gong
senso, angolo che hai battuto all'ipotenusaun quarto di raggio la flessione della meridiana all'imbruniree silenzio nei gradini a saliresacrifici dall'alto distese per la pallacorda dei fatuiho un rigoglìoun ultimo imbronciare e vertigini in un Dio a perpendicolareoscillo vedendo la carrucola e i mesti sotto a milioniun crotalo pensile che mi spira e mi sonagliaratto d'azzurro incrostato a verde e a paglia maculatalascio mordere le mie braccia all'araviscida canicola intorpidita sulle frasche della città alta e dei fanciullimuovo carponi il tempo ritrovando un fossile al momento dell'accostarsi dei battenti e della chiusura del cerchio.