Creato da cinciarella10 il 13/10/2014

L'ODORE DELLA NOTTE

… la notte, secondo l’ora, cambia odore …

 

 

Lunedì. Poesia del Congo

Post n°648 pubblicato il 01 Giugno 2015 da cinciarella10
 

 

 


Libertà

Bayonne Mabiala Mavoungou

Oltre i dolori ed i turbamenti,
Dietro l'onda selvaggia a lato dell'attracco,
Salgo sulla vasta vita triste e dolce
Alla conquista laggiù di fragili grotte
Ed una vita ed una luce si rischiarano
Nel bosco dorato delle scimmie, dimora la gioia
All'incrocio dei momenti importanti ed umani.
venne il destino, il figlioletto di sempre, Negri
e Negro come un padre dalla forza ideale
All'assalto, governa i suoi passi e le sue parole
Del futuro, come un male che resiste
Alla tentazione preparata in un colloquio con capi Neri.

Odiosa, dalla parte delle follie di laggiù.
Domani, richiede una revisione del momento:
La disperazione e la noia derivate dalla negritudine
Ma destino e tutto il resto della sua epoca andranno lontano
Sulla barca, a combattere l'orrenda avventura.
E dalla laguna rischiarata di voci vive
Saliremo numerosi sul podio della libertà.


 
 
 

Domenica pomeriggio, sono di passaggio, ciao a tutti!

Post n°647 pubblicato il 31 Maggio 2015 da cinciarella10
 

 







      

 
 
 

Buonanotte!

Post n°646 pubblicato il 30 Maggio 2015 da cinciarella10
 

 




 
 
 

“C’è un solo nome per chi approfitta di un fatto efferato”

Post n°645 pubblicato il 30 Maggio 2015 da cinciarella10
 

 

