fasce marginali

Post N° 19


tonfo
non hai detto nulla, sei girata a fianco del tavolo e scomposta hai costruito tagliole: una produzione che rende paragonata a nutrire nuvole sui marciapiedi. Qui osservo fotogrammi e pellicole mentre giro i fondi sotto la vodka e le patrizie che ocheggiano, in diciotto differenti volumi metto la febbre acuta, il respiro mozzo, l'attesa, i soffici deliri tutto quanto significhi mentre mi travolgono i doppi sensi prevedibili quel conato facilmente curabile di ovvio ma non per questo meno calamitoso...non è un singhiozzo è un nido in gola, mamma corvo e i suoi infermi guerrieri, parti sulle terre che danno pietre, le gioie immobilizzate in un occhio di ghisa. fermamente prendi la rampa sino all'androne, guasti d'ascensore e un portiere ubriaco, mi sovvengo che già hai preso la metro e un segnale di blank che continua a fottermi lo schermo come pioggerellina da screen saver di alluminio ...sei già all'altro capo di una city svanita, spengo le radiazioni per stordirmi sopra un letto, flettere la sopravvivenza imbrogliando che avevi torto a correre verso le stelle basse, Io sono un risucchio in una lacrima, strizzatina claudicante d'occhio quando gli altri sospettano : avrò altre maschere per imbottirle d'arsenico al mio posto.