mi passò due S- Herman- e poi tornò a guardare la strada bloccata dalla tormenta- talmente lucida che se ci strisciavi un chiodo potevi sentine l'orribile distorsione per chilometri-come stare prigionieri dentro uno specchio gli dissi-ma lui sputò solo fuori una D- Dallabona fece quanto si aspetta?- arriverà no hay problema- arriva sempre quando me lo dice-mai una volta che abbia tirato pacchi-hai mai provato un F buttò lì facendo finta di non rendersi conto ma gongolandosi come un fachiro su un grattacielo di aghi- no e non mi interessa farla- certo rifece Lui che con tutto questo freddo una F ci starebbe proprio bene-non faccio F e troncai il discorso- alla fine Herman mi piaceva ma da ragazzino quale era strabuzzava troppo per il solo gusto di starti sui coglioni-comunque avevo imparato a prenderlo- e alla fine gli passai una F di soppiatto-Lui gorgogliò come un pavone nel vostro giardino preferito e prese a fare urletti come quelli delle groupies che aspettano i band boyz- Attenzione e misi un dito sulle labbra- losai- lui si piegò e nascose il tesoro nella parte più fetente del calzettone di lana- era felice come quando arrivano le renne e trascinano Babbo Natale da un bar all'altro- ma invece delle renne arrivò una Suzuki Dempsey ad albero motore in fullerite di carbonio- l'aveva preso proprio perchè lui si chiamava Fuller- di motori non aveva mai capito un cazzo-con lui c'era Deva- scesero dalla macchina un pò tracagnotti- noi caricammo quello che c'eravamo portati dietro e scivolammo quasi contemporaneamente sull'eterna lastra di ghiaccio che copre Furmanovskij da gennaio a dicembre- imbarazzati cominciammo a sparare verso la vettura- qualcosa ne sarebbe venuto fuori- poco prima del solo di mezzanotte avevamo finito- lo spreco di munizioni era stato una vergogna- per non affrontare Manuel decidemmo di passare il confine e lasciammo la Suzuki Dempsey a bruciare insieme a Fuller e Deva- l'albero motore si raggrinziva piano- molto piano-