 
Moni Ovadia


Zingari, giudei, buonisti e cattivisti 

Il tema poli­tico sociale incan­de­scente degli ultimi giorni ha preso avvio da un tra­gico fatto di cronaca.
A Roma, un'auto sulla quale viag­gia­vano, stando a quanto rife­rito dalla stampa, tre per­sone della comu­nità rom, non ha rispet­tato l'alt della poli­zia ed è fug­gita a velo­cità folle tra­vol­gendo e ucci­dendo un donna filip­pina e ferendo, anche gra­ve­mente, altre otto per­sone che si tro­va­vano sul suo cammino.
Come era pre­ve­di­bile si è sca­te­nata la usuale canea raz­zi­sta con­tro i rom in quanto tali gui­data dal lea­der della Lega Nord, Mat­teo Sal­vini e da tutta la galas­sia nera dei nazifascisti.
Il tutto con­dito dall'inevitabile fol­klore media­tico. Ieri mat­tina, il gior­na­li­sta di Libero Piero Gia­ca­lone, nel corso della tra­smis­sione di attua­lità poli­tica de La 7, con pun­tuale chia­rezza, ha inqua­drato la que­stione nei ter­mini della lega­lità affer­mando un valore impre­scin­di­bile delle civiltà demo­cra­ti­che, ovvero che tutti i cit­ta­dini e gli esseri umani in gene­rale, davanti alla legge, sono uguali. Gia­ca­lone ha pro­se­guito il suo ragio­na­mento con sapi­dità iro­nica pren­dendo a ber­sa­glio due cate­go­rie di per­sone con­trap­po­ste: «buo­ni­sti» e «cat­ti­vi­sti» i quali, a suo parere, si limi­tano a reci­tare le loro parti in com­me­dia. Ora, appar­te­nendo io alla cate­go­ria dei primi, pro­verò a rin­tuz­zare, almeno in parte, la pur legit­tima stig­ma­tiz­za­zione iro­nica di Giacalone.
Se è pur vero che fra i buo­ni­sti si incon­trano talora per­sone super­fi­ciali inclini a gene­rici embras­sons nous, coloro che ven­gono spesso defi­niti con sprezzo «buo­ni­sti» sono in linea di prin­ci­pio esseri umani che si pon­gono il pro­blema dell'altro, delle mino­ranze e si riten­gono respon­sa­bili del «volto altrui», per dirla con il filo­sofo Levi­nass, o met­tono in pra­tica il det­tato evan­ge­lico: «Ciò che fai allo stra­niero lo fai a me». Del resto, la que­stione dell'accoglienza dell'altro è la madre di tutte le que­stioni, quella la cui man­cata solu­zione è causa di ogni vio­lenza e di tutte le infa­mie che deva­stano la con­vi­venza delle comu­nità umane.
Nel mio caso, appar­tengo ad una ulte­riore fat­ti­spe­cie, sono un ex «altro» entrato nel salotto dei pri­vi­le­giati. Io sono ebreo e so che signi­fica essere gra­vato da pre­giu­dizi, calun­niato, per­se­gui­tato, deriso, mas­sa­crato e sterminato.
Oggi, molti cat­ti­vi­sti vi diranno che l'ebreo non è come il rom. Oggi ve lo dicono, ma in pas­sato i «per­fidi giu­dei» erano trat­tati allo stesso modo, con una sola dif­fe­renza che i rom non rice­ve­vano l'accusa di essere dei­cidi, in quanto cri­stiani o mus­sul­mani. Cre­dete che l'antisemitismo abbia perso aggres­si­vità a causa dell'orrore pro­vo­cato dalla Shoà? Non è così, anche rom e sinti hanno subito lo stesso destino. La vera ragione è che oggi esi­ste uno stato ebraico ( la defi­ni­zione è di Teo­dor Her­zel, suo Ideo­logo, das Juden Staat ) con un eser­cito, un governo e ser­vizi segreti che sanno essere molto «cattivisti».
Per rom e sinti non c'è nes­suno Stato che parli e agi­sca, nes­suno li difende da posi­zioni di forza e gli attac­chi raz­zi­sti con­tro di loro sono solo azioni di vigliac­chi. È raz­zi­sta chiun­que attri­bui­sca reati di indi­vi­dui all'intera comu­nità. Ma io, che appar­tengo simul­ta­nea­mente anche ad un altra cate­go­ria, i set­tan­tenni, ho buona memo­ria. E che c'entra con l'argomento in discus­sione? C'entra!
Ricordo quando sui muri della pro­spera «Pada­nia», della sua capi­tale «morale» c'erano le infami scritte raz­zi­ste «via i meri­dio­nali dalle nostre città!», «non si affitta ai ter­roni!». Mi ricordo dell'eco di Mar­ci­nelle quando i nostri ita­liani più poveri, trat­tati come bestie in quanto ita­liani, veni­vano ven­duti come schiavi da miniera per­ché tutta l'Italia avesse car­bone. Mi ricordo delle scritte «vie­tato agli ita­liani e ai cani» nel civile Nord Europa.
Allora gli zin­gari era­vamo noi. Sal­vini se lo ricorda?
Ma cosa volete che si ricordi un popu­li­sta dema­gogo alla ricerca di voti? A lui, a quelli come lui, i voti non ser­vono per fare poli­tica, ma per fare un mestiere, quello del nazio­na­li­sta da pic­cola patria, come i Kara­d­zic, gli Arkan, i Mla­dic e i loro omo­lo­ghi croati, gli ster­mi­na­tori della ex Jugo­sla­via. Un mestiere molto red­di­ti­zio che si nutre di odio, appro­fitta della paura dei più fra­gili, garan­ti­sce posti nei par­la­menti e gra­ti­fi­cante visi­bi­lità mediatica.
C'è un solo nome per chi appro­fitta di un fatto effe­rato - com­messo que­sta volta da rom, ma decine e decine di altre volte da ita­liani, padani com­presi - per semi­nare odio: sciacallo.

Moni Ovadia - Il Manifesto
Sabato 30 Maggio 2015

                   

 
 
 

I buchi scomparsi

Post n°644 pubblicato il 30 Maggio 2015 da cinciarella10
 

 

 


Svelato il mistero dei buchi nel formaggio

La loro presenza o meno è data dalla presenza di microparticelle di fieno che finiscono nel latte. Perciò se il latte è troppo pulito, niente buchi. La ricerca per svelare il mistero era divenuta necessaria, dato che negli ultimi 15 anni i buchi nei tipici formaggi svizzeri erano sensibilmente diminuiti.

