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"Una visita da un Altro Mondo"


   Fa notizia il recente ritrovamento, riportato sui siti web di tutto il mondo, del corpo di una creatura aliena, presumibilmente vittima di uno schianto di un UFO nella regione siberiana di Burija. Al di là delle congetture su una possibile messa in scena da parte di un originale del luogo, le visite da un altro mondo non sono appannaggio solamente del suolo americano, ma si sono verificate un po’ in tutto il mondo. Una di queste, che mi ha particolarmente impressionato, è descritta nel libro “Ombre sulle Stelle” di Peter Kolosimo, lo scrittore dell’insolito di ispirazione “fortiana” scomparso nel 1984. Non ho più sottomano il libro, ma spero di ricordarne i tratti più significativi, ricreandoli però con un raccontino che vi ricostruisco. Alle 2 del mattino del 20 agosto 1936,  i contadini di un kolchoz (comune agricola) della Siberia Orientale furono svegliati da un urlo agghiacciante proveniente dalle stalle, dove veniva ricoverato abitualmente il bestiame. Il responsabile dell’azienda agricola di stato, Anatolij Shutskin non ci pensa due volte e imbraccia il suo vecchio fucile giapponese arisaka, residuato della guerra contro il Giappone del lontano 1905. “Lupi-pensa-dannate bestiacce! Ci stanno provando un’altra volta!”. Il kokhoz veniva spesso visitato dagli animali, che, spinti dai morsi della fame, uscivano fuori dalle boscaglie della taiga, attaccando le stalle e depredando i pollai. Corre subito a svegliare il suo vice, Misha Volnikov, che è anche responsabile politico, essendo iscritto al Partito Comunista. Mezzo intontito dal sonno interrotto bruscamente, Misha si affianca a dar man forte al capo per aiutarlo a cacciare i lupi. Raggiungono la grande stalla, ma degli animali nessuna traccia. L’edificio presenta invece la tettoia di lamiera sfondata, come se fosse stata colpita da un masso enorme. Guardando meglio alla luce della luna che fa ogni tanto capolino tra le nubi, vedono che c’è anche un grande varco, come se qualcosa si fosse infilato dentro fondendo la lamiera. “Misha! La cosa non mi piace. Resta qui con me e coprimi le spalle che entro dentro a vedere cos’è successo!”- “Va bene compagno!” e arma la sua pistola nagant. Appena Anatolij varcò la soglia un altro urlo agghiacciante non meno tale di un muggito che doveva provenire da uno dei bovini, squarcia il silenzio della notte siberiana. Il capo ha un fremito di paura che gli fa vibrare tutto il corpo. “Misha, per favore, la lanterna elettrica!” . La luce elettrica abbaglia una scena allucinante. Il corpo morente di un bovino ridotto pelle e ossa, schizzi di sangue un po’ dappertutto e in fondo al fabbricato un ammasso informe di una sostanza pseudo filamentosa che sembrano i fili di seta di un enorme paracadute. “ I nazisti ci hanno invaso!!!” - urla Anatolij - Chiama la milizia!!! Ma, le ultime parole gli si bloccano nella gola. Da sotto l’ammasso informe di fili, spunta un lungo braccio magro e sinuoso terminante in tre lunghe dita, altrettanto affusolate, a ventosa, il cui colore non sembra di questo mondo.  Il terrore lo paralizza quando vede una lunga testa semi ellissoidale a triangolo isoscele, stegocefala,  che termina alla base in un’orribile caricatura del volto umano. Sembrò ad Anatolij che la Cosa fosse alta o lunga minimo tre metri, ma non ne era sicuro perché il corpo cambiava continuamente dimensione come un’ameba e muoveva le tre braccia sinuose-le uniche che aveva-le quali si prolungavano dai vertici di un’orribile corpo rugoso piatto e di forma triangolare e tastavano l’ambiente circostante.       La Cosa si muoveva lentamente come se avesse difficoltà a respirare nella nostra atmosfera ed emetteva un suono simile ad un rantolo sommesso e prolungato. Ma ciò che gettò nello sgomento Anatolij fu il fatto di accorgersi che lì, dentro la stalla, di Cose  ce ne fossero altre, tutte inviluppate in quella massa filamentosa simile ad una enorme ragnatela. Alcune di loro, con strane apparecchiature stavano succhiando il sangue dagli altri bovini. Con movimento involontario del calcio del fucile, Anatolij fece cadere una catasta di legna che si trovava alla sua sinistra. Le Cose si accorsero di lui e puntarono immediatamente i loro volti su Anatolij, che, nonostante il suo spirito di vecchio combattente bolscevico, tremava come una foglia. Tre paia di occhi gelidi fatti solo di una pupilla più nera degli abissi della notte si posarono sul malcapitato direttore del kolchoz. Tre paia di occhi che interrogavano, investigavano, valutavano. Occhi che esprimevano intelletti superiori al nostro con intelligenze gelide e abissali. Una delle Cose reggeva uno sferoide di metallo giallastro, segnato da minuscoli sportellini e sormontato da altre sfere più piccole che sembravano una copia degli occhi delle strane creature. Si apre uno sportellino e subito un tentacolo giallastro e trasparente si lancia su Anatolij e gli pianta una specie di ventosa illuminata da una luce rossastra nel braccio sinistro. Il direttore è paralizzato dal terrore e sviene quando vede il lungo tubo riempirsi del suo sangue colore rosso cupo. Improvvisamente un rombo assordante di motori, misto a ordini gutturali, urlati in linguaggio militare russo, squarcia l’opprimente silenzio di quella notte spaventosa. Subito dopo irrompe nella grande stalla una squadra di miliziani che scarica il fuoco delle armi automatiche sulle strane creature che alla fine giacciono senza vita, crivellate di colpi. Un miliziano raccoglie il corpo di Antolij, svenuto ma ancora in vita, mentre il capo squadra appoggiato ad una autoblindo, scrive sul cofano: “ 1936, 20 agosto, comando milizia di Evenkiiskij , Regione Podkammenaja Tunguska, da segnalare evento insolito presso il kolkhoz “Avvenire Comunista” in località Kuzmovka. Non pare legato ad azione ostile di stati capitalisti nemici dell’Unione Sovietica. Si invia in allegato relazione dettagliata al Comando Regionale GPU…”Qualcuno o qualcosa era venuto a cercare ciò che era caduto dal cielo trentuno anni prima.                     
(Le Creature Aliene,immaginate da S.Spielberg nel suo ultimo capolavoro di fantascienza "La Guerra dei Mondi" del 2005)