Il Viaggiatore

Considerazione su queste feste (quello che mi manca)


 
Alcune considerazioni su questo periodo di feste che si avvicinano...(quello che mi manca)E' un periodo questo in cui cado sempre in un stato di tristezza, non mi piacciono per niente queste feste se possiamo chiamarle feste...frenetiche, consumistiche in cui si deve pensare a correre avanti e indietro solo per spendere soldi in inutili regali per tutti quelli che si conoscono, giornate intere passate a compilare liste di cianfrusaglie non sapendo più cosa regalare, “alla mamma che dici regaliamo le magliette intime... ma non gliele abbiamo regalato già 1 anno fa allora che regaliamo?” e giù di questi discorsi passando dalla mamma ai figli alle sorelle e ai fratelli, agli zii e nipoti, tutti i parenti con gli amici “roba da dare i numeri”. Si passa dal già tutto regalato, a quello non ce lo possiamo permettere!!. dalla saponetta per il bagno alla spugna per asciugarsi, dalle pezze di cucina alle tovaglie con le solite “Palle Natalizie”, dal pacco di caffè al cesto con tanti pandori e panettoni che poi nessuno mangia.Poi si passa ai regali più costosi che bisogna prima studiare a chi dare non si sa mai che non vengono ricambiati dopo ci si sta male quindi confezioni di vini pregiati, rasoi elettrici, pentole, ferri da stiro, fino a su con macchine fotografiche etc...etc.... è ai nipoti avete pensato ai nipoti se sono piccoli vogliono super piste da mille all'ora, super gru alte il doppio di loro o macchinoni elettriche che saltano dappertutto, su e giù per i muri tanto che anche se non vuoi ti tocca ricolorare di nuovo l'appartamento.Se sono grandi allora ci vuole l'ipod, telefonini di ultima generazione che fanno tendenza e cosi via, un valzer che comincia con l'immacolata e finisce a San Silvestro.Pranzi, cene,” vieni a casa mia per natale, io vengo a casa tua per la fine dell'anno”, “andiamo a trovare gli zii è un anno che non li vediamo... è il caso di andare se no cosa dicono” e cosi via facendo il giro del parentado ed amici di cui la maggior parte si e no si e visti un paio di volte nell'anno roba da nevrastenici”.Tutto questo solo per far vedere che si e presenti... come se bastasse un regalo a dire di voler bene a qualcuno,.Non ce più il senso di appartenenza alla famiglia, al vicinato, alle persone che stavano lontane e che non si vedeva l'ora di riabbracciare, ormai si e perso tutto, al tempo di oggi ci sono i telefonini, internet, i social network, non c'è bisogno di muoversi e quando lo si fa non si vede l'ora di ritornare alla “droga” della tastiera un mondo virtuale che toglie ogni emozione del reale.Purtroppo questa e la nostra società apparenza, inutili ed effimeri gesti che non valgono niente.Rimpiango quando ero bambino, allora si che si gustava questo periodo, con poche cose si era felici..bastava l'aria, con i dolci odori che uscivano dalle case insieme a vampate del caldo dei camini, si camminava tra aspettative di promesse dolciarie a cui noi bambini specialmente non vedevamo l'ora di affondarci dentro le mani e la bocca (vi rendete conto quanto bastava poco per farci felice).Forse direte non c'era niente allora e quindi non potevamo sperare niente... almeno noi poveri campagnoli che ne sapevamo di macchinine o altre diavolerie elettriche o giochi di qualsiasi forme e misure, che anche se cerano i nostri genitori poveri in canna si guardavano bene dal farcene non solo dono, ma anche dal farcele vedere per non stare li a combattere con i nostri eventuali e puntuali desideri di bambini che appena vedono cose nuove le desiderano, non sapendo che per i nostri genitori era uno strazio del cuore non poterceli comprare.la nostra macchinona elettrica era fatta da pezzi di legno con ruote fatte con le mele, (si avete letto bene le mele, ve lo immaginate?) tagliavamo le due parti contrapposte lasciando solo il mezzo dove infilavamo stecche di legno incrociate attaccate con del filo di ferro che poi ci tiravamo dietro con un lungo filo di spago, facendo gare di corsa cosi che in un battere di ciglia addio ruota, (per fortuna che di mele ce ne erano sempre in abbondanza), un altro gioco era il cerchio di vecchie biciclette che facevamo rotolare con un pezzo di ferro attaccato alla punta di un bastone,ecco questi erano i giochi e per regalo ricevevamo roba da mangiare con al massimo dei cioccolatini, e magari per il giorno di natale una maglia,un pantalone nuovo o al massimo il non plus ultra delle scarpe nuove cioè comprate in negozio e non sulle bancarelle dell'usato.Quello che manca oggi e che allora c'era in abbondanza era il senso della famiglia allargata a tutto il vicinato, si entrava e si usciva da tutte le case senza che qualcuno ti scacciasse via, sempre accolti con un biscotto o una fetta di pane e cioccolata, ci si univa nei pranzi e cene senza chiedere chi portava chi e cosa, ma solo per stare in compagnia a chiacchierare.Specialmente in questi periodi di feste per noi bambini era la summa della vita, non si andava a scuola, si poteva dormire fino a tardi senza che qualcuno ti buttasse giù dal letto e quando ci alzavamo camminavamo tra odori e profumi di frittelle e dolci e quanto altro le nostre madri erano intente a preparare per le feste che si avvicinavano.Ecco cosa mi manca, quell'aria frizzante dell'inverno, quei dolci odori di attesa, che ci pervadeva tutti, quel accettarsi senza remore, quel volersi cercare, stare insieme , stando bene insieme, guardandosi negli occhi senza percepire il trascorrere del tempo,senza fissare il dopo, ma vivendo attimo per attimo.Cultura spicciola di campagna, ma mi manca tanto.                                                                                                      By...Anto