"Più formaggio c'è, più buchi ci sono". Il paradosso del gruviera non è mai stato aggiornato con quello che è successo nell' ultimo decennio, ma con la scoperta appena fatta tornerà valido. E' stato infatti svelato il mistero dei famosi buchi dei formaggi Emmental e Appenzeller: si è infatti scoperto che l'elemento decisivo per la loro formazione sono le microparticelle di fieno che finiscono nel latte.
Il motivo della diminuzione dei fori è quindi da ricondurre a un "latte troppo pulito". La scoperta è stata fatta dalla stazione di ricerca federale Agroscope in collaborazione con l'Empa, il Laboratorio federale di ricerca e test sui materiali.
"La formazione dei buchi in certi formaggi non è dovuta al caso", scrive Agroscope in una nota: giocando con il dosaggio delle microparticelle di fieno il casaro può praticamente controllare il numero di fori desiderato.
E questo spiega anche perché negli ultimi 10-15 anni i buchi nel formaggio siano diminuiti: con il passaggio dalla mungitura tradizionale nella stalla in recipienti aperti a quella meccanizzata e chiusa, sempre meno particelle di fieno finiscono nei secchi del latte. "Ne deriva che vi sono meno 'germi' di buchi nel formaggio" e quindi meno cavità alla fine, spiega Agroscope.
Per svolgere l'indagine, i ricercatori della stazione hanno fatto ricorso a un nuovo metodo di tomografia computerizzata sviluppato dall'Empa ed hanno esaminato per 130 giorni i processi di raffinazione del formaggio.
Il mistero dei buchi nel formaggio è già stato oggetto di più ricerche: nel 1917 l'americano William Clark aveva pubblicato uno studio sulla formazione dei fori per azione dell'anidride carbonica prodotta da batteri. Ma gli scienziati non avevano determinato la specie di batteri, né quali processi di fermentazione fossero all'origine della formazione di gas nell'Emmental, scrive Agroscope. Inoltre non si sapeva spiegare perché i buchi si formassero in alcuni punti e non in altri.

ATS/red
Giornale del Popolo
Quotidiano della Svizzera Italiana
Venerdì 29 Maggio 2015

     

 
 
 

Sabato. Poesia della Costa d'Avorio

Post n°643 pubblicato il 30 Maggio 2015 da cinciarella10
 

 

 

 
Noi saremo fratelli
Bernard Binlin Dadié
Scrittore della Costa D'Avorio

Le stelle a profusione, pure
come gli occhi dei saggi,
risplenderanno
sul destino degli uomini.
Quando saremo uniti,
non ci sarà la paura negli occhi;
quando saremo fratelli,
le torve occhiate d'odio spariranno.
E la luce del cielo
rischiarerà il nostro sonno.
Noi ci uniremo,fratelli,
e le lucide stelle, a profusione,
pure come occhi di saggi,
risplenderanno
sul nostro destino.


        

 
 
 

Buonanotte!

Post n°642 pubblicato il 29 Maggio 2015 da cinciarella10
 




        


    

 
 
 

Andiamoci a votare! Altrimenti non ci lamentiamo…

 

 


Regionali 2015: Italia, disuguaglianze da urlo. Lavoro, reddito, pensioni: cambiare si deve!

L'ultimo rapporto dell'Ocse racconta un paese in cui le disuguaglianze sono tali da mettere in discussione ogni principio di giustizia sociale e solidarietà umana.
L'1% più ricco della popolazione detiene il 14,3% della ricchezza nazionale, quasi il triplo rispetto al 40% più povero, che ne detiene solo il 4,9%. 600.000 persone hanno il triplo della ricchezza di 24.000.000.
Il 20% più ricco detiene il 61,6% della ricchezza e il 20% appena al di sotto dei più ricchi ne detiene il 20,9%. Il restante 60% della popolazione si deve accontentare del 17,4% della ricchezza, con appena lo 0,4% per il 20% più povero.

La ricchezza in mano al 20% più ricco è 154 volte quella del 20% più povero.

