho scritto INSEGNANTE perchè così mi hanno detto di fare alla Circoscrizione. Era l'ultimo lavoro precario che facevo nel periodo: sostegno a studenti disabili.Il vigile di quartiere mi ha messo gli occhi dritti negli occhi, ha osservato i tatuaggi sull'avambraccio, ha fatto un sorriso da nocerino, di quelli che si credono brillanti spiritosi e simpatici. Invece vedevo l'inferno dietro quel bastardo,zigomi stretti da figlio di troia. "Ci scusi. Prooooooooooofesssoore, e buona giornata."