Primo Incontro...Una mattina di fine estate, ero seduto al bar a fare la colazione, la solita colazione sempre uguale, abitudinaria, ginseng e brioches, annoiato e solitario perso nei miei pensieri inutili. Ero cosi perso nel nulla, che al primo momento neanche ci ho fatto caso,che qualcuno si era invitato al mio tavolino a farmi compagnia.
All'improvviso come svegliatomi da un grande torpore, ecco che vedo appoggiato sulla spalliera della sedia, con le sue zampette corte,che scomparivano sotto il suo corpo grassottello, con il petto in fuori, tutto grigio, liscio e piumoso, con un bel beccuccio piccolo, lucido e appuntito, e con due occhioni grandi, commoventi e languidi che intenerivano il cuore.Un piccolo passerotto stava li a fissarmi, come direecco sono qui e ti faccio compagnia uomo-tu però non farmi del male -.Per un po' l'ho fissato chiedendomi se accettare o meno la sua compagnia, ma fissando i suoi occhioni non ho potuto dire di no. Cosi ho preso un po della crosta di brioches e allungando la mano ho detto:questo è per te vieni pure “Mon Ami” a farmi compagnia,non ti farò del male -.
Lui guardandomi con gli occhioni diffidenti è volato sul tavolino, e piano, piano avvicinandosi ha proteso il beccuccio restio, ancora non convinto, io ripetevo:-vieni “Cheri” (avevo deciso di chiamarlo cosi) vieni “Mon Ami”,che non ti farò del male -.
Allora forse convinto dal tono caldo della mia voce, ha cominciato a beccare la crosta di brioches, sempre però attento ad ogni mio movimento. Dopo un po' lasciato ogni timore, saltellando e zampettando qua e la beccava tutto quello che gli davo.
Alla fine sazio e contento se né volato sulla spalliera della sedia e da li guardandomi a lungo ha aperto il beccuccio come per ringraziarmi della compagnia, salutandomi con un battito di ali e volato via. -Arrivederci “Cheri” “Mon Ami” gli ho gridato dietro al prossimo incontro -.Cosi anche io ho pagato, hosalutato,ed ho spiccato il volo in questa fantasia. By...Anto