Qualche tempo fa un altro rapporto aveva evidenziato come dal 1976 al 2006, nei trenta paesi Ocse, la quota dei redditi dal lavoro sul totale della ricchezza prodotta, fosse diminuita di 10 punti percentuali, a favore di rendite e profitti. In Italia i punti erano 15, pari a oltre 240 miliardi di euro a valori correnti del Pil. Ed oggi la situazione è peggiorata.

Dietro i numeri ci sono le vite delle persone. C'è chi può permettersi ogni lusso e chi sopravvive con l'ansia di cosa succederà il giorno, la settimana, il mese dopo.

E insieme ai numeri ci sono le politiche che fa il governo Renzi: che non restituisce i soldi ai pensionati e dice che comunque i pochi che darà saranno tolti dalle risorse per la povertà. Che non fa la patrimoniale, ma continua a privatizzare e tagliare su scuola, sanità, trasporti, servizi. Che precarizza ancora il lavoro per renderlo più ricattabile e povero, che non fa il reddito minimo.

Il governo continua a dire che le risorse sono scarse, per convincere le persone che al massimo si può avere qualche briciola, togliendola a chi sta accanto: lavoratori pubblici contro i privati, disoccupati e precari contro lavoratori "stabili" e pensionati , nativi contro migranti. Ma non è così.

Ci battiamo perché si faccia un piano per creare un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro con investimenti e assunzioni pubbliche, nella riconversione ecologica dell'economia, nel rilancio di scuola, ricerca, università pubbliche, della cultura e del welfare. Ci battiamo per la riduzione dell'orario di lavoro e l'abrogazione della controriforma Fornero delle pensioni. Ci battiamo per il reddito minimo per i disoccupati, perché nessuna persona sia sotto il livello della povertà.

Si può fare, redistribuendo anche solo parte della ricchezza oggi concentrata in poche mani.  Si può fare smettendo di dare fiducia a chi fa politiche per pochi a danno di molti, e ricostruendo la possibilità di una vita dignitosa e libera per tutte e tutti.

Il 31 maggio vota per l'uguaglianza, vota a SINISTRA.

di Roberta Fantozzi
Rifondazione Comunista
Mercoledì 27 Maggio 2015

         

 
 
 

Schiaffo al Parlamento

 

 


F-35: Renzi irriducibile

Il Documento programmatico pluriennale del ministero della difesa dice con certezza che il governo non ha ridotto la spesa per i cacciabombardieri. Come invece chiesto da società civile e parlamento. Reagisce la campagna "Taglia le ali alle armi".

