La Ciaci

ti ascolto...


  Non ci sono vincitori né vinti.L'amore, come la vita, è un ciclo continuo: qualcosa finisce e qualcos'altro inizia.Ma il dolore che prova Francesca in questi giorni è inimmaginabile.La tempie pulsano, il cuore sembra schiacciato da una morsa che, ogni minuti che passa, si fa sempre più stretta.Il dolore nel petto si propaga, arriva fino ai polmoni. Le manca l'aria, non riesce a respirare.E divora ogni cosa le capiti sotto tiro. Lo stomaco si gonfia e comprime i polmoni.L'aria si fa progressivamente più pesante.Non ha nessuna voglia di scacciare questo dolore, vuole viverlo: è suo... è l'unica cosa che le rimane di lui.Di loro.Sola con lui, di giorno e di notte, coi ricordi.Ripercorre ogni istante di quei lunghi anni, di passione, di amore, di vita.Francesca viveva per lui, per quell'uomo che l'ha catapultata in un'altra dimensione, all'esterno della campana di vetro sotto la quale aveva vissuto fino al loro incontro.Quel giorno, improvvisamente soli, loro due, in mezzo ad una stanza.L'imbarazzo del non sapere cosa dire. Rompono il ghiaccio.Le parole non terminavano di uscire dalle loro bocche. Semplicemente presi dalla voglia di conoscersi.Parole forti, parole dolci, parole sporche, parole innocenti. Vite differenti in tutto e per tutto. Erano uno l'esatto opposto dell'altra.Questa totale diversità li ha avvicinati, forse è stata la voglia di esplorare un mondo a loro ignoto.Erano uno specchio che riflette immagini speculari. Il negativo e il positivo.Il bene e il male.Era rischioso fondersi. Il male prevale sempre sul bene. Lo prevarica, lo schiaccia, lo assorbe, lo ingloba e lo distrugge o si fortifica diventando ancora peggio.Tra Francesca e B. non è stato così.Hanno preso il meglio, hanno dato il meglio si sé, rimanendo sempre due entità ben definite, senza snaturalizzarsi.Francesca ne è certa che anche nel male, in fondo ci dev'essere una punta di bene, di amore.L'ha trovato nel suo cuore. Lo ha esaltato. Lo ha adorato. Lo ha amato.Ma lo amava anche per il male. Perché amava lui, nella sua totalità.Senza badare ai principi morali. Senza curarsi di niente e di nessuno.Lei era la sua isola felice. La piccolina un po' naif che non ha mai fatto uso di droghe, che non ha mai torto un capello a nessuno.Rideva. Non credeva esistessero persone così.Il mondo è crudele e bastardo e l'unico mezzo per vivere è schiacciare, combattere, eliminare il nemico.Lei inorridiva. Non credeva esistessero persone così.Il mondo sarà anche crudele, ma ci sono tante cose belle che danno gioia, tante persone da amare e l'unico modo per vivere è sopravvivere.Lui non sopravvive, lui vive... di passioni, di nostalgie, di esagerazioni, di distruzione e ricostruzione, di stimoli.Lei viveva di sogni, di musica, di lavoro, di passioni e di stimoli semplici.Lui ha imparato ad apprezzare ciò che ha.Lei ha imparato a pretendere di più.Francesca si sentiva privilegiata dall'avere il suo amore.Non gli ha mai chiesto nulla di più se non di essere amata.Un ricovero di fortuna, una vespa scassata, i racconti del terrore.Una storia d'amore clandestina, dove tutto era segreto e ogni traccia andava eliminata.Una storia da non raccontare a nessuno. Nove anni di bugie.Un amore di cui si conosceva solo la facciata, la maschera che i due protagonisti han voluto mostrare al mondo.Quel mondo che mai saprà veramente chi sono Francesca e B.Due signori Nessuno, ma che l'uno per l'altra erano tutto:la vita, l'amore, la passione, lo stimolo per andare avanti, il sacrificio, la rinuncia, la rassegnazione, il silenzio.Il silenzio che ora B. ha imposto a Francesca.Un silenzio diverso, che ha l'aria di essere definitivo.Perché è diverso da quando le diceva: "morirò e non lo verrai neanche a sapere".Francesca è come in trance. Ricorda il passato, gli attimi vissuti insieme, le strade percorse sulla vespa scassata con quella musica in testa, quando chiudeva gli occhi e si lasciava trasportare dal vento.Libera e immersa in quell'amore imprigionato.E ora si ritrova libera da quell'amore e condannata alla sofferenza del vuoto, del silenzio.ti ascolto