mi spostai mentre lei guardava il padre adottivocazzo in manoIo la pompavo da sottola grossa verga del vecchio s'avvicinavacome un cane alla cavigliacome un frutto marcito alla terra Lei ingoiavae intanto continuava a sfrondare il mio troncofino alla radicenon parlavaemetteva solo piccoli mugoliìun flicche le facevo alzare insiemeal culo per accomodarlameglio e lasciarle succhiare il membro del padre e Io come un figlio gemevomentre l'arnese arrivava fino lucida sfera del glandementre lei si sollevava e mi stordiva con un immenso culone appropriandosi degli uominicome fossero gemellialle sue poppe