Alla campagna "Taglia le ali alle armi" non rimane altra strada: riprendere azioni di mobilitazione contro il governo Renzi che - nonostante la pressione della società civile e il voto del parlamento che l'autunno scorso aveva votato una mozione per il dimezzamento del budget per la costruzione dei cacciabombardieri F-35 - non riduce le spese militari e va avanti senza ascoltare ragioni.
A rendere evidente la scelta del governo è stata la pubblicazione del Documento programmatico pluriennale (Dpp) del ministero della difesa che assegna al programma Joint Strike Fighter (JSF) circa 583 milioni di euro per l'anno 2015.
«Anche se la mozione per il dimezzamento, comunque promossa dalla maggioranza e in particolare dal Pd, non è stata l'unica ad essere votata - sottolinea Sergio Bassoli di Rete della Pace - e quindi il governo può giocare nel fraintendere le intenzioni della Camera, è evidente come il grave dato politico sia quello di un non rispetto della volontà parlamentare, e in ultima analisi popolare». Va ricordato come, soprattutto da quando la Campagna ha posto al centro dell'attenzione politica e dell'opinione pubblica la questione degli F-35, è ormai ampiamente diffusa l'opposizione rispetto all'acquisto di tutti i caccia previsti.
L'esplicitazione dei fondi stanziati sul 2015 per i cacciabombardieri del programma JSF arriva dopo mesi di richieste, mai soddisfatte, da parte della Campagna sui dettagli di acquisto e di finanziamento. Secondo "Taglia le ali alle armi" «dai capitoli di investimento su sistemi d'arma era infatti impossibile determinare la quantità di denaro indirizzata su questo programma: ciò significa che, a causa delle omissioni e opacità del ministero, gli stessi parlamentari hanno dovuto votare qualcosa di non chiaro e definito. Una situazione inaccettabile! Il Governo ha invece scelto una strada di pieno silenzio, per poter presentare la decisione di acquisto complessivo e non ridotto come un dato di fatto ormai acquisito».
Una situazione che si desume dai dati del Dpp, che fa crescere i fondi a disposizione rispetto al 2014 (anche se con una flessione rispetto alle precedenti previsioni sul 2015) ma soprattutto lascia intoccata a 10 miliardi di euro la somma per acquisizione e supporto logistico. Afferma Francesco Vignarca di Rete Disarmo: «Ciò dimostra come non ci sia stata alcuna diminuzione del budget totale - cioè dell'unico parametro realistico per capire se davvero ci sia stata una modifica (con riduzione) nelle intenzioni di acquisto. È la cifra su cui da sempre si è concentrata la nostra azione, al di là delle modifiche nel piano di acquisizione decise nel 2012 dall'allora ministro Di Paola, e della quale parlava esplicitamente la mozione Scanu che chiedeva il dimezzamento degli F-35. E intanto le tabelle di dettaglio, sparite dall'ultima legge di Stabilità, non sono più ricomparse...».
Furberie
Non è possibile invece, come da tempo e furbescamente cerca di fare il ministero della difesa, compiere valutazioni su fantomatiche diminuzioni di acquisto solo seguendo gli stanziamenti annuali che, riguardando acquisizioni dei velivoli per lotti decisi e confermati di volta in volta, possono subire variazioni e/o ritardi ininfluenti sulla quantità complessiva di aerei. Il sospetto di "Taglia le ali alle armi" è che il governo stia solamente cercando di dilazionare l'acquisto, anche per ragioni di disponibilità finanziaria, nell'attesa di tempi migliori per quanto riguarda sia il prezzo che la deficitaria situazione tecnica del caccia.
"Taglia le ali alle armi" conclude: «Il fatto che né il presidente del consiglio Matteo Renzi né la ministro della difesa Roberta Pinotti abbiano voluto rispondere alle domande della Campagna e non ci abbiano mai voluti ricevere chiarisce senza dubbio alcuno la mancanza di trasparenza e la non volontà di confronto da parte dell'esecutivo sulla questione degli F-35 e delle spese militari in generale. Così come la chiariscono mesi di dichiarazioni dilatorie e fra loro in contrasto della Ministro della Difesa sulla decisione relativa ai caccia: prima sfruttando come tecnica di rinvio l'elaborazione del "Libro Bianco della Difesa" (nel quale poi non è presente nemmeno una riga sugli F-35) e poi spostando invece tutta la decisione sul Dpp arrivato mesi dopo il voto parlamentare di Bilancio. Risultato: per mesi si è provveduto a nascondere quello che il governo aveva già deciso».

di Raffaello Zordan
Nigrizia, Mercoledì 27 Maggio 2015

 
 
 

Kenya, bracconaggio

Post n°639 pubblicato il 29 Maggio 2015 da cinciarella10
 

 

 


Oro bianco senza freni

Il bracconaggio continua in Africa. Il 19 maggio le autorità di Singapore hanno effettuato il più grande sequestro di zanne d'elefante dal 2002 ad oggi. 1.783 pezzi, per un peso complessivo di 3.7 tonnellate del valore di 6 milioni di dollari. Trovati anche corni di rinoceronte e denti di felini. Provenivano dal Kenya dove ora si cerca rimedio, ma c'è poco impegno e la lotta è impari.

Il maxi-sequestro di avorio proveniente dal Kenya avvenuto il 19 maggio a Singapore, ha fatto scattare la caccia ai criminali. Le autorità kenyane hanno sospeso un ufficiale del porto di Mombasa - responsabile del carico, partito il 6 aprile scorso - e stanno cercando gli amministratori della società di trasporto e l'autista del camion che portò il carico illegale.

Maxi-sequestro 
Un totale di 1.783 zanne di elefante, per un peso complessivo di 3.7 tonnellate, erano nascoste in due conteiners all'interno di sacchi di foglie di te, assieme a 4 corna di rinoceronte e 22 denti, probabilmente di ghepardi o leopardi. Un carico del valore di circa 6 milioni di dollari. Per i doganieri di Singapore si è trattato del più consistente sequestro di "oro bianco" dal 2002, quando furono intercettate 6 tonnellate di avorio. Ad insospettire le autorità di controllo è stato il fatto che il carico di te kenyano, inizialmente destinato a Dubai, una volta spedito abbia poi cambiato destinazione: da Dubai a Thailandia e Vietnam, attraverso Singapore.

Più impegno
In Kenya le organizzazioni per la tutela dell'ambiente chiedono al governo maggior impegno nel contrasto al commercio illegale di parti di animali, ma è evidente che la lotta è impari. Nell'ultimo decennio lo sterminio di elefanti e rinoceronti è divenuto un ricco business, in mano ad organizzazioni criminali ben organizzate ed equipaggiate che possono contare sull'alta disponibilità alla corruzione di funzionari e ufficiali governativi. "Questo sequestro testimonia mancanza di coordinamento tra i vari apparati governativi, oppure complicità con i criminali" evidenzia la direttrice di Wildlife Direct, Paula Kahumbu.

Numeri sconfortanti
Un traffico che registra numeri impressionanti se si pensa alla quantità di animali uccisi. Se si guarda a quest'ultimo sequestro, 1.783 zanne equivalgono a 892 elefanti abbattuti solo in Kenya. Meno di un mese fa le autorità tailandesi avevano bloccato un altro carico proveniente da Mombasa, con 511 zanne: 256 animali. Nell'aprile dello scorso anno la dogana di Singapore ha intercettato uno stock di avorio per un valore di 1.5 milioni di dollari, nascosto in sacchi di caffè. Un altro carico per un valore di quasi 2 milioni di dollari era stato bloccato nel gennaio 2013. Altre 15 tonnellate di zanne sequestrate, sono state bruciate pubblicamente a Nairobi il 4 maggio scorso. Secondo l'organizzazione ambientalista britannica Save the elefants almeno 100.000 pachidermi sono stati uccisi in Africa tra il 2010 e il 2012, quando il bracconaggio ha registrato un'impennata, in particolare in Tanzania, Gabon, Camerun, Repubblica Centrafricana, Mozambico, Rd Congo e Congo Brazaville.

Poche buone notizie
Azioni confortanti arrivano dalla Cina, dove il prezzo dell'avorio è triplicato negli ultimi cinque anni. Sotto pressione della comunità internazioanle e delle organizzazioni che cercano di salvare la fauna selvatica africana dall'estinzione, lo scorso marzo Pechino ha imposto un bando all'importazione di avorio per un anno. Incoraggiante è anche la recente apertura, in Kenya, di un laboratorio forense le cui informazioni contribuiranno a perseguire sospetti bracconieri, spesso arrestati e rilasciati per mancanza di prove. Il laboratorio - il secondo nell'Africa sub-sahariana dopo quello in Sudafrica - diverrà una banca dati del Dna che servirà tutta l'Africa dell'Est e Centrale, per collegare l'avorio sequestrato agli animali uccisi.

di Viky Charo, dal Kenya
Nigrizia, Venerdì 22 Maggio 2015

Enorme rabbia e tristezza per il fatto che questi grandi e splendidi animali stiano scomparendo rapidissimamente per il profitto di pochi. E' l'Africa che se ne va con loro e che perde enormi risorse turistiche!


 
 
 

CINCIARELLE



 

I POETI LAVORANO DI NOTTE



I poeti lavorano di notte
quando il tempo
non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini, da "Destinati a morire"

 

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DANZA DELLE STREGHE


Le streghe non si vedono,
ma le streghe ci sono
Nel buio si radunano,
in riva a fiumi e laghi
Corrono senza un frullo,
volano senza un suono
Non le sentono gli uomini,
non le vedono i maghi.

Le streghe sono magiche,
le streghe sono donne
Incendiano le tenebre
con le risa e la danza
Fanno ruotar mantelli,
le favolose gonne
Finché dura la notte,
finché ne hanno abbastanza.

E gli umani le cercano,
le vogliono vedere
Curiosi delle favole,
stupiti delle grida.
E furtivi si accostano,
chini nelle ombre nere
Tremanti di paura,
ubriachi di sfida.

Ma le streghe li sentono,
corrono sulle sponde
Sopra le acque fuggono,
gioiose equilibriste
E per gli umani restano
i cerchi delle onde
Come gonne che ridono:
"Le hai viste? Non le hai viste?"

Bruno Tognolini
da Melevisione
Il libro nero di Strega Salamandra
Giunti Junior Editore

 

BIANCA TRA LE FOGLIE

 

RIMA DELLA RABBIA GIUSTA



Tu dici che la rabbia
che ha ragione
È rabbia giusta
e si chiama indignazione
Guardi il telegiornale
Ti arrabbi contro
tutta quella gente
Ma poi cambi canale
e non fai niente
Io la mia rabbia giusta
Voglio tenerla in cuore
Io voglio coltivarla
come un fiore
Vedere come cresce
Cosa ne esce
Cosa fiorisce
quando arriva la stagione
Vedere se diventa
indignazione
E se diventa,
voglio tenerla tesa
Come un'offesa
Come una brace
che resta accesa in fondo
E non cambia canale
Cambia il mondo

Bruno Tognolini
da "Rime di Rabbia", Salani Editore

 

FILASTROCCA LIBERA




Libero, libera, liberi tutti
Libero l'albero e libero il seme
Liberi i belli di essere brutti
Le volpi furbe di essere sceme
Il fiume libero d'essere mare
Il mare libero dall'orizzonte
Libero il vento se vuole soffiare
Liberi noi di sentircelo in fronte
Libero tu di essere te
Libero io di essere me
Liberi i piccoli di essere grandi
Liberi i fiori di essere frutti
Libero, libera, liberi tutti

Bruno Tognolini,
da Rima rimani, Salani 2002

 

SCONGIURO CONTRO IL NAZISMO FUTURO




Gli abbiamo detto
che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla,
bisogna fare pace
Ma che essere cattivi
poi conviene
Più si grida, più si offende
e più si piace
Gli abbiamo detto
che bisogna andare a scuola
E che la scuola com'è
non serve a niente
Gli abbiamo detto
che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante
Gli abbiamo detto
che tutto è intorno a loro
La vita è adesso,
basta allungar la mano
Gli abbiamo detto
che non c'è più lavoro
E quella mano
la allungheranno invano
Gli abbiamo detto
che se hai un capo griffato
Puoi baciare 
maschi e femmine a piacere
Gli abbiamo detto
che se non sei sposato
Ci son diritti
di cui non puoi godere
Gli abbiamo detto
che l'aria è avvelenata
Perché tutti
vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno
macchine anche loro
Gli abbiamo detto tutto,
hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto
Bene: non c'è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro
Speriamo 
che la rabbia dei bambini
Non ci presenti
un conto troppo duro

Bruno Tognolini
da "Rime di Rabbia", Salani Editore
 

I PIEDI
---------------------------------

 

Salgono i piedi per la salita, 
passo per passo finché è finita.
Scendono i piedi per la discesa,
giù verso il basso
che il passo non pesa. 
Piedi leggeri, passi pesanti, 
lungo i sentieri
che portano avanti. 
Passi di marcia rivoluzionaria: 
testa per terra, piedi per aria. 

Bruno Tognolini
da "Rimelandia" 
Il giardino delle filastrocche
Mondadori Newmedia

 

DANZA ARABA

 

JAZZ

 

TEATRO



"Il mio scopo non è insegnarvi a recitare, il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo vivo da voi stessi. Il materiale per crearlo dovete prenderlo da voi stessi, dalle vostre memorie emotive, dalle esperienze da voi vissute nella realtà, dai vostri desideri e impulsi, da elementi interni analoghi alle emozioni, ai desideri e ai vari elementi del personaggio che impersonate ... Imparate ad amare l'arte in voi stessi e non voi stesse nell'arte."

Konstantin Sergeyevich
Stanislavskij

 

CINEMA

"Il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe." Roberto Benigni

 

GENERALE



Generale,
il tuo carro armato
è una macchina potente.
Spiana un bosco
e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un carrista.

Generale,
il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta
e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un meccanico.

Generale,
l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertolt Brecht